mercoledì, 14 novembre 2018
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Bankitalia, Visco verso la riconferma
Pubblicato il 26-10-2017


BancadItalia-ViscoIl presidente del Consiglio Paolo Gentiloni ha indicato il nome di Ignazio Visco per la carica di governatore di Bankitalia. Il nome verrà portato al Consiglio dei ministri di venerdì mattina per la deliberà che verrà poi sottoposta al Capo dello Stato Sergio Mattarella. Un nome che ha creato forti tensioni tra il governo da una parte e il partito democratico dall’altra. Fino al giorno precedente infatti il segretario del Pd Matteo Renzi aveva espresso le perplessità del partito alla riconferma del governatore in quanto, a detta del Nazareno, “reo” di non aver controllato con efficacia il sistema bancario caduto in questi anni in una crisi senza precedenti”. Un dissenso tale che ha portato il gruppo parlamentare del Pd a presentare una mozione contraria alla riconferma del Governatore.

La conferma di Visco è una scelta che “non condivido – ha detto Renzi a Porta a Porta – ma andiamo avanti lo stesso”. “È una cosa che io non avrei fatto ma non è una sconfitta”, ha tenuto a precisare Renzi. “Non ho niente di personale contro Visco. Do solo un giudizio di merito. Gentiloni è presumibile che abbia un’opinione diversa ma dobbiamo rispettare la sua scelta”, ha rimarcato. Mai poi Renzi ha calcato la mano parlando di “sei anni di disastri per le banche”. “Spero che i prossimi 6 anni siano migliori di quelli trascorsi. Peggiori è un po’ difficile. Ci interessa più il futuro dei risparmiatori che dei governatori”, ha sottolineato.

Il Governatore Visco ricopre la carica di Governatore di Bankitalia dal 1º novembre 2011 a seguito delle dimissioni di Mario Draghi divenuto Presidente della Banca centrale europea. Era in carica il governo Berlusconi dal quale venne indicato per ricoprire quella posizione. Sei anni sotto assedio; prima la crisi economica poi quella bancaria, infine i partiti che a gran voce ne hanno chiesto la testa. È stata Palazzo Koch, nella ricostruzione di Visco, a far emergere il marcio che si annidava nei bilanci di Mps e delle banche venete. Ed è pronto a dimostrarlo, forte di una documentazione di oltre 4.000 pagine, anche davanti alla Commissione parlamentare d’inchiesta presieduta da Pier Ferdinando Casini, cui ha dato immediata disponibilità ad essere ascoltato.

Visco nella corsa di sei anni fa venne preferito a l’allora direttore generale della Banca d’Italia, Fabrizio Saccomanni e a Lorenzo Bini Smaghi. Fu un compromesso, la classifica vittoria dell’outsider. A difendere Visco si è schierato il presidente dei deputati di Forza Italia Renato Brunetta che ha difeso la scelta di Berlusconi di sei anni fa. “Se Renzi non è d’accordo con il suo presidente del Consiglio e magari non è d’accordo con il suo presidente della Repubblica è un problema di Renzi, non un problema nostro, che siamo all’opposizione. Noi possiamo dire solo che Visco, che non è mai stato vicino al centrodestra, lo ha indicato per la prima volta il governo Berlusconi”. “Noi rispettiamo le regole istituzionali in merito alla nomina del governatore della Banca d’Italia, e non siamo degli sfasciacarrozze come Renzi, che va contro il suo governo con una mozione in Parlamento per attaccare una istituzione come la Banca d’Italia, la sua autonomia e la sua indipendenza”.

Sintomo del malumori che la vicenda Visco ha creato non solo nella dialettica tra maggioranza e opposizione, ma anche nello stesso Pd, sono le parole del deputato Dem Dario Ginefra per il quale “l’indicazione di Vincenzo Visco, ad opera del Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, quale designato riconfermato Presidente della Banca d’Italia, corrobora il mio convincimento della correttezza della scelta compiuta, insieme a diversi colleghi del gruppo Pd alla Camera dei Deputati, di non partecipare al voto della mozione che ne chiedeva, di fatto, la sua non riproposizione”. “La valutazione che ho considerato non solo irrituale e poco istituzionale, ma soprattutto precipitosa nella individuazione di eventuali responsabilità della stessa Banca d’Italia nei crack di MPS, Banca Etruria e Banche Venete, è stato un atto affrettato del Gruppo che francamente faccio fatica ancora a comprendere e che mi auguro non abbia più a ripetersi. Il Premier Gentiloni ha fatto bene a procedere secondo quelle che sono le competenze assegnategli dalla legge”.

Angela Merkel bce Berlusconi bersani CGIL crisi Donald Trump elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Inps ISTAT italia lavoro Lega legge elettorale Luigi di Maio M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Matteo Salvini Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia senato Sergio Mattarella Silvio Berlusconi UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento