domenica, 22 luglio 2018
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Opinioni e commenti
 

ULTIMATUM
Pubblicato il 05-10-2017


Primera-reunio-Rajoy-Puigdemont-Moncloa_1562273762_28549858_651x365Barcellona attacca, Madrid risponde. Anche stavolta però arriva una sentenza della Corte Costituzionale che fa pendere l’ago della bilancia a favore dell’unità spagnola. La Corte Costituzionale spagnola ha sospeso la sessione del Parlamento catalano programmata per lunedì prossimo, accogliendo il ricorso presentato ai giudici della Corte Costituzionale da parte del Partito socialista catalano (Psc), il referente del Psoe nella comunità autonoma. Secondo il Psc la piena dichiarazione di indipendenza comporterebbe una violazione della Costituzione e un “annichilimento” dei diritti dei parlamentari socialisti eletti nell’emiciclo catalano. I giudici provano a giocare d’anticipo all’irruenza catalana e al loro presidente, Carles Puidgemont, che aveva espresso la volontà di comparire lunedì davanti al Parlamento locale per discutere del risultato e degli effetti del referendum, con la dichiarazione d’indipendenza sul tavolo.
Non è chiaro al momento quale sarà la decisione dell’assemblea catalana nella quale gli indipendentisti hanno la maggioranza assoluta e che in una normativa approvata in settembre, pure bocciata dalla corte costituzionale di Madrid, ha deciso che se il ‘si’ vinceva al referendum sarebbe entrata in vigore una legge di transizione di valore superiore ai pronunciamenti di qualsiasi corte spagnola.
Ma nel frattempo il primo ministro spagnolo, Mariano Rajoy, continua a chiedere a Puigdemont, di rinunciare “nel più breve tempo possibile” al suo progetto di proclamare unilateralmente l’indipendenza della Catalogna, perché questa è “la soluzione migliore” che consente di “evitare mali peggiori”.
Il richiamo è al famigerato articolo 155 della Costituzione con cui il governo centrale ha il potere di revocare lo status semi-autonomo della Catalogna, ma che non sembra comunque spaventare il Governo catalano. Intanto la crisi da Barcellona si propaga nella politica del Psoe che non è riuscito a muoversi compatto sulla questione catalana e sul Governo in particolare. Pedro Sánchez per porre fine alle voci discordanti nel suo partito in una questione delicata come la sfida dell’indipendenza ha deciso di anticipare la riunione del Consiglio federale del partito socialista, organismo che riunisce tutti i segretari generali regionali del Psoe e il primo segretario del Psc, Miquel Iceta, per la settimana prossima, confermata nella direzione socialista. Nella più grande crisi dello stato di diritto dal 1981, il segretario generale socialista vuole che la PSOE parli con una sola voce e che sia “ferma, chiara e forte”. La riunione non ha ancora data, probabilmente sarà martedì o mercoledì, sempre dopo la plenaria del Parlamento che può approvare la dichiarazione di indipendenza della Catalogna.

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