martedì, 24 ottobre 2017
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Opinioni e commenti
 

Al via i concerti eseguiti dall’Orchestra Roma Sinfonietta
Pubblicato il 09-10-2017


Albanese GiuseppeAnche quest’anno i concerti dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” – realizzati in collaborazione con l’Associazione Roma Sinfonietta e con la direzione artistica del Maestro Luigi Lanzillotta – presentano una serie di appuntamenti del massimo interesse, tanto per il livello degli interpreti quanto per i programmi, che spaziano dai classici ai contemporanei, dal teatro musicale alle conferenze-concerto, dalla musica acusmatica ai canti tradizionali delle regioni italiane, con un ventaglio di proposte atto a suscitare l’interesse di un pubblico formato in buona parte da professori e studenti universitari, quindi particolarmente aperto a sollecitazioni culturali nuove e stimolanti. Ma la stagione, che con i suoi venti concerti è una delle più ricche della capitale, si rivolge anche ad un pubblico più ampio, in particolare quello di Roma est e dei comuni limitrofi, colmando così i limiti dell’offerta culturale – e musicale in particolare – in una zona molto ampia e popolosa.
Si possono individuare in questa stagione alcune linee principali. Innanzitutto i concerti di formazioni orchestrali di varia dimensione, quest’anno particolarmente numerosi. Poi i concerti in cui alla musica si uniscono le parole, siano quelle di un attore che legge Dante o di un professore che analizza una composizione o di un critico musicale che guida il pubblico in un viaggio nel mondo interiore di un compositore, alla ricerca delle radici della sua ispirazione. Un terzo filo rosso che percorre tutta la stagione è quello dei solisti e dei gruppi da camera.
Per quanto riguarda i concerti orchestrali, l’inaugurazione del 18 ottobre (alle 18.00, come per gli altri concerti) è affidata all’Orchestra Roma Sinfonietta, che eseguirà Concerti di Bach e Vivaldi per vari strumenti solisti, con Marco Serino violino e maestro concertatore, Luca Pincini violoncello e Luca Vignali oboe: sono tre dei migliori virtuosi dei rispettivi strumenti in campo italiano e non solo, con un ricco curriculum internazionale come solisti, membri di formazioni cameristiche e prime parti di prestigiose orchestre. L’8 novembre il concerto del Gruppo strumentale Musica d’Oggi, diretto da Luca Bagagli con Augusta Giraldi solista all’arpa, è dedicato a tre autori del Novecento storico (Debussy, Ravel e Ghedini, un compositore italiano assolutamente da riscoprire) e ad un compositore contemporaneo, Marcello Panni, di cui si ascolterà O Roma o morte! Frammenti di un’opera su Garibaldi. Il 2017 si chiude con l’ormai tradizionale concerto di Natale, spumeggiante come un brindisi: valzer e polke di Strauss sono di rigore in tali occasioni, ma il direttore Gabriele Bonolis e l’Orchestra Roma Sinfonietta vogliono iniziare con un brano italiano, la Sinfonia della Norma di Bellini (20 dicembre). Bach ritorna il 31 gennaio, abbinato questa volta a Telemann, di cui si celebrano nel 2017 i duecentocinquanta anni dalla morte: Fabio Maestri dirige l’Ensemble Roma Sinfonietta con Laura Pontecorvo flauto barocco, Andrea Di Mario tromba naturale e Andrea Mion oboe barocco, tre virtuosi di questi strumenti che suonano in qualità di solisti con i migliori gruppi di musica barocca.
L’1 marzo è un giorno speciale: s’inaugura il nuovo Rettorato dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”, che comprende anche un anfiteatro all’aperto, dove quest’avvenimento così importante per la vita dell’ateneo sarà festeggiato con un concerto dell’Orchestra Roma Sinfonietta, che sotto la direzione di Gabriele Bonolis, eseguirà musiche di Gershwin e, in prima assoluta, il Concerto per violino e orchestra di Ennio Morricone, composto per il 20° anniversario di Roma Sinfonietta. Come solista in Morricone ritorna Marco Serino, mentre nella Rapsodia in blue di Gershwin suona Giuseppe Albanese, uno dei migliori pianisti italiani emersi negli ultimi anni, che si è esibito con grandi direttori e importanti orchestre europee ed americane ed incide per la prestigiosa etichetta Deutsche Grammophon. Il 21 marzo con l’Orchestra Roma Sinfonietta diretta Michele Reali e con il violinista Marco Serino e il violista Simone Briatore, prima viola dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, sono in programma due composizioni dei nostri giorni, firmate da Ada Gentile e Luis Bacalov, e uno dei brani americani più famosi della prima metà del Novecento, Appalachian Spring di Copland, suite dal balletto scritto nel 1944 per la famosa coreografa Martha Graham, caratterizzato dall’uso di melodie popolari americane e ritmi jazz. L’Orchestra Roma Sinfonietta è protagonista anche il 28 marzo con il direttore Gabriele Bonolis, il violinista Marco Fiorini e il pianista Giuseppe Andaloro, un eccezionale virtuoso che il mondo ci invidia: “un tocco magico” (The Times), “una grande, agile tecnica che conquista” (Daily Telegraph). L’orchestra e il pianista eseguiranno insieme il Concerto n. 15 K 450 di Mozart, che lo considerava uno dei più difficili da lui composti, l’orchestra e il violinista Introduzione e Allegro di Goffredo Petrassi, personaggio centrale della musica del Novecento, e l’orchestra da sola la Sinfonia n. 5 di Schubert.
L’Ensemble Roma Sinfonietta partecipa il 15 novembre ad un altro appuntamento di particolare interesse, cui collaborano anche Tetraktis Percussione Ensemble, GDO-Gruppo Danza Oggi, i cantanti Sabrina Cortese, Daniele Adriani e Roberto Abbondanza, tutti posti sotto la direzione di Fabio Maestri e con la regia di Cesare Scarton. È uno spettacolo di teatro musicale dal titolo Combattimenti, che impagina musica contemporanea e barocca: l’azione per due percussionisti Orazi e Curiazi di Giorgio Battistelli introduce il Combattimento di Tancredi e Clorinda, capolavoro di Claudio Monteverdi, di cui si celebrano i quattrocentocinquanta anni dalla nascita, che sarà seguito dal nuovissimo lavoro di Claudio Ambrosini, Tancredi appresso il Combattimento, un “madrigale drammatico” che si basa sulla drammaturgia di Vincenzo De Vivo e inizia là dove si conclude quello di Monteverdi, mettendo in musica le ottave della Gerusalemme liberata di Torquato Tasso che narrano del dolore di Tancredi dopo aver inconsapevolmente ucciso l’amata Clorinda. Entrambe queste opere usano strumenti antichi, per creare un ulteriore elemento di continuità.
Venendo ai concerti in cui le parole supportano la musica, ecco la conferenza-concerto di Giorgio Sanguinetti, professore dell’Università di Roma “Tor Vergata”, intitolata “Comporre con la storia: la Sonata per violoncello e pianoforte op. 38 di Brahms”, con la collaborazione della giovanissima, promettente violoncellista Giulia Sanguinetti (15 dicembre). L’attore Massimo Venturiello recita Dante nella lettura critica del professor Rino Caputo, con gli inserti di musiche di Bach eseguite dalla violinista Prisca Amori (24 gennaio). Nel concerto del 21 febbraio, intitolato La felicità inseguita. Schubert e il male di vivere, il critico musicale Sandro Cappelletto rivela i fili segreti che legano la tragica e per alcuni aspetti insondabile vicenda biografica di Schubert alla sua musica, in particolare ai suoi Lieder, con la partecipazione del tenore Marcello Nardis – raro caso di cantante italiano che si cimenta con continuità e risultati apprezzati a livello internazionale in questo genere di poesia e musica tipicamente tedesco – e del pianista Antonello Maio. Schubert è stato accostato a Leopardi per il suo profondo pessimismo e proprio di Leopardi è il testo del Dialogo di un venditore d’almanacchi e di un passeggere del compositore contemporaneo Guido Ricci, che il 18 aprile chiude la stagione, con il baritono Bruno Taddia e il pianista Antonello Maio. Per la serie “Musica dalle regioni d’Italia” Giorgio Adamo e Raffaele Di Mauro, docenti di etnomusicologia, guidano il 14 marzo alla conoscenza della musica della Campania, che non è solamente la canzone napoletana, che con il suo successo ha finito col mettere in ombra per troppo tempo tutto l’altro ricchissimo patrimonio musicale tradizionale di quella regione. In questa occasione si ascolteranno altri tipi di musica campana, come i canti e balli sul tamburo, le polifonie della Settimana Santa e la tarantella di Montemarano.
Molti concerti hanno come protagonista un solista o un piccolo gruppo di musicisti, com’è nella tradizione delle stagioni di musica da camera. Ma nella stagione dell’Università “Tor Vergata” questi concerti non hanno programmi tradizionali e non offrono solo la musica dei grandi classici ma anche programmi più insoliti, per esempio quello del 25 ottobre intitolato Appunti musicali dal mondo, che ha per protagonista una celebre cantante come Tosca, insieme a Giovanna Famulari al violoncello e al pianoforte ed a Massimo De Lorenzo alla chitarra. Sarà un concerto elegante e raffinato, accattivante e coinvolgente, che grazie alla splendida voce di Tosca guiderà l’ascoltatore in un viaggio musicale dal fado portoghese ad una ninna nanna russa, da un canto sciamanico ad uno tradizionale dei matrimoni yiddish, da una ballata zingara fino alle nostre sponde popolari napoletane, romane e siciliane, inframmezzando il tutto con le parole di grandi poeti. Più tradizionale il concerto di Enrico Dindo, straordinario violoncellista, vincitore del primo premio a Concorso “Rostropovich” di Parigi nel 1997. Il leggendario violoncellista russo cui quel concorso è intitolato disse che Dindo “è un violoncellista di straordinarie qualità, artista compiuto e musicista formato, possiede un suono eccezionale che fluisce come una splendida voce italiana”. Ospite abituale delle più prestigiose orchestre e sale da concerto d’Europa, America ed Asia, Dindo esegue insieme alla pianista Monica Cattarossi la musica di quattro grandi dell’Ottocento e del Novecento, Beethoven, Brahms, Debussy e Prokofiev (6 dicembre). Gian Marco Ciampa è un giovane chitarrista romano avviato ad una brillante carriera artistica, che l’ha già portato non solo in Europa ma anche in America e a Pechino, sempre accolto da grandi successi di critica e di pubblico. Nel suo concerto del 13 dicembre, intitolato La dolce guitar, propone musiche per chitarra di autori del Novecento, prevalentemente latini (spagnoli, italiani e sudamericani).
Un insolito abbinamento di chitarra e marimba è quello proposto il 7 febbraio da El Cimarrón Ensemble Duo, formato dall’austriaca Christina Schorn-Mancinelli (chitarra) e dall’italiano Ivan Mancinelli (marimba), che eseguono danze di vari compositori del ventesimo e ventunesimo secolo: Luca Lombardi, Astor Piazzolla, Manuel De Falla, Ney Rosauro, Helmut Jasbar, Gordon Stout, Ernesto Halffter, Anders Koppel. Il Quintetto Bottesini è l’unico gruppo stabile italiano con lo speciale organico formato da quattro strumenti ad arco e pianoforte, consacrato da Schubert nel famosissimo Quintetto “La Trota”, che infatti è il pezzo forte del concerto del 14 febbraio, che include anche un raro Quintetto di Hummel – uno dei pochi allievi di Mozart, – e Nessuna nuvola ancora di uno dei nostri più validi compositori contemporanei, Marco Betta. Ancora più insolito è un trio di clarinetti come l’Alessandro Carbonare Clarinet Trio, formato da Alessandro Carbonare (già primo clarinetto dell’Orchestre National de France e ora dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia), Perla Cormani e Luca Cipriano. Il curriculum di Carbonare è troppo ricco per essere qui ricordato: basti dire che su invito personale di Claudio Abbado è stato primo clarinetto nell’Orchestra del Festival di Lucerna e nell’Orchestra Mozart, con la quale ha registrato per Deutsche Grammophon il Concerto K 622 di Mozart con lo stesso Abbado sul podio. Il 7 marzo questo trio propone un programma che va dai grandi classici (Mozart e Beethoven) ai grandi del jazz (Chick Corea).
Un appuntamento con la musica del futuro è quello dell’11 aprile, intitolato Interpretare lo spazio e dedicato alla musica acusmatica, letteralmente musica di cui non si può individuare la causa e l’origine, ovvero la musica prodotta interamente da strumenti elettronici. Sarà un concerto di musica elettroacustica a cura di Giovanni Costantini e Giorgio Nottoli, in collaborazione con il Master in Sonic Arts dell’Università di Roma “Tor Vergata” e con la partecipazione di Adolfo Núñez (Universidad Autónoma de Madrid), Mario Mary (Académie Rainier III di Monaco), Leo Cicala (Acusma, Teatro del suono, Bari) e Daniel Schachter (Buenos Aires).

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