lunedì, 23 aprile 2018
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Opinioni e commenti
 

All’Ergife: dall’Europa all’Italia
Pubblicato il 29-10-2017


Gli Stati uniti d’Europa sono stati il tema della convention di Radicali italiani e di Emma Bonino. Una sollecitazione politica di fondo che offre contenuti ineludibili ad un’iniziativa, probabilmente anche elettorale, in vista della prossima Primavera. Enrico Letta, tra i relatori con Saviano, Pisapia, lo stesso Prodi presente in video, lo ha sottolineato con particolare efficacia. La nostra generazione é nata quando il mondo contava tre miliardi di esseri umani, quando moriremo ne lasceremo dieci. Il problema é che di questi sette non uno sarà europeo. Così l’Europa che contava un sesto degli abitanti del pianeta, ne risulterà un ventesimo. Dunque l’unità diventa obbligata se si vuol contare. Nel G7 c’erano tre paesi europei, tra poco anche la Germania risulterà l’ottava. Erano tutti paesi retti da democrazia liberali. Tra poco una parte cospicua di essi sara di dubbia democrazia.

Ha ragione Della Vedova, leader di Forza Europa, a considerare il fatto che quando si parla di Europa se ne parla sempre male. Perché conosciamo solo quella che finora é stata costruita. L’Europa monetaria, quella dei vincoli, non l’Europa politica, gli Stati uniti d’Europa che dovrebbero godere di un’unica politica economica, di un’unica politica estera, di un esercito comune. Macron e la Merkel pare l’abbiano capito. E dunque si marci verso quest’obiettivo se é vero che il tema di fondo é ritornato ad essere quello dell’identità. L’Europa di domani non potrà essere quella di oggi. E non sarà con meno Europa che si potranno risolvere i problemi dei singoli stati nazionali, a cominciare da quello dell’emigrazione. Che si fronteggino dunque, come ha proposto Letta, magari a cominciare dalla sostituzione dei 73 seggi che i britannici hanno abbandonato, con elezioni comuni, le tre grandi opzioni di Europa: gli Stati uniti, la politica del rigore e dei vincoli, quella sovranista degli stati.

Mercoledì il congresso dei Radicali italiani lancerà una proposta per le prossime elezioni. I verdi di Bonelli hanno già manifestato consenso e disponibilità. Il segretario del Psi Nencini anche. Vedremo cosa diranno Pisapia e Prodi. Le ipotesi a questo punto sono due. O quella di una lista Bonino, diciamo laico-socialista per intenderci, una sorta di Rosa nel pugno aperta ai Verdi, o una lista più grande e ambiziosa, con la presenza o l’esplicito appoggio di personalità non necessariamente di quest’area, che possono concepire la lista come un’ottima occasione per smarcarsi dal Pd. Le conseguenze del voto siciliano offriranno ulteriori elementi per valutare le opportunità politiche e il cantiere del centro-sinistra.

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Commenti all'articolo
  1. Abbiamo il dovere di prestare massima attenzione a questa prospettiva, purché si imbocchi lo stretto corridoio della retta via:
    gli Stati Uniti d’Europa quale “terza via” tra globalismo tecnocratico e sovranismo populista, attraverso una lista eco-liberal-socialista che valorizzi un virtuoso territorialismo nel solido sistema omogeneo di un’Europa radicalmente riformata.
    In tutta onestà alcuni leader evocati, sperimentati tecnocrati, non si raccomandano come simboli ideali.
    La fecondazione e’ avvenuta, la gestazione alimenta speranze, non ci resta che attendere il parto.
    Carlo_u

  2. Non sarà facile costruire gli Stati Uniti d’Europa facendo leva sugli stati, come la Francia, che hanno affossato la via maestra del Trattato Costituzionale. Al più può nascere una confederazione, non tanto distante da quello che già c’è.
    Al di là dell’esito della vicenda catalana – qualunque sia la scelta preferenziale di ciascuno di noi – dovremmo considerare – se non fosse ostacolato dagli stati – di riprendere la visione di un’Europa federata su base “regionale”, per dirla con Denis de Rougemont.

  3. Però su questo tema degli Stati Uniti d’Europa bisogna essere realisti.
    Ormai quasi tutti gli osservatori concordano nel ritenere che aver anteposto l’UNIONE MONETARIA a quella POLITICA ha aumentato le divergenze economiche nell’area EURO, compromettendo la stessa futura UNIONE POLITICA.
    Diciamocelo francamene: l’unico paese che ha guadagnato dall’Unione Monetaria è stato la GERMANIA che, svalutando il Marco e tenendo a freno i salari, ha reso ancora più competitiva la propria Industria realizzando SURPLUS commerciali mostruosi. Tutti ciò a danno degli altri PAESI UE, costretti a svalutare il lavoro per competere, con conseguente deflazione salariale e crollo del mercato interno.
    Alla base qualsiasi Unione Federale tra Paesi ci sono i trasferimenti fiscali perequativi.
    E allora una domanda: La Germania, ferocemente contraria agli Euro Bond, accetterà mai questi trasferimenti?
    Ce li vedete i Tedeschi a pagare, senza battere ciglio, la cassa integrazione agli Spagnoli o a finanziare la Sanità Italiana o magari la ricostruzione delle aree terremotate?
    Io sinceramente NO.

  4. Di Stati Uniti d’europa ne ho sentito parlare oltre un decennio fa da Ugo Intini con profonde ragioni e motivazioni più che convincenti. ma quelli erano altri tempi, una classe dirigente preparata, colta, dinamica. Poi il nulla.
    Dunque ben venga una nuova ampia riflessione che trascina con se energie potenti in grado di dare sponda ai tanti italiani che credono in un’europa poltica e non finanziaria,che non si cullano nella inutile illusione del nazionalismo , che ritengono che una forte europa dei territori, si ala sola risposta al declino che rischia di sopraffarci.
    L’idea di una lista laico-,libera-socialista mi aggrada

  5. Di Stati Uniti d’europa ne ho sentito parlare oltre un decennio fa da Ugo Intini con profonde ragioni e motivazioni più che convincenti. ma quelli erano altri tempi, una classe dirigente preparata, colta, dinamica. Poi il nulla.
    Dunque ben venga una nuova ampia riflessione che trascina con se energie potenti in grado di dare sponda ai tanti italiani che credono in un’europa poltica e non finanziaria,che non si cullano nella inutile illusione del nazionalismo , che ritengono che una forte europa dei territori, si ala sola risposta al declino che rischia di sopraffarci.
    L’idea di una lista laico-,libera-socialista mi aggrada

  6. Io credo che gli Stati Uniti d’ Europa siano, al momento, una prospettiva utopistica. Questo non vuol dire che non bisogna crederci, semplicemente credo che se mai vi si arriverà, vi si arriverà al momento opportuno, che non mi sembra dietro l’angolo. Per quanto europeista convinto, poliglotta, quasi quotidianamente a contatto con persone di altri Paesi, rimango convinto del fatto che l’Europa abbia un’identità culturale forte ma politicamente debole: ci uniscono le comuni radici greco-romano-celtiche, in seguito amalgamatesi con l’elemento politico tedesco, i popoli slavi, e con il pilastro, il faro di civiltà rappresentato dalle radici delle tre religioni abramitiche, e soprattutto della Cristianità, quest’ultimo vergognosamente ignorato dalla costituzione europea ubriaca di laicità; ma ci divide, o comunque ci differenzia, il concetto di nazione, che per la maggioranza degli europei non è affatto un concetto del passato. Insomma, secondo me, in questi SUE si fa bene a crederci ma si farebbe malissimo a imporli dall’alto. Non va. Non funziona. E i tempi non sono maturi.
    Peggio ancora sarebbe inseguire le mode e iniziare con le classiche scorciatoie, tipo imporre l’inglese come sola lingua ufficiale. Al momento basterebbe una Unione che parlasse con voce propria, autonoma, e forte. Ma senza il ritiro delle truppe americane, lo scioglimento della Nato, insomma senza la fine della tutela degli Usa, tutto questo è i possibile. Figuriamoci gli SUE…
    Cordiali saluti, Mario Mosca.

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