mercoledì, 14 novembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Psoe accusa Vicepremier per violenze ai catalani
Pubblicato il 03-10-2017


margherita roblesOggi, tutta la Catalogna, compresa la squadra del Barça, si ferma per uno sciopero generale in risposta alle violenze ai seggi che hanno sconvolto l’opinione pubblica. Migliaia di persone si sono concentrate pacificamente a Barcellona davanti al commissariato della Policia Nacional spagnola in Via Laietana per protestare contro le brutalità di domenica. La folla ha chiesto la partenza delle “forze straniere” dalla Catalogna e cantato l’inno catalano Els Segadors. Diverse altre manifestazioni sono in corso in tutta la Catalogna.
Nel frattempo la vera incognita è al Governo che se da un lato resta inamovibile sulla questione catalana, dall’altro comincia a tentennare sulle alleanze. L’alleato al Governo Rajoy più a rischio rottura è proprio il Partito socialista, oggi la capogruppo del Psoe al Congresso dei deputati di Madrid, Margarita Robles, ha chiesto che il parlamento censuri la vicepremier spagnola, Soraya de Santamaria, considerata la responsabile della strategia del governo in Catalogna e delle violenze della polizia domenica. Robles ha detto che Santamaria è responsabile delle “istruzioni politiche” date alla polizia spagnola.
I dubbi ora iniziano a saltare fuori in tutto il Partito socialista spagnolo, ora anche il sindaco di Valladolid, Óscar Puente, ha chiesto al PSOE di “sedersi tutti” per provare “un’uscita” da un Governo in cui ormai il Partito non crede più. Il portavoce socialista, ha bollato come “assurda” la situazione vissuta in Catalogna, in cui comunque “Non c’era bisogno di usare la forza”. Aldilà di tutto però ha sottolineato come questo referendum fosse in ogni caso illegale e dannoso per l’intero Paese.
Il leader del Psoe, Pedro Sanchez, ha chiesto al premier Mariano Rajoy di avviare un dialogo immediato con il presidente catalano Carles Puigdemont. Il Presidente catalano forte dei risultati ottenuti passa sopra la testa di Madrid e chiede all’Ue un’intermediazione. L’obiettivo dell’indipendenza rimane, in pratica, ma si può trattare. “Non dichiaro l’indipendenza, chiedo una mediazione – ha detto Puigdemont -. Si deve creare un clima di distensione che la favorisca”. Il tutto mentre l’Onu chiede al governo di Madrid di aprire un’inchiesta sulle violenze ai seggi e il presidente della Commissione Ue, Jean-Claude Juncker, chiede a “tutti gli attori rilevanti di muoversi rapidamente dallo scontro verso il dialogo”.

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