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Opinioni e commenti
 

Battisti. Ministro Brasiliano: rotto rapporto di fiducia
Pubblicato il 13-10-2017


Cesare-Battisti-estradizione

“Adesso abbiamo un governo veramente democratico in Brasile e non possiamo dare protezione a un criminale. L’estradizione deve essere fatta”. E’ quanto ha detto oggi a Milano il sindaco di San Paolo, Joao Doria, dopo aver incontrato il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, in un faccia a faccia che ha riguardato anche il caso di Battisti, l’ex terrorista che vive in Brasile e che potrebbe essere estradato in Italia per scontare la pena.

“Io credo che l’estradizione vada fatta e presto – ha ribadito il sindaco di Milano Giuseppe Sala -. Battisti ha una condanna definitiva ed è giusto che torni in Italia. Spero che venga assicurato alla giustizia italiana il prima possibile”. Il primo cittadino di Milano ha commentato l’atteggiamento di Battisti di questi ultimi giorni:”lo trovo vergognoso e le sue ultime affermazioni folli e patetiche. Spero che venga assicurato alla giustizia italiana e che il governo brasiliano collabori”.

Contro Battisti anche il ministro della Giustizia brasiliano, Torquato Jardim, che in un’intervista a BBC Brasil ha detto che ha “rotto il rapporto di fiducia” con il Brasile. “Ha cercato di uscire dal Brasile senza una ragione precisa, dicendo che stava andando a comprare materiale da pesca. Ma ha rotto il rapporto di fiducia perché’ ha commesso un illecito e lasciava il paese, con denaro oltre il limite consentito, senza motivo apparente”, ha aggiunto il membro del governo di Michel Temer.

Insomma il Brasile non sembra più disposto a proteggere Battisti che intervistato dal quotidiano brasiliano ‘Folha de S.Paulo’ attacca l’Italia: “È un paese così arrogante”. A Roma “sono convinti che sia un compito per loro facile portarmi via”, ha aggiunto l’ex terrorista, definendo l’atteggiamento italiano nei suo confronti come un’espressione di “orgoglio e vanità”.

Secondo Battisti, ci sono “varie ragioni” dietro alla volontà dell’Italia di riaverlo in

patria. “Soprattutto nei 15 anni che ho vissuto in Francia, ho approfittato di ogni intervista per denunciare ciò che stava accadendo in Italia. Persone arrestate e scomparse, uccise dalla

polizia, suicidi sospetti, la mafia al potere. Io stavo dando fastidio e così hanno creato un mostro, spargendo menzogne e mescolando il tutto con una cosa seria, che è stata la mia partecipazione alla lotta armata, che non nego”, ha detto l’ex membro dei Proletari armati per il comunismo.

E poi un appello: “Il presidente brasiliano, Michel Temer, ha l’occasione di compiere un grande atto di giustizia e umanità nei miei confronti”. “Vorrei che il presidente Temer prendesse coscienza profonda della situazione – ha aggiunto l’ex terrorista – anche perché ha tutti gli strumenti giuridici e politici per fare un atto di umanità e lasciarmi qui” in Brasile.

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