lunedì, 23 luglio 2018
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Opinioni e commenti
 

Biotestamento: si dimette relatrice, ddl verso l’Aula
Pubblicato il 26-10-2017


biotestamentoHa rimesso il mandato di relatrice al provvedimento sul Biotestamento, come aveva annunciato. La mossa della presidente della commissione Sanità del Senato, Emilia Grazia Di Biasi, non giunge inaspettata e apre alla possibilità che il ddl vada direttamente in Aula a Palazzo Madama senza relatore. La decisione in tal senso spetta pero’ alla Conferenza dei capigruppo, nelle cui mani è ora il testo di legge. Resta tuttavia un’incognita fondamentale, quella dei tempi: l’auspicio di Di Biasi e vari gruppi politici è che la legge passi entro la Legislatura, ma i margini temporali risultano ‘stretti’. Le dimissioni di Di Biasi rappresentano, comunque, un segnale chiaro: “Non ritengo ci siano le condizioni per proseguire l’iter del provvedimento in Commissione, quindi rimetto il mandato da relatrice. I tempi non consentono di proseguire in Commissione”, ha annunciato De Biasi, precisando come tuttavia non spetti a lei “come presidente della commissione decidere sulla calendarizzazione in Aula del Ddl. Da questo momento, come da regolamento, il provvedimento esce dalle competenze della commissione Sanità ed entra in quelle regolamentari della Conferenza dei capigruppo”.

Ad ogni modo, “Le mie dimissioni da relatrice, non da presidente della commissione – ha sottolineato – ribadiscono ulteriormente l’importanza di approvare la Legge sulle Dichiarazioni anticipate di trattamento (Dat) o Biotestamento. Legge rilevante e attesa”. Soddisfatti Mdp e M5S, che chiedono che il testo vada al voto dell’Aula “subito”. “Chiederò alla conferenza dei capigruppo l’immediata calendarizzazione in Aula”, ha dichiarato Maria Cecilia Guerra, capogruppo di Articolo 1-Mdp al Senato. Richiesta sostenuta pure da Idv, mentre M5S ha rilevato come “finora la legge sia rimasta bloccata in Commissione a causa della debolezza del PD, che si è fatto tenere in ostaggio dall’ostruzionismo della Lega e dei micro partiti che tengono in piedi i fragili equilibri di questa maggioranza. Ora ci auguriamo che il Parlamento non perda altro tempo”. Rivolge un appello al presidente del Senato, Pietro Grasso, l’Associazione Coscioni: “Ci appelliamo a Grasso affinché si possa arrivare a una decisione secca: votare subito il testo già approvato a larghissima maggioranza alla Camera. Non c’entra il governo, né l’opposizione, ma la convinzione dei singoli parlamentari. Se invece prevarrà, come e’ stato finora, il rapporto Renzi-Alfano e le logiche di coalizione per le elezioni siciliane e nazionali, allora – conclude l’associazione – ogni pretesto procedurale diventerà buono per far aspettare i diritti dei malati”.

Il ddl di 5 articoli, approvato dalla Camera lo scorso aprile, prevede che per depositare le disposizioni sul fine vita ci si dovrà rivolgere a notaio o pubblico ufficiale, ma sarà possibile farlo anche davanti a un medico del Servizio sanitario. Le volontà sono revocabili ed ognuno potrà disporre il rifiuto dei trattamenti sanitari. L’articolo 3, ‘cuore’ della legge, prevede che “ogni persona maggiorenne, capace di intendere e volere, in previsione di una eventuale futura incapacità di autodeterminarsi, può, attraverso le Dat, esprimere le proprie convinzioni nonché il consenso o il rifiuto rispetto a scelte diagnostiche o terapeutiche e a singoli trattamenti sanitari, comprese la nutrizione e idratazione artificiali”.

Redazione Avanti!

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