lunedì, 16 luglio 2018
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Opinioni e commenti
 

Catalogna. Puigdemont scappa in Belgio
Pubblicato il 30-10-2017


catalogna

L’ex presidente della Generalitat, Carles Puigdemont, si trova a Bruxelles con cinque suoi consiglieri, assieme ai quali è possibile intenda chiedere l’asilo politico al Belgio. Il viaggio è stato confermato appena un’ora dopo l’annuncio del procuratore generale dello Stato, Jose Manuel Maza, della richiesta di incriminazione presentata dinanzi l’Audiencia Nacional per i reati di sedizione, ribellione e malversazione, contro di lui e il resto del Govern; e contro la Mesa del Parlament, la capigruppo che permise di mettere ai voti la dichiarazione di indipendenza, dinanzi al Tribunal Supremo.

Maza ha accusato i responsabili della Generalitat di aver “prodotto una crisi istituzionale che è sfociata nella dichiarazione unilaterale di indipendenza con totale disprezzo della nostra Costituzione, lo scorso 27 ottobre”. I membri del Govern saranno chiamati a rispondere in tribunale; mentre i parlamentari, a cominciare dalla presidente del Parlament, Carme Forcadel, dovranno difendersi dinanzi al Tribunale Supremo

La procura ha indicato anche la necessità di fissare cauzioni per i soggetti che verranno incriminati e un sequestro cautelare di beni pari a 6,2 milioni di euro, legati ai costi per la celebrazione del referendum. La richiesta di incriminazione prevede anche la convocazione urgente delle persone indagate e, in caso non si presentino, il loro «arresto» immediato. Il magistrato di turno deciderà nei prossimi giorni se accogliere la richiesta. Per il reato di ribellione, Carles Puigdemont, il suo vice, gli altri membri del Govern e del Parlament, rischiano dai 15 ai 30 anni di carcere.

Domenica scorsa il segretario di Stato belga per la Migrazione e l’Asilo, Theo Francken, del partito nazionalista fiammingo N-Va, aveva offerto, con un tweet, asilo politico a Puigdemont e agli altri catalani che “si sentono minacciati politicamente”. La dichiarazione era stata successivamente smentita con forza dal primo ministro belga Charles Michel. Alla ‘Vanguardia’, fonti del partito N-Va hanno detto che per oggi non è previsto alcun incontro tra il presidente della regione belga delle Fiandre, Geert Bourgeois e l’ex-presidente catalano.

Quella di oggi è la prima giornata lavorativa dopo che venerdì, in seguito alla dichiarazione unilaterale d’indipendeza da parte del governo catalano, l’esecutivo spagnolo ha deciso l’applicazione dell’articolo 155. Con l’attuazione della legge, Madrid ha preso il controllo del governo regionale autonomo della Catalogna. Il primo ministro Mariano Rajoy ha convocato elezioni anticipate per il 21 dicembre, alle quali il partito PDeCAT del presidente Puigdemont ha già annunciato che parteciperà. A governare la Catalogna ora è la vice-presidente del governo spagnolo, Soraya Saenz de Santamaria, che ha destituito Josep Lluis Trapero, il capo operativo dei Mossos d’esquadra, la polizia regionale catalana.

Anche il rappresentante della Catalogna presso l’Unione Europea, Amadeu Altafaj, ha rassegnato le dimissioni oggi, in seguito all’applicazione dell’articolo 155, congedandosi dall’incarico con una lettera in cui ha parlato di “delusione” e affermato l’identità europea dei 7,5 milioni di catalani.

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