domenica, 24 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Ungheria chiede a Ue di pagare muro anti-migranti
Pubblicato il 01-09-2017


Orban-e-junckerUna richiesta che ha sorpreso non poco l’Ue, il premier ungherese Viktor Orban ha inviato un conto di 400 milioni di euro per la costruzione di un muro che dovrebbe proteggere il confine dall’arrivo dei migranti. Ieri il viceministro ha annunciato di aver spedito il conto al presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker. L’Ungheria pretende 400 milioni di euro, e cioè la metà del costo dell’opera avviata nell’autunno del 2015 quando, in piena emergenza profughi, il leader di Fidesz pensò di risolvere la questione nel modo più drastico, mentre Angela Merkel apriva le porte della Germania e chiedeva solidarietà, attirandosi l’ostilità dei partner europei dell’est.
“Se parliamo di solidarietà europea, dobbiamo parlare anche di protezione delle frontiere – ha affermato Janos Lazar, Primo Ministro ungherese – e questa solidarietà va considerata in modo pragmatico. Di conseguenza l’Ue deve partecipare ai costi”. L’Ungheria ha invece sempre avversato la politica delle “quote”, che prevede una redistribuzione dei migranti aventi diritto, in arrivo nei paesi situati alle porte dell’Unione, in tutti gli stati membri.
Anche stavolta l’Ue ha risposto in modo tollerante e pacifico alle richieste magiare: “Analizzeremo le richieste”, ma “la Commissione europea sostiene la gestione delle frontiere esterne europee, ma non finanzia barriere”. Così un portavoce della Commissione Ue a chi chiede se Bruxelles pagherà il conto da 400 milioni di euro annunciato da Orban. “Ma non si dimentichi che la solidarietà è una strada a doppio senso. Tutti gli Stati devono essere pronti a contribuire. Non è un menu ‘à la carte’ in cui si sceglie la gestione delle frontiere, e si rifiuta quando occorre rispettare le decisioni sui ricollocamenti concordati”, ha concluso il portavoce.
Il muro ungherese, circa 170 km, ultimato a maggio, consiste in una doppia recinzione in ferro spinato, dotata di sensori per intercettare chi tentasse abusivamente di superarlo, costruita lungo il confine sud del Paese, alle frontiere con Serbia e Croazia, da dove provenivano i profughi.

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