domenica, 24 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Bollette. Agcom, fattura mensile o sanzioni in arrivo
Pubblicato il 14-09-2017


telecom

Sanzioni agli operatori di telefonia che non rispettano l’obbligo di cadenza mensile della fatturazione. E’ quanto deciso dall’Autorità per le comunicazioni, che ha “deciso di avviare procedimenti sanzionatori nei confronti degli operatori telefonici Tim, Wind Tre, Vodafone e Fastweb per il mancato rispetto delle disposizioni relative alla cadenza delle fatturazioni e dei rinnovi delle offerte di comunicazioni elettroniche”, si legge in una nota della Agcom.

“Al fine di garantire massima trasparenza e confrontabilità dei prezzi vigenti, nonché il controllo dei consumi e della spesa garantendo un’unità standard (mese) del periodo di riferimento delle rate sottostanti a contratti in abbonamento per adesione”, con una delibera del marzo scorso, l’Autorità aveva infatti stabilito, ricorda la nota, “che per la telefonia fissa e per le offerte convergenti l’unità temporale per la cadenza delle fatturazioni e del rinnovo delle offerte dovesse avere come base il mese o suoi multipli”. Al termine delle verifiche effettuate da Agcom, però, “è risultato che gli operatori menzionati non hanno ottemperato alla delibera dell’Autorità”.

Allo stesso tempo il Governo ha preso posizione sulla questione tariffe e la battaglia in corso tra aziende, consumatori e Authority. Il ministero dello Sviluppo economico sta, infatti, valutando un “intervento normativo” per fare ordine, visto che gli operatori di telefonia e di pay-tv “hanno progressivamente modificato la cadenza delle proprie fatturazioni, portandola a una volta ogni 28 giorni”, spiega la responsabile per i Rapporti con il Parlamento Anna Finocchiaro. Il risultato è “un aggravio dei costi per i consumatori” (come noto il rincaro stimato si aggira introno all’8,6%). Rialzo che deriva da un comportamento considerato “scorretto” dall’esecutivo, chiarisce la ministra rispondendo al question time alla Camera, in sostituzione di Carlo Calenda. Si fa così strada la previsione di un termine unico, valido per tutti, magari su base mensile, in modo da agevolare i consumatori e mettere fine al caos. Infatti, stando alla delibera di marzo dell’Agcom, l’Autorità per le comunicazioni, solo i contratti di telefonia mobile potevano ricorrere alla scadenza a quattro settimane, per la linea fissa invece il tempo minimo di fatturazione coincideva con il mese.

Oreste Pastorelli, deputato del Psi, accoglie positivamente l’iniziativa del governo di porre mano alla questione. “Quanto annunciato dalla ministra Finocchiaro sull’intenzione del Governo di intervenire sulla fatturazione a 4 settimane dei gestori telefonici è davvero un’ottima notizia per i consumatori. Con le nuove modalità di pagamento, infatti, i cittadini avrebbero dovuto pagare 13 mensilità anziché 12: una vera e propria truffa”. “Per questo – prosegue il parlamentare socialista – nei giorni scorsi avevamo presentato una interrogazione ai ministeri dello Sviluppo Economico e delle Finanze affinché si intervenisse su questo raggiro che stava per essere perpetrato ai danni dei consumatori. L’Esecutivo ha convenuto con noi sulla necessità di attuare un’azione legislativa a tutela della clientela dei gestori telefonici. Bene così. Aspettiamo adesso l’intervento normativo annunciato dalla ministra così da porre fine a questa vicenda grottesca”.

Agli operatori del settore però la nuova regola non è piaciuta ed è quindi scattato il ricorso al Tar. Tribunale che a giugno ha accolto le richieste di sospensiva, fissando al prossimo 7 febbraio la data per il giudizio. Intanto sempre quest’estate l’Unione nazionale consumatori ha presentato un esposto, proprio all’Agcom, contro la decisione “di Sky di fare – spiega l’associazione – come le compagnie telefoniche, ossia di fatturare, a partire dal primo ottobre, ogni 28 giorni invece che una volta al mese”. Ma ai consumatori non basta solo una calendarizzazione mensile, chiedono anche di “cambiare gli importi delle multe, eliminando i tetti attuali”. Una vicenda complessa quindi, che non fa che scaldarsi. Il Codacons rilancia: “serve una maxi-sanzione pecuniaria nei confronti dei gestori telefonici e delle pay-tv” che “ignorano” le regole. Addirittura l’organizzazione si dice pronta a “una denuncia penale”. Davanti al Parlamento il Governo fa sapere di avere apprezzato la linea dell’Agcom perché volta ad “aumentare il livello di trasparenza” a tutela dei consumatori. “Al contempo” si pensa, dice sempre Finocchiaro, che “l’omogeneità delle condizioni contrattuali”, anche per quanto riguarda la base temporale per il calcolo dei costi da fatturare, “debba essere un obiettivo da perseguire concretamente utilizzando tutti gli strumenti di regolazione a disposizione”.

In attesa che si dipani qualche nodo, tra contenziosi e istruttorie su eventuali pratiche commerciali sleali, il ministero dello Sviluppo “sta valutando segnalazioni specifiche all’Antitrust e un apposito intervento normativo” con l’obiettivo di proteggere i consumatori e garantire la trasparenza del mercato.

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