martedì, 25 settembre 2018
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Opinioni e commenti
 

D’Alema riapre la porta a Pisapia “è solo un arrivederci”
Pubblicato il 09-10-2017


d'alemaSi scaldano i motori nella movimentata sinistra, dopo lo strappo di Pisapia e la chiusura di Speranza, a tentare di ricucire lo strappo ci pensa ancora una volta Massimo D’Alema. Con Giuliano Pisapia “penso che ci ritroveremo, in fondo abbiamo lo stesso obiettivo: ricostruire il centrosinistra sulla base di una chiara e netta discontinuità di contenuti e di leadership. Come ha detto lui: questa è una citazione testuale”. Così Massimo D’Alema oggi a Milano alla Camera del Lavoro per un incontro con esponenti della sinistra tedesca sul futuro dei partiti progressisti in Europa. Il vecchio leader, nonostante le accuse dell’ex Sindaco di Milano, non è d’accordo con l’affronto fatto dal giovane Speranza che ha portato all’affondo e all’addio di Pisapia ieri. “Il tempo è finito. Abbiamo parlato troppo di noi, ora basta. Bisogna correre”, aveva detto sul Corriere, Roberto Speranza. Sulla stessa scia anche l’Eurodeputato Mdp, Massimo Paolucci: “Non abbiamo tempo. Bisogna fare una cosa un po’ più larga della somma delle sigle”. E sulla candidatura di Pietro Grasso afferma: “È la seconda carica dello Stato. Lo stimiamo tantissimo, ma non va tirato per la giacca”.
Ma mentre Mdp si porta avanti con Sinistra italiana e Pippo Civati, l’altra sinistra a cui continua a lavorare Pisapia, il 28 ottobre riunirà l’assemblea nazionale di Campo progressista e il giorno dopo interverrà ad un convegno con Emma Bonino, Romano Prodi ed Enrico Letta.
A sinistra intanto le spaccature se preoccupano da un lato, dall’altro aprono proprio alla possibilità di una delle parti a una futura alleanza con i dem, anche se al momento nessun commento è arrivato dal Nazareno. Anche se entrambe le parti continuano a giurare che mai si alleeranno con il Pd. I dirigenti di Cp hanno affermato: “Siamo ovviamente spiaciuti dalla scelta di Art.1 di interrompere il nostro percorso comune – osserva il portavoce di Campo Progressista Alessandro Capelli – Non ci interessa affatto né fare la stampella del renzismo, né la sinistra del quarto polo”. In polemica con la scelta di Speranza c’è poi il gruppo di parlamentari di Mdp vicini all’ex sindaco di Milano: “Non ci interessava la costruzione dell’ennesimo partitino, eravamo e siamo per un movimento più largo, in grado di unire e non dividere, che sappia essere un argine credibile alle destre e ai populismi”, è la presa di posizione di Ciccio Ferrara, vice presidente di Mpd e tra gli uomini più vicini a Pisapia. L’appuntamento di Mdp è il 19 novembre, quando con le primarie si eleggerà l’assemblea che sarà l’ossatura del nuovo soggetto politico, ma nel frattempo continueranno le risse verbali…

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