venerdì, 21 settembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Catalogna chiede aiuto del Psoe per sfiduciare Governo
Pubblicato il 04-10-2017


ada colauMadrid continua con il pugno duro verso una Barcellona che non vuole chinare il capo. “A ogni azione illegale seguirà una risposta legale”, hanno dichiarato fonti governative, che hanno poi precisato che un dialogo con i catalani sarà possibile “solo dopo nuove elezioni”. Il governo di Rajoy ha anche fatto sapere di considerare “fuori discussione” una possibile mediazione internazionale nella crisi tra Madrid e Barcellona. Nel frattempo si continua a buttare benzina sul fuoco da parte catalana: la Candidatura d’Unitat Popular (Cup), il partito della sinistra indipendentista catalana, sostiene che alla plenaria del Parlament di Barcellona lunedì, si “proclamerà l’indipendenza e la Repubblica catalana”. È quanto afferma la deputata Mireia Boya ma riconoscendo che non c’è accordo tra i partiti indipendentisti su questo punto. Per il momento però dal Parlamento catalano sembrano tutti concordare su un punto: il discorso del re Felipe VI alla nazione è stato insoddisfacente e di chiusura. Secondo il sovrano, in Catalogna “c’è stata una slealtà inaccettabile verso lo Stato” e, rivolto direttamente alle autorità indipendentiste, ha scandito: “C’è l’impegno della corona nei confronti della Costituzione e della democrazia e il mio impegno per l’unità della Spagna”. Ma per i catalani si tratta di un affronto. “Per come si stanno mettendo le cose adesso la questione è repubblica o repubblica”. Nel suo discorso sulla situazione in Catalogna, il sovrano si è fatto “portavoce della strategia di Soraya Saenz Santamaria e di Mariano Rajoy”, ha dichiarato il portavoce del governo catalano Jordi Turull. I catalani dimenticano che se continuano ad aizzare la Corona potrebbe scattare l’intervento del re e ciò potrebbe aprire la strada all’applicazione, da parte del governo di Madrid, dell’articolo 155 della Costituzione spagnola, che consente, in caso di via libera da parte del senato, la sospensione parziale o totale delle competenze del governo catalano. Il governo spagnolo potrebbe così prendere il controllo della polizia regionale catalana, convocare elezioni anticipate e anche esautorare il presidente.
Nel frattempo il Psoe continua a tentare una mediazione, vista da alcuni come un temporeggiamento di comodo, e a chiedere al Governo un dialogo tra Madrid e Barcellona. I socialisti non vogliono l’applicazione dell’articolo 155, ma allo stesso tempo si richiamano alla legalità e alla Costituzione spagnola. Pressato da Rajoy e Pablo Iglesias per il momento Pedro Sanchez sostiene ciò che ha fatto la capogruppo del Psoe al Congresso dei deputati di Madrid, Margarita Robles, ha chiesto che il parlamento censuri la vicepremier spagnola, Soraya de Santamaria, considerata la responsabile della strategia del governo in Catalogna e delle violenze della polizia domenica. Ma anche su questo punto non tutti i socialisti del Psoe sembrano concordare. Alcuni deputati hanno lamentato che la questione non era stata discussa nel gruppo parlamentare. Da parte catalana invece si punta proprio sui socialisti: Ada Colau, sindaca di Barcellona, sta cercando di sfiduciare il Governo dei popolari. Un nuovo governo potrebbe trattare con la Catalogna le condizioni per un referendum concordato nella legalità, la sindaca ha infatti fatto “un appello alla responsabilità” del Partito socialista. Ha invitato personalmente Pedro Sánchez, leader del Psoe, il quale ha risposto: “Non posso, per ora”.

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