domenica, 22 luglio 2018
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

AUTONOMIA INDISCUSSA
Pubblicato il 20-10-2017


banca-italia

Sono ancora sul tavolo le polemiche esplose dopo la presentazione di una mozione da parte del Pd su Bankitalia. Gentiloni saggiamente getta acqua sul fuoco e cerca di trarsi fuori dalla discussione. “Sulle soluzioni per Bankitalia – afferma – non parlo neanche sotto tortura né un tanto al chilo. Si tratta di un compito rilevante che spetta in parte al Governo, visto che c’è una procedura che investe diverse istituzioni e il Governo prenderà le sue decisioni nel rispetto dell’autonomia della banca. Non facciamo indiscrezioni”, ha detto il premier al termine del vertice Ue. E ancora: “I rapporti tra Governo e partito di maggioranza relativa sono fondamentali e ottimi in generale, poi su Bankitalia decidiamo avendo in mente la prescrizione dell’autonomia”. “Non è una decisione di buona creanza, l’autonomia è rilevante perché è importante in sé per i mercati e deve stare a cuore alle autorità di governo, in modo particolare perché abbiamo alle spalle le difficoltà del nostro sistema bancario”.

Le banche sono una questione rilevante. Evidentemente ancora non superata. E le polemiche dei giorni scorsi ne sottolineano la portata. Ne parliamo con il segretario del Psi Riccardo Nencini.

I socialisti già nel 2015 posero il tema proponendo una Commissione d’inchiesta parlamentare sul sistema bancario in Italia…
Sulle banche i socialisti sono stati i primi a chiedere una commissione di inchiesta. Non deve essere messa in discussione l’autonomia di Banca d’Italia ed è del tutto evidente che il Parlamento non ha nessun potere decisionale nella scelta dei vertici della Banca. Altra cosa è porsi la domanda, che spesso ci siamo posti in passato, se Bankitalia e Consob, abbiano esercitato in tempo e a pieno i loro poteri di vigilanza sul sistema bancario nazionale. Considerati alcuni casi, da Banca Etruria alle Popolari Venete fino a Mps, si poteva fare di più. Che eravamo molto preoccupati lo dimostra la richiesta in tempi non sospetti di una commissione di inchiesta. Quando la proponemmo noi nessuno ne parlava.

Parliamo di legge di stabilità. Per quanto riguarda le infrastrutture cosa prevede?
Partiamo da un aspetto positivo: sono stati riconfermati i bonus, la cedolare secca e grandi investimenti sia per Anas che per ferrovie. Nel piano pluriennale di Anas vi sono 29 miliardi, quindi sono stati più che quadruplicati i vecchi investimenti. Di questi 29 miliardi, 10,5 miliardi sono per le manutenzione delle strade. Per quanto riguarda le ferrovie, da una parte gli investimenti riguardano l’alta velocità, dall’altra il ferro regionale. In tutto questo il punto debole è un altro.

Quale?
Che ad oggi il Mef ha bloccato le norme contro l’abusivismo edilizio che io ho proposto. Abbiamo fatto bene ad esprimere un giudizio negativo sul ddl Falanga. Tanto più ora servono delle disposizioni chiare ed efficaci nella lotta all’abusivismo edilizio. Da oltre un decennio giacciono ancora nei comuni italiani 5 milioni di domande di condono da esaminare. Bisogna vedere cosa vi è lì dentro. Perché una cosa sono i cambi di destinazione d’uso, o l’apertura di una finestra, un’altra cosa è la costruzione abusiva di immobili lesivi per la sicurezza e dannosi per l’ambiente. Non si capisce per quale ragione la proposta lanciata dal Mit sia stata bloccata.

Si può parlare quindi di investimento in infrastrutture come volano del pil…
Assolutamente sì. Faccio solo un esempio. Il bonus ristrutturazioni e il bonus energetico hanno mosso più di 30 miliardi. Quindi la costruzione di infrastrutture avvantaggia la crescita e fa crescere il pil.

E l’edilizia popolare? È questo un settore per sostenere le fasce di reddito meno alte. Qual è l’impegno del ministero delle infrastrutture?
L’impegno per l’edilizia popolare è forte sono infatti 350 i milioni stanziati che serviranno per il recupero e la razionalizzazione di alloggi esistenti e attualmente non abitabili. Le risorse trasferite dal Mit servono per interventi sia di manutenzione ordinaria sia straordinaria degli alloggi. Un impegno forte del governo per far fronte all’emergenza abitativa e venire incontro ai tanti cittadini che vivono nella condizione del bisogno. Queste risorse si aggiungono ai quasi 500 milioni già stanziati nel 2014.

Daniele Unfer

Angela Merkel bce Berlusconi bersani CGIL crisi Donald Trump elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Inps ISTAT italia lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Matteo Salvini Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia senato Silvio Berlusconi siria UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento