domenica, 22 aprile 2018
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Opinioni e commenti
 

Banche, ma dove erano
gli scienziati?
Pubblicato il 17-10-2017


Con il varo della Commissione Parlamentare d’inchiesta sulle banche ecco tornare prepotente nelle prime linee dell’informazione, il dibattito, la storia, le previsioni degli stregoni e soprattutto veniamo a conoscenza che un gran numero di scienziati sapevano ogni cosa.

Ogni cosa nel senso che i medici esperti in malattie bancarie erano in condizione di prevenire l’infezione, la pestilenza provocata da quei topi che da sempre sono causa di colera. Ecco che, ci raccontano anche l’assurdità di aver permesso ad alcuni presidenti e amministratori delegati di rimanere al loro posto per decenni, ma con un gran sospiro di sollievo apprendiamo che finalmente, – da un paio d’anni almeno -, la Banca d’Italia ha facoltà di rimuovere i “potenti”.

E, allora, ci chiediamo, ma perché Bankitalia non ha agito nel momento in cui esplodeva in tutta la sua virulenza il disastro di molti istituti di credito italiani, visto che già avrebbe potuto rimuovere gli incapaci?
Dov’erano i vertici di Palazzo Koch in quei momenti “pestilenziali”, quando avrebbero potuto e dovuto esercitare il ruolo di sterilizzatori dei vertici di quegli istituti?

In questi lunghi anni di agonia finanziaria, nel corso dei quali molti cittadini sono finiti sul lastrico e pochi hanno quintuplicato i loro capitali, nessuno dei noti e meno noti scienziati si è in alcun modo soffermato sul fatto che mai un’impresa, e tantomeno un cittadino, siano entrati in banca con la pistola in pugno per pretendere un mutuo piuttosto che un prestito.

Mentre, invece, le imprese e i cittadini sono stati circuiti fino allo stalking per accettare un mutuo piuttosto che un prestito a condizioni vantaggiosissime, tra le quali figuravano in bella mostra affidamenti senza garanzie adeguate e mutui superiori al valore degli immobili del 50%, iper valutati dai loro tecnici che firmavano a tutto spiano le stime di capannoni, botteghe e case al fine di erogare mutui e leasing.

Di queste miserabili storie sociali gli scienziati non ne erano a conoscenza e se lo erano, tacevano, perché? Oggi, con la Commissione d’Inchiesta Parlamentare sulle Banche, che vede alla sua presidenza Pier Ferdinando Casini, massimo esperto di finanza locale, provinciale, regionale, nonché nazionale e internazionale, il quale avrà il compito, questo sì che gli è congeniale, di non approdare a nulla in attesa che termini la legislatura.

Il Governo – nel frattempo – ne farà vanto di giustizia etica e morale in attesa del voto politico della prossima primavera, mentre gli scienziati dei due schieramenti, che finalmente avranno diritto di tribuna per prescrivere ricette e svelare verità inedite, potranno dare fiato alla loro voce, siano essi bancari, banchieri, finanzieri e nobili docenti. Insomma, un po’ tutti meno che i contagiati dalla peste bancaria che sono in attesa di sapere se per loro ci sarà un vaccino, una cura per non morire.

Angelo Santoro

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