giovedì, 23 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

VALZER DEI VACCINI
Pubblicato il 07-09-2017


vacciniVaccini no, vaccini sì. La regola della certezza vacilla di fronte al governatore del Veneto Zaia. Il Veneto infatti ci ripensa e sospende in via temporanea il decreto che prevedeva una moratoria dell’obbligo vaccinale per i bambini da 0 ai 6 anni già iscritti alla scuola dell’infanzia e che avrebbe permesso alle famiglie di presentare tutta la documentazione entro il 2019 evitando la decadenza dell’iscrizione. Ad annunciarlo il governatore del Veneto, Luca Zaia, che in lungo post su Facebook spiega anche che la Regione ha chiesto che venga portato al Consiglio di Stato il quesito sollevato riguardo ai tempi di applicazione per le iscrizioni dei non vaccinati da zero a sei anni negli asili nido e scuole di infanzia. “Onde evitare dispendiosi e defatiganti contenziosi in sede giudiziaria, si ritiene pertanto che la questione possa essere definita mediante la formulazione al Consiglio di Stato di un quesito” riguardo ai tempi di applicazione per le iscrizioni dei non vaccinati da 0 a sei anni negli asili nido e scuole di infanzia”: è il paragrafo finale della lettera inviata sul tema delle vaccinazioni dal governatore del Veneto Luca Zaia al ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, e al ministro dell’Istruzione, Valeria Fedeli. Nella missiva, Zaia ricorda che il decreto veneto per la moratoria “è stato temporaneamente sospeso e non revocato dal dirigente” e che “resta aperto il problema dell’urgente interpretazione della legge che il Direttore generale dell’area sanità e sociale ha confermato per iscritto di aver correttamente applicato”. 

Zaia rileva che il direttore generale della sanità veneta, Domenico Mantoan, gli ha scritto una lettera nella quale comunque “conferma la sua posizione” riguardo all’interpretazione della legge sul fronte della possibilità “di fare una moratoria fino al 2019 per i bambini dai zero ai sei anni già iscritti agli asili o scuole d’infanzia privi di vaccinazione, interpretazione non condivisa dal ministero”. “Mi ha comunicato – rileva Zaia – di sospendere temporaneamente con decisione autonoma, come peraltro avvenuto nella formulazione del decreto; di confermare l’interpretazione autentica della legge e di chiedere che l’amministrazione regionale si possa attivare per un parere autorevole rispetto a questo contenzioso. Pertanto – sottolinea Zaia – alla comunicazione fatta da Mantoan sulla sospensione confermo che chiediamo che venga inoltrato il quesito direttamente al Consiglio di Stato, istituzione deputata a dare una interpretazione autentica per Regione e ministero del testo di legge”.

“Soddisfatti da decisione del Veneto di non concedere moratoria di 2 anni per presentare documentazione vaccinale nelle scuole”, ha commentato il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin. Di legge chiara parla la Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Valeria Fedeli. “Sono soddisfatta – aggiunge – perciò della decisione della Regione Veneto di sospendere il decreto di moratoria di due anni per l’applicazione delle norme sui vaccini”. “Il decreto-legge sui vaccini è un provvedimento che guarda alla salute pubblica, la sua corretta attuazione è per questo particolarmente importante”, prosegue Fedeli. “La legge è chiara e, proprio perché siamo convinti che il confronto con le famiglie sia fondamentale, proprio perché vogliamo accompagnare le scuole nelle nuove operazioni necessarie per vaccinare bambine e bambini, sono stati messi in campo tutti gli strumenti per poter attuare al meglio la legge e semplificare le procedure a carico di scuole e famiglie”. La consigliera veneta del Pd Alessandra Moretti mette sotto accusa il “metodo dello scaricabarile di Zaia: è incredibile. Capita la gravità della moratoria sui vaccini fa retromarcia e dà la colpa al direttore generale Mantoan”. “I veneti non sono stupidi e sanno bene che la manina dietro al decreto era la sua ed è la stessa che ora lo ritira. D’altra parte Zaia pur di fare la sua propaganda ‘no vax’ passerebbe sulla pelle dei veneti e dei più fragili di loro, i bambini: per fortuna è stato fermato”.

Dal Pd del Veneto si parla di “retromarcia inevitabile, nell’interesse soprattutto di migliaia di bambini la cui salute sarebbe stata messa a rischio. Siamo soddisfatti che la Regine abbia rinunciato all’ennesimo braccio di ferro con il Governo”. “Era un provvedimento dannoso – afferma Stefano Fracasso a nome del gruppo consiliare del Partito Democratico – che avrebbe solo alimentato confusione. Non a caso il Governo aveva già avviato le procedure per il ricorso”. “Zaia ha capito, un po’ tardi, che giocare sulla pelle dei bambini non porta consenso e ha fatto un doveroso passo indietro”, aggiunge la consigliera Alessandra Moretti che nei giorni scorsi ha subito anche pesanti insulti per la sua battaglia pro vaccini. “È una vittoria dei genitori responsabili, nell’interesse dei figli di tutti – conclude -.

Il governatore della Regione torna poi sulle polemiche dei giorni scorsi, definite “imbarazzanti”: Il Veneto ha “sempre confermato la sua posizione a favore dei vaccini e a difesa del suo modello, unico in Italia, che si basa sulla non obbligatorietà e il dialogo con le famiglie, sottolinea Zaia ricordando che è un modello “condiviso da altri 15 Paesi europei, tra i quali Germania, Spagna e Gran Bretagna. Inoltre ricordo che proprio noi come Regione Veneto in tempi non sospetti, nel novembre 2016, abbiamo approvato un provvedimento per la scuola per i bimbi da zero a sei anni che impone che in ogni classe ci sia almeno il 95% dei bambini vaccinati. Le polemiche alle quali abbiamo assistito sono alimentate da una scarsa conoscenza del tema”. Zaia ricorda poi che “i bimbi da zero a sei anni già iscritti e privi di vaccinazione, in virtù delle direttive ministeriali a supporto della legge, per il tramite dell’Istituto dell’autocertificazione potranno comunque essere ammessi agli asili nido e scuole d’infanzia.

La parola ora passa al Consiglio di Stato.

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