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Opinioni e commenti
 

Visite fiscali, il ‘cervellone’ che stana i furbetti. Bando per medici fiscali. Aumento infortuni sul lavoro
Pubblicato il 25-09-2017


Visite fiscali

OPERATIVO CERVELLONE CHE STANA I FURBETTI

Dal 1° settembre ha preso avvio il ‘Polo unico per le visite fiscali’ con l’attribuzione all’Inps della competenza esclusiva ad eseguire visite mediche di controllo, oltre che ai lavoratori privati, anche ai

lavoratori pubblici assenti per malattia, sia su richiesta delle pubbliche amministrazioni in qualità di datori di lavoro, sia d’ufficio (sono escluse dalle competenze Inps le visite al personale delle forze armate, polizia, vigili del fuoco).

Il sistema di gestione delle visite mediche di controllo prevede:

– visite mirate ed efficaci: un sofisticato Data Mining elabora serie storiche di decine di milioni di eventi di malattia e, sulla base di criteri individuati su base statistica, seleziona quotidianamente gli eventi più probabilmente passibili di riduzione della prognosi. La scelta di dove mandare i medici non è casuale;

– visite tempestive: ogni giorno, entro le prime ore del mattino, l’applicativo informatico SAVIO assegna le visite domiciliari ad ognuno dei medici fiscali, combinando le visite mediche di controllo d’ufficio e quelle su richiesta dei datori di lavoro; il medico fiscale riceve in tempo reale le sue VMC sul proprio NetBook (in via di sostituzione con tablet).

– razionalizzazione e minimizzazione dei costi: SAVIO assegna le visite mediche di controllo tra i

medici disponibili e a ciascun medico in modo da minimizzarne i percorsi;

– informatizzazione e automazione avanzate: certificati medici, richieste datoriali di visite mediche

di controllo, selezione malattie a rischio, assegnazione visite ai medici, esiti delle visite mediche di controllo… tutto avviene attraverso canali informatici e la messa a disposizione delle informazioni ai soggetti interessati-coinvolti è rapida ed efficiente.

Boeri

– “Per il polo unico delle visite fiscali a regime avremo a disposizione 50 mln di risorse” ha detto il presidente dell’Inps, Tito Boeri, in occasione della presentazione del ‘Polo unico per le visite fiscali’. “Le risorse – ha sottolineato – sono sufficienti, per quest’anno abbiamo 17 milioni, ma a regime avremo appunto 50 milioni e sono sufficienti per affrontare questo compito”.

“Questa iniziativa – ha rimarcato – ci permetterà di garantire una maggiore uniformità di trattamento e di gestione delle visite fiscali su tutto il territorio nazionale per dipendenti pubblici e privati. Oggi esiste una sensibile difformità tra pubblico e privato e forse più all’interno del settore pubblico tra le diverse regioni italiane”.

Boeri ha anche chiarito che non si faranno controlli casuali, ma mirati : “Guardando all’esperienza e ai fattori di rischio specifico, ai casi di abuso e di comportamento opportunistico quando sono più frequenti, di storie individuali o piuttosto per alcuni giorni della settimana. Quindi concentrando le visite in alcuni giorni per rendere i controlli maggiormente efficaci”.

Il presidente dell’Inps ha altresì spiegato che “con il ‘Polo unico per le visite fiscali’ si è partiti il 1° settembre, ma con una fase transitoria perché l’atto di indirizzo non è stato ancora pubblicato in Gazzetta ufficiale e speriamo che avvenga nel più breve tempo possibile.

Abbiamo anche bisogno del decreto ” sulle fasce di reperibilità, “questo è molto importante per aumentare l’efficienza dei nostri controlli e dell’attività dei medici”.

“Ovviamente – ha evidenziato – se abbiamo fasce di reperibilità diverse tra pubblico e privato questo può comportare il fatto che la gestione delle visite non può essere davvero uniforme. I medici che si trovano ad uscire per fare controlli nel privato non possono fare gli stessi controlli nell’ambito pubblico”.

“Per questo – ha ribadito Boeri – noi auspichiamo che vengano adottate le fasce attualmente in vigore nel settore pubblico perché questo ci permetterebbe anche di colmare il divario con altri Paesi”.

“Apriremo bando”

– Il presidente dell’Inps ha inoltre spiegato poi che c’è ” un problema di carenza di medici fiscali in alcune realtà territoriali . Più che un problema generale-totale di numero è di distribuzione di medici”.

“Ad esempio – ha detto Boeri – in Lombardia c’è una carenza di medici fiscali. In generale, nell’immediato affronteremo questa problematica ricorrendo ai medici dell’Inps e convenzionati, poi a regime affronteremo il problema con un bando che sarà aperto a persone che abbiano le competenze che noi richiediamo, soprattutto in termini di medicina legale”.

“Guarderemo con particolare attenzione – ha precisato – ai curricula di coloro che hanno già esperienze maturate anche nell’ambito delle Asl. Chiaramente a questi medici si estenderà la convenzione che andremo ad adottare con i medici fiscali”.

Osservatorio statistico

– “Al via pure l’Osservatorio statistico sul Polo unico per le visite mediche di controllo” ha ancora annunciato il presidente dell’Inps. “Nel far partire il Polo unico – ha evidenziato – abbiamo inteso far partire un’operazione di trasparenza verso l’opinione pubblica. Produrremo, a partire da gennaio 2018, un Osservatorio statistico sul polo unico che darà sistematicamente informazioni sulle assenze per malattie, sulle certificazioni e sul numero di giorni di malattia”.

“Oltre che – ha aggiunto – sull’esito delle visite sia nel settore del pubblico che privato, per genere e classi di età”.

Inps

OPERATIVITA’ PIATTAFORMA PRESTAZIONI OCCASIONALI

Dopo quasi due mesi di operatività della piattaforma Inps per la gestione delle prestazioni occasionali – la nuova forma di lavoro introdotta con la conversione in legge del decreto legge n. 50/2017 – sono risultati oltre 27.000 gli utenti che si sono registrati.

In particolare, si tratta di:

3.998 utilizzatori del Libretto Famiglia;

12.252 utilizzatori del contratto di prestazione occasionale (aziende, liberi professionisti, associazioni ed altri enti);

10.767 lavoratori disponibili ad operare nelle forma del lavoro occasionale.

I versamenti effettuati dagli utilizzatori hanno superato l’importo di quattro milioni di euro, dei quali 362.000 per il Libretto Famiglia e 3.833.000 per il contratto di lavoro occasionale. Sempre nei primi 45 giorni di operatività della piattaforma, sono 6.742 i lavoratori che hanno svolto prestazioni di lavoro occasionale (686 Libretto Famiglia e 6.056 contratto di lavoro occasionale), per un totale di 28.724 giornate lavorative (2.544 Libretto Famiglia e 26.180 contratto di lavoro occasionale).

Ad agosto, oltre l’80% dei pagamenti di prestazioni (effettuati direttamente dall’INPS su base mensile) è stato realizzato con accredito su carta di credito ovvero in conto corrente.

Il contact center dell’INPS ha fornito 18.621 chiarimenti e indicazioni sulla normativa e sul funzionamento della piattaforma ed ha effettuato, per conto degli utenti (cittadini e aziende), 3.600

operazioni di registrazione ovvero di comunicazione delle prestazioni lavorative.

Al riguardo, si ricorda che, una volta effettuata la registrazione in piattaforma, il lavoratore non deve svolgere alcun altro adempimento e riceve ogni comunicazione relativa alla sua attività lavorativa sul suo indirizzo di posta elettronica o sul suo telefono cellulare via sms. L’utilizzatore, invece, dopo la registrazione, deve effettuare solo una comunicazione relativa allo svolgimento della prestazione lavorativa, operazione che richiede pochi minuti e che può essere svolta utilizzando il contact center dell’Istituto che, in tempo reale, svolge detta attività per conto dell’utilizzatore.

L’utilizzo della piattaforma del lavoro occasionale è attivo per le famiglie e per le aziende di ogni settore produttivo, ivi compresa l’agricoltura, dal 10 luglio 2017.

Nel corso del prossimo mese di settembre saranno rese disponibili nuove funzionalità, fra le quali quella che consente alle aziende agricole di effettuare la comunicazione di svolgimento della prestazione lavorativa su un arco temporale di tre giorni, piuttosto che su un solo giorno (come è previsto per tutte le aziende).

Inail

INFORTUNI SUL LAVORO IN AUMENTO NEL 2017

Nei primi sette mesi di quest’anno le denunce d’infortunio pervenute all’Inail sono state 380.236, 4.750 in più rispetto allo stesso periodo del 2016 (+1,3%), per effetto di un aumento infortunistico dell’1,2% registrato per i lavoratori (2.832 casi in più) e dell’1,4% per le lavoratrici (oltre 1.900 in più).

All’incremento hanno contribuito soltanto la gestione Industria e servizi (+2,1%) e la gestione Conto Stato dipendenti (+3,6%), mentre Agricoltura e Conto Stato studenti delle scuole pubbliche statali hanno fatto segnare un calo pari, rispettivamente, al 5,0% e all’1,9%.

A livello territoriale, le denunce d’infortunio sono aumentate al Nord (oltre 5.800 casi in più) e, in misura più contenuta, al Centro (+245), mentre hanno fatto registrare una diminuzione al Sud (-985) e nelle Isole (-337).

Gli aumenti maggiori, in valore assoluto, si sono registrati in Lombardia (+2.821 denunce) ed Emilia Romagna (+1.560), mentre le riduzioni più sensibili sono quelle rilevate in Puglia (-672) e Sicilia (-658). Il trend crescente delle denunce presentate all’Istituto nel periodo gennaio-luglio è in linea con quello già rilevato nel primo semestre 2017 rispetto ai primi sei mesi dell’anno scorso.

Nel solo mese di luglio, in particolare, sono state rilevate 46.390 denunce, 1.608 in più rispetto a luglio 2016 (+3,6%). Il numero dei giorni lavorativi è stato identico sia per i mesi di luglio 2016- 2017 (21) sia per l’intero periodo gennaio-luglio (146).

Le denunce d’infortunio mortale presentate all’Inail nei primi sette mesi di quest’anno sono state 591, 29 in più rispetto ai 562 decessi dell’analogo periodo del 2016 (+5,2%). L’incremento è legato

principalmente alla componente maschile, i cui casi mortali sono saliti da 506 a 531 (+4,9%), mentre quella femminile ha fatto registrare un aumento di quattro casi, da 56 a 60 decessi (+7,1%).

L’aumento di 29 denunce d’infortunio con esito mortale è la sintesi di andamenti diversi osservati nelle singole gestioni. Quella dell’Industria e servizi, infatti, è la sola che ha avuto un incremento, decisivo nel saldo negativo finale, da 450 a 497 casi (+10,4%), mentre Agricoltura e Conto Stato presentano entrambe una diminuzione rispettivamente da 80 a 76 casi (-5%) e da 32 a 18 (-43,8%)

Dall’analisi territoriale emerge un aumento di 33 casi delle denunce d’infortuni con esito mortale nel Nord-Ovest (Lombardia +15 decessi, Liguria, +10, Piemonte +8), cui si contrappongono i dati del Centro, per il quale si registra un calo di 12 decessi (Marche -6 casi, Toscana -4, Lazio -1, Umbria -1), e quelli del Nord-Est (tre denunce in meno), dove spiccano in particolare i dati del Veneto (-10 casi) e del Friuli Venezia Giulia (+9).

Nel Sud (-2 casi mortali per l’intera area geografica), l’incremento dell’Abruzzo (+15 casi) praticamente pareggia la diminuzione delle denunce registrata nelle altre regioni, mentre nelle Isole (+13 denunce), la Sicilia si evidenzia per i suoi 15 casi in più.

Nei confronti di periodo, le variazioni percentuali delle denunce di infortuni mortali presentate all’Inail nel 2017 finora hanno sempre avuto segno positivo, con l’unica eccezione del primo quadrimestre che, al contrario, aveva fatto registrare una diminuzione rispetto ai primi quattro mesi del 2016.

A fare la differenza nel saldo finale dei primi sette mesi di quest’anno continua a essere soprattutto il dato di gennaio, con 30 denunce mortali in più rispetto al primo mese del 2016 (95 contro 65 casi), oltre la metà delle quali legate alle due tragedie di Rigopiano e Campo Felice. Il confronto tra luglio 2016 e luglio 2017 fa registrare invece un incremento di tre casi.

Le denunce di malattia professionale pervenute all’Inail nei primi sette mesi del 2017 e protocollate sono state 36.224, 1.336 in meno rispetto allo stesso periodo 2016 (-3,6%). Dopo anni di continua crescita, il calo delle tecnopatie denunciate conferma per quest’anno l’andamento già rilevato nei mesi scorsi. Le malattie del sistema osteo-muscolare e del tessuto connettivo, con quelle del sistema nervoso e dell’orecchio, continuano a rappresentare le tecnopatie più denunciate (75,8% del complesso dei casi.

Carlo Pareto

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