venerdì, 21 settembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Daphne Caruana Galizia, il figlio: “Uno Stato mafioso”
Pubblicato il 17-10-2017


caruana galiziaDaphne Caruana Galizia, la giornalista che con le sue inchieste aveva sollevato il coperchio sugli affari più loschi di Malta, è stata uccisa a Bidnija, nell’isola di Malta, da una bomba che ha fatto saltare in aria la sua auto, una Peugeot 108, mentre lei era a bordo. La blogger 53enne che ha contribuito a svelare lo scandalo dei Panama Papers e in particolare dei cosiddetti “Malta Files”, quindici giorni fa aveva presentato denuncia alla polizia dopo aver ricevuto minacce di morte. La donna stava indagando su scandali di corruzione che coinvolgerebbero, tra gli altri, la moglie di Muscat, che sarebbe implicata nel caso dei Panama Paper e le tangenti pagate dall’Azerbaigian alla moglie del primo ministro per oliare la firma di accordi energetici multimilionari. Tuttavia il premier laburista, Joseph Muscat, ha sempre respinto le accuse a carico suo e dei propri familiari e dopo la morte della giornalista ha espresso le condoglianze alla famiglia, parlando di “atto barbarico”. Ma il figlio della giornalista, Matthew Caruana Galizia, ha accusato il governo maltese: “Voi siete complici, voi siete i responsabili”, ha scritto su Facebook il giovane, membro del Consorzio internazionale dei Giornalisti Investigativi (ICIJ). Caruana Galizia ha puntato il dito contro il premier laburista Joseph Muscat e il suo entourage, accusandoli di aver riempito il governo, la polizia e le corti di giustizia di “truffatori” e di aver trasformato Malta in una “isola mafiosa”.
La reazione del figlio è stata scatenata da un post offensivo su Facebook del sergente della polizia maltese Ramon Mifsud, uno degli uomini che dovrebbero indagare sull’attentato contro Daphne Caruana Galizia che dopo la morte della blogger ha scritto: “Alla fine tutti hanno quello che si meritano, sono contento :)”.
Il figlio della reporter ha così denunciato: “Non dimenticherò mai come sono corso attorno all’inferno, cercando di aprire la portiera della macchina, il clacson che continuava a suonare, urlando a due poliziotti che si sono presentati con un solo estintore – ha scritto Matthew Caruana – mi hanno fissato. Mi dispiace, non c’è niente che possiamo fare, ha detto uno di loro. Ho guardato giù e c’erano parti del corpo di mia madre tutto intorno a me. Ho capito che avevano ragione, era senza speranza … sembrava una guerra, deve sapersi… Noi siamo un popolo in guerra contro lo Stato e la criminalità organizzata, indistinguibili tra di loro”.
Inoltre ha precisato: “Mia madre è stata assassinata perché era per lo Stato di diritto contro chi vuole violarlo. Ecco dove siamo: in un Paese mafioso dove puoi cambiare gender sulla carta di identità ma vieni ridotto in pezzi se eserciti le tue libertà”.
Nel frattempo il premier maltese ora ha annunciato un’inchiesta a cui parteciperà anche l’Fbi statunitense, mentre Julian Assange, fondatore di WikiLeaks, ha promesso una ricompensa di 20.000 euro per ogni informazioni utile sui responsabili dell’omicidio.

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