martedì, 17 luglio 2018
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Opinioni e commenti
 

Catalogna, Psoe: “Art.155 per indire nuove elezioni”
Pubblicato il 20-10-2017


Carmen-Calvo-PSOEAlla vigilia della riunione straordinaria del Cdm in cui sarà applicato l’articolo 155 della Costituzione, arriva un’altra novità dalla Spagna. Il governo spagnolo e il Psoe hanno concordato che nuove elezioni regionali in Catalogna si svolgeranno a gennaio 2018: lo ha confermato Carmen Calvo, ex ministro della Cultura socialista.
“Sì, Sanchez ritiene che il 155 servirà a portare la Catalogna alle elezioni” ha detto Calvo, che negozia per il Psoe con il governo sul 155, che il governo attiverà domani. Calvo ha annunciato che “l’obiettivo di ripristinare tranquillità e democrazia in Catalogna si traduce nelle urne” e che “l’attivazione dell’articolo 155 non ha alcuna funzione punitiva, ma rappresenta l’unica via d’uscita che la Costituzione ci permette”.
Grazie all’attivazione dell’articolo 155, il governo spagnolo dovrebbe prendere il controllo, fra l’altro, dei Mossos d’Esquadra e della tv pubblica catalana Tv3. Lo ha detto la socialista Carmen Calvo che negozia per il Psoe il “commissariamento” della Catalogna. Secondo Calvo, citata dai media catalani, Madrid controllerà anche le finanze catalane e parte delle competenze del presidente Carles Puigdemont.
“La situazione che si è creata – ha detto il Premier Rajoy – è il frutto di decisioni irresponsabili da parte di dirigenti politici che sono stati incapaci di essere all’altezza delle circostanze”.
Le misure che verranno discusse sabato per frenare il processo indipendentista della Catalogna, saranno approvate il 27 ottobre nella plenaria del Senato di Madrid. Il pacchetto di misure richiede l’approvazione a maggioranza assoluta del Senato, come prevede l’articolo 155 della Costituzione. I vertici del Senato si riuniranno sabato per stabilire che una commissione congiunta di 27 senatori provenienti dalle commissioni generali delle comunità autonome e costituzionali sia incaricata dell’iter necessario per l’approvazione al Senato.

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Commenti all'articolo
  1. Suscita dubbi e persino allarme tra i costituzionalisti – si legge sulla Gazzetta di Modena -, in particolare tra quelli catalani, il commissariamento “duro” della Catalogna deciso dal governo di Madrid sulla base dell’art. 155 della Carta Magna post-franchista del 1978, mai applicato finora che – avvertono – potrebbe essere in contrasto proprio con La Costituzione che si afferma di volere far rispettare. L’associazione dei giuristi catalani Collectiu Praga non ha dubbi in merito: “Colpo di stato, violazione della costituzione e dello statuto da parte del governo e dei partiti costituzionalisti”, denuncia. E ancora: “Le misure economiche sono anticostituzionali” dichiara Mercé Barcelò, docente di diritto costituzionale all’Università autonoma. “L’interpretazione rigida del governo Rajoy – spiega – va contro la Costituzione e lo Statuto” dell’autonomia catalana. Il costituzionalista Xavier Arbos, cattedratico dell’Università di Barcellona, ritiene che siano stati superati “i limiti che consente l’art. 155 perché di fatto “si è sospesa l’autonomia”. “Dicono di no? Che cos’è, humour galiziano?” ironizza (Il premier spagnolo Mariano Rajoy è originario della Galizia, ndr). Per Arbos inoltre il 155 “non consente di convocare elezioni”, una prerogativa riservata al presidente eletto della Catalogna. Per il costituzionalista suscitano “seri dubbi” anche le misure previste per limitare i poteri del “parlament”, e il fatto che Rajoy si riservi il diritto di porre il veto a qualsiasi decisione dei deputati catalani. “Quando il governo centrale vuole ripristinare ‘l’efficacia’ della Costituzione, deve farlo nello scrupoloso rispetto di tutti i suoi articoli”, rileva Arbos. E la Costituzione sancisce “il diritto all’autonomia delle nazionalità e delle regioni”, proprio nello stesso art. 2 in cui proclama la Spagna “patria comune e indivisibile di tutti gli spagnoli”.

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