mercoledì, 25 aprile 2018
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Opinioni e commenti
 

Alessandro Pietracci
Serve una nuova alleanza riformista
Pubblicato il 19-10-2017


La lettura quotidiana delle notizie che provengono dall’Europa e dal mondo desta crescenti inquietudini. L’accelerazione della storia, scandita ormai da una cronaca sempre più incalzante, segna il nostro tempo: siamo di fronte a fenomeni epocali come le migrazioni o come i cambiamenti climatici, dobbiamo fare i conti con conflitti incancreniti oppure con eventualità belliche addirittura nucleari. Ma forse è ancora più amaro e preoccupante constatare l’avvitamento della politica su sé stessa con il conseguente affanno dei partiti tradizionali, messi in crisi da populismi ed avventurismi di varia natura e colore.

La crisi è conclamata. La questione catalana è ancora pericolosamente aperta, mentre dobbiamo registrare l’inquietante ascesa dell’estrema destra, in Germania (in dimensioni ancora non allarmanti, ma comunque significative) e in Austria, con la vittoria dei popolari di Sebastian Kurz, su posizioni populiste e dichiaratamente anti europee. Il nemico più diretto è sempre quello, l’immigrato (in particolare quello di colore). In realtà la posta in gioco è anche maggiore: ne va del nostro modello di convivenza, cioè della nostra democrazia.

Queste tendenze del mondo germanico avranno pesanti influssi anche al di qua del Brennero. Non facciamoci illusioni. Dovremo fare i conti in Trentino Alto Adige con l’assertività della destra, purtroppo della peggior destra.

Naturalmente il quadro politico regionale è segnato pure da quanto accade a Roma. La situazione è molto fluida, incerta. La novità riguarda la legge elettorale, sicuramente migliorativa rispetto a quella uscita dal “taglia e cuci” della Consulta. Tuttavia rimane il disappunto per il frettoloso e sbrigativo voto di fiducia che può andar bene agli elettori di Salvini , ma non altrettanto per una sensibilità democratica e di sinistra, in questo caso autorevolmente rappresentata dall’ex presidente Napolitano.

Al di là della contingenza di questo convulso scorcio di legislatura, rimangono sullo sfondo i nodi irrisolti del Paese: fragilità delle istituzioni, trasformismo politico, incapacità di fare le riforme, crescente debito pubblico, clientele e corruzione, arretratezza di molti territori soprattutto al Sud. A ciò si aggiungono l’involgarimento della politica e, ovviamente, l’ondata populista. I cittadini sono sempre più arrabbiati. Sempre più impauriti. Sempre più confusi. E quindi tentati di dare una lezione a chi governa e di affidarsi a chi fa più rumore o la spara più grossa. L’estremismo è dietro l’angolo. Come fermarlo?

Guardando al Trentino, i sentimenti di crescente insoddisfazione, che serpeggiano anche tra gli elettori del centro sinistra autonomista, potranno essere sconfitti dando risposte adeguate ai bisogni della gente e nel contempo dimostrando capacità di governo di una società piccola, ma esigente, come la nostra. Di questi temi si è discusso nel convegno di sabato scorso, organizzato dal PSI Trentino. Nel dibattito con tre esponenti dei principali dei partiti al governo provinciale (Dellai per l’UPT, Tonini per il PD e Panizza per il PATT) è emersa, più di quanto non si voglia ammettere, la necessità del varo di una nuova alleanza riformista per i due appuntamenti del 2018. Alle fondamenta resta il patto virtuoso tra riformismo di centro e di sinistra, nonché di quello di ispirazione autonomista, di cui al Presidente Rossi va riconosciuto gran parte del merito. Per quanto riguarda le forze democratiche occorre ricordare l’alleanza – non solo elettorale – tra PD e PSI, che trova positiva concretizzazione proprio nel comune Capoluogo. La coalizione provinciale dunque, oltre che da PD, UPT e PATT, è composta anche da altre forze (il PSI e i Verdi) che da tempo ribadiscono la necessità di ritrovare urgentemente compattezza ed iniziativa politica, che da troppi mesi sembra affievolita o non adeguata. Il riconoscimento di questo apporto può dare nuovo vigore alla coalizione, non certamente per “aggiungere un posto a tavola” ma per condurre ad un aggiornamento del programma, capace di venire incontro alle nuove problematiche dei cittadini, forse non sempre interpretate in modo convincente dalle nostre forze politiche

L’allargamento del centro sinistra autonomista ad esperienze civiche locali, compatibili con la nostra visione della società e del governo provinciale, potrebbe servire per presentarsi all’opinione pubblica in maniera più compatta, dimostrandosi più “attrezzata” a guidare il Trentino in tempi che forse saranno ancora più difficili per la nostra autonomia in quanto tale.

Il PSI ha usato due parole: fiducia e rilancio. La coalizione del centro sinistra autonomista, in questa versione aperta e riformista, dovrà concentrarsi di più sui contenuti, cercando anche di recuperare un dialogo più proficuo tra i partiti che la compongono e soprattutto con la gente. È questa la strada migliore per rinsaldare la democrazia ed il rapporto di fiducia con i cittadini.

Alessandro Pietracci
Segretario Provinciale del PSI

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Commenti all'articolo
  1. Di fronte all’elenco dei “nodi irrisolti del Paese” che fa l’Autore, un elenco che potrebbe verosimilmente allungarsi, mi chiedo come si possa poi parlare di “estremismo dietro l’angolo” se c’è una parte di elettorato che guarda a figure o entità politiche che, dal come si propongono, vengono ritenute in grado di dare risposte diverse da quelle cui stiamo assistendo, riguardo ai problemi dell’oggi,.

    Se in questi anni la politica “governante” avesse maggiormente ascoltato l’umore del Paese, anziché apparire autoreferenziale, come è stata l’impressione avvertita da molti, avrebbe probabilmente rimodulato la propria azione politica onde far sì che il clima di sfiducia non aumentasse sino ai livelli attuali, fino cioè a creare una situazione dove per l’appunto “I cittadini sono sempre più arrabbiati. Sempre più impauriti. Sempre più confusi”, come scrive l’Autore (e giunti a questo punto non vedo proprio come possa rinsaldarsi il rapporto di fiducia con i cittadini, sempre per usare le sue parole).

    Paolo B. 22.10.2017

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