venerdì, 17 agosto 2018
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Opinioni e commenti
 

Biotestamento, arriva anche l’appello dei Sindaci
Pubblicato il 23-10-2017


biotestamentoDopo l’appello dei senatori diffuso nei giorni scorsi, ecco quello dei Sindaci. Associazione Luca Coscioni sta raccogliendo in questi giorni le firme dei primi cittadini italiani, sotto la richiesta, al Senato, del passaggio immediato del Biotestamento in aula. In pochi giorni l’Associazione ne ha già raccolte 27: Virginia Raggi (Roma), Giuseppe Sala (Milano), Luigi De Magistris (Napoli), Chiara Appendino (Torino), Leoluca Orlando, sindaco di Palermo, Federico Pizzarotti, sindaco di Parma, Filippo Nogarin, sindaco di Livorno guidano la cordata per il testamento biologico

Il testo dell’appello:

Noi sindaci sottoscritti, per scongiurare un nuovo passaggio alla Camera che ne
impedirebbe nei fatti l’approvazione definitiva, chiediamo che il Disegno di Legge sul “consenso informato e le disposizioni anticipate di trattamento” sia trasmesso in Aula per il voto senza ulteriori modificazioni, al fine di non lasciare senza risposta le attese e le speranze di tanti cittadini.

Questi i primi firmatari:

1. Virginia Raggi, sindaca di Roma
2. Giuseppe Sala, sindaco di Milano
3. Luigi De Magistris, sindaco di Napoli
4. Chiara Appendino, sindaca di Torino
5. Luca Orlando, sindaco di Palermo
6. Federico Pizzarotti, sindaco di Parma
7. Filippo Nogarin, sindaco di Livorno
8. Leopoldo Di Girolamo, sindaco di Terni
9. Carlo Salvemini, sindaco di Lecce
10. Massimo Depaoli, sindaco di Pavia
11. Fabio Fucci, sindaco di Pomezia (RM)
12. Francesco De Pasquale, sindaco di Carrara (MC)
13. Antonio Cozzolino, sindaco di Civitavecchia (RM)
14. Maurizio Mangialardi, sindaco di Senigallia (AN)
15. Carlo Colizza, sindaco di Marino (RM)
16. Claudio Martano, sindaco di Chieri (TO)
17. Luca Salvai, sindaco di Pinerolo (TO)
18. Concetta Palazzetti, sindaca di Casale Monferrato (AL)
19. Roberto Falcone, sindaco di Venaria Reale (TO)
20. Daniele Lorenzon, sindaco di Genzano di Roma (RM)
21. Simone Negri, sindaco di Cesano Boscone (MI)
22. Roberto Ascani, sindaco di Castelfidardo (AN)
23. Viviana Verri, sindaca di Pisticci (MT)
24. Massimo Presciutti, sindaco di Gualdo Tadino (PG)
25. Andrea Tagliavini, sindaco di Quattro Castella (RE)
26. Fabrizio Allegretti, sindaco di Rolo (RE)
27. Giorgio Bedeschi, sindaco di Viano (RE)
“Viviamo una situazione di stallo dovuta alle responsabilità della relatrice, il Presidente De Biasi, che se si fosse dimessa a giugno quando la situazione attuale era già ben delineata, a quest’ora staremmo già votando – dice Marco Cappato, tesoriere Associazione Luca Coscioni -. Finora ha promesso di farlo già in sette occasioni, se riuscisse a farlo realmente potremmo essere finalmente testimoni di una svolta significativa…. Ogni giorno che passa è un giorno perso, visto che siamo a fine legislatura e la legge è finita vittima delle esigenze delle coalizioni e delle correnti interne dei partiti”.

Le sette volte che la De Biase si è dimessa…

Secondo il presidente della Commissione Sanità del Senato Emilia Grazia De Biasi la prossima settimana sarà quella decisiva per decidere le sorti della legge sul biotestamento. Se le forze ostruzioniste non dovessero ritirare i 3000 emendamenti per la maggior parte ostruttivi le sue dimissioni resteranno l’unica strada procedurale percorribile per registrare una svolta significativa, così da lasciare ai Capigruppo la trasmissione del provvedimento direttamente all’aula senza relatore.

E dimissioni saranno, come annunciato da De Biasi, anche se stando alle sette simili comunicazioni precedenti contate da Associazione Luca Coscioni qualcuno potrebbe nutrire qualche dubbio sull’effettiva credibilità di questa ennesima promessa. Che sia la volta buona?

Eccole:
16 giugno 2017 – Convegno a Milano dell’Associazione Sindacale dei Notai della Lombardia, Federnotai: “Il punto importante è lavorare rapidamente, ma insieme. Dopo di ché, se non ci saranno le condizioni per lavorare in Commissione, i regolamenti consentono di chiedere di andare direttamente in Aula e di discuterne direttamente in Aula”.

19 giugno 2017 – Convegno a Milano della Consulta Milanese per la Laicità delle Istituzioni: “Se il percorso dovesse diventare troppo lungo, la Presidente – che in questo caso coincide con la relatrice – può benissimo prendere atto che non ci sono gli estremi per votare in Commissione il provvedimento e quindi chiederà alla Conferenza dei capigruppo e al presidente del Senato di andare in Aula senza mandato al relatore”.

20 luglio 2017 – Dibattito a Milano del Partito Democratico: “Io ritengo che l’unica possibilità sia: prima delle vacanze concludere il dibattito generale con gli emendamenti, farglieli illustrare. Dopodiché a settembre, alla ripresa, prendere il toro per le corna e dire che non è possibile portare a termine l’esame in Commissione e quindi andare in Aula senza relatore. Dato che non ho manie di megalomanie e grandezza di nessun tipo, non ho problema a dover fare il relatore a tutti i costi”.

14 settembre 2017 – Convegno a Cagliari organizzato dai Radicali sardi: “Entro la fine della prossima settimana, se non c’è lo spazio per un accordo che consenta un numero non ostruzionistico di emendamenti, rimetto tutto all’Aula”.

19 settembre 2017 – Il Sole 24 Ore (modificato sull’online dove non compare la scadenza): “Mi prendo l’impegno dalla prossima settimana di trattare in commissione con tutti i gruppi per cercare di ridurre il numero degli emendamenti”. E se non riuscirà? “Allora tutto passerà nelle mani della presidenza del Senato e della conferenza dei capigruppo. A quel punto tutta la responsabilità passa all’Aula, cioè alla politica”.

11 ottobre 2017 – Dichiarazione all’ANSA: “Martedì prossimo, 17 ottobre, sarà la ‘deadline’ per decidere sul Biotestamento”

19 ottobre 2017 – Su Repubblica: “Lo farò la settimana prossima, dopo aver informato la commissione ” annuncia De Biasi.

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