lunedì, 23 aprile 2018
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Opinioni e commenti
 

SCOGLIO SUPERATO
Pubblicato il 04-10-2017


senato

L’aula del Senato ha approvato con 181 voti, quindi con un’ampia maggioranza, lo scostamento sui conti pubblici previsto dal Def. Per questa votazione, secondo l’articolo 81 della Cotituzione, serviva la maggioranza assoluta dei componenti dell’assemblea, che è pari a 161 voti. I sì sono stati 181, i no 107. Ancora l’Aula di Palazzo Madama ha dato il via libera alla risoluzione di maggioranza alla nota di aggiornamento al Def. I sì sono stati 164, 108 i voti contrari e un solo astenuto. Tra i voti a favore, in questo secondo caso, anche quello del senatore del M5s Nicola Morra, in contraddizione con quello del suo gruppo. “Errore materiale” si è poi giustificato il senatore pentastellato. Mdp non ha partecipato al voto.

Anche senza il voto dei 16 senatori di Articolo 1-Mdp, il Governo avrebbe comunque ottenuto i 161 voti necessari per raggiungere il quorum necessario per l’approvazione della relazione del Governo che illustra l’aggiornamento del piano di rientro verso l’obiettivo di medio periodo (Mto) nella Nota di aggiornamento al Def. Lo fa notare in un tweet Roberto Giachetti, vicepresidente della Camera e deputato Pd: “I voti al Senato sul Def dimostrano in modo definitivo – afferma – l’irrilevanza non solo politica ma anche numerica di Mdp”. Mentre Paolo Gentiloni segnala che quello del Senato che “approva il quadro economico-finanziario della prossima legge di Bilancio” è “un voto all’insegna di responsabilità e stabilità”.

Da Assisi Gentiloni, sprona i partiti e il Parlamento a non “non dilapidare i risultati raggiunti” dal Paese negli ultimi mesi, in particolare per la ripresa dell’occupazione. “In questi anni – dice – abbiamo recuperato buona parte dei posti che avevamo perso negli anni terribili della crisi, ma è chiaro che c’è ancora molto da fare e che questo impegno deve continuare”. In entrambe le votazioni, quella sullo scostamento e quella sulla nota di aggiornamento, 12 senatori di Ala hanno votato insieme alla maggioranza a favore di entrambe i documenti. Per l’occasione è tornato a Palazzo Madama, dopo molto tempo, anche Denis Verdini. Anche il senatore M5s Nicola Morra ha votato sì ma, a sua stessa detta, “per errore materiale”.

Sono due i punti nella relazione dell’audizione del ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan apprezzati dai socialisti. Lo sottolinea nel suo intervento il Presidente del gruppo socialista alla Camera Pia Locatelli. “Il primo è l’attenzione nei confronti dell’occupazione che, anche se lentamente e, purtroppo, soprattutto per i contratti a tempo determinato, continua a crescere”. “Quello dell’occupazione deve essere, a parere dei socialisti, un obiettivo strategico irrinunciabile in qualunque programma di governo. In particolare chiediamo che venga sostenuta l’occupazione femminile”. Il secondo punto indicato da Pia Locatelli è quello “relativo al fardello del debito pubblico nel momento in cui si chiede al Parlamento di autorizzare uno sforamento del deficit di bilancio così come era stato previsto in primavera.  Dopo sette anni, il debito ha cominciato a diminuire e questo trend, iniziato nel 2015, dovrebbe continuare nei prossimi anni, ma non basta”. “Il voto favorevole dei socialisti – conclude – è legato a questi impegni che ci auguriamo vengano mantenuti anche dal prossimo governo”

Intanto Giuliano Pisapia torna a sostenere la linea del dialogo e va inoltre all’attacco: “D’Alema sa perfettamente che io sono a disposizione di un progetto unitario e invece lui continua a fare dichiarazioni che dividono. Lui era favorevole che oggi non si votasse lo scostamento di bilancio che avrebbe portato all’aumento dell’Iva. Io e altri abbiamo voluto fare un percorso diverso. Io sono dell’idea che chi non ha obiettivi personali potrebbe fare un passo di fianco, bisogna esser in grado di unire. E vale per lui come per me”.

Presa di distanza accolta con favore dal segretario del PSI, Riccardo Nencini. “Gli indicatori economici – ha detto Nencini – tornano a sorridere e l’obiettivo di una parte della sinistra è distruggere tutto, anche il buon senso, come se l’Italia fosse un’isola di un altro pianeta e non parte di un continente battuto dal vento del nazionalismo e del populismo. La sinistra perfetta. Ma non esiste in natura. Ha fatto bene Pisapia a prendere le distanze da una condotta irresponsabile”.

Intanto dalla maggioranza arrivano segnali su uno dei ‘paletti’ di Mdp sulla manovra. “Rivedere gradualmente il meccanismo del cosiddetto super ticket al fine di contenere i costi per gli assistiti che si rivolgono al sistema pubblico”. E’ uno degli impegni che la maggioranza chiede al governo nella risoluzione sulla nota di aggiornamento al Def. Nel triennio 2018-2020 la risoluzione chiede “un complesso di interventi in materia sanitaria” compreso un incremento delle risorse in conto capitale per gli investimenti in sanità. “Noi non modifichiamo il nostro atteggiamento. Se fosse bastato l’impegno nella risoluzione – dice il senatore Mdp Federico Fornaro – avremmo partecipato allora alle riunioni per la sua stesura”. “Abbiamo dato – prosegue – un segnale politico. Vedremo se gli impegni saranno concretizzati negli atti della legge di bilancio”.

A parlare di un grave errore politico è il ministro Martina che si augura un ripensamento da parte di Mdp “ma purtroppo credo che la linea sia stata decisa già da tempo dall’ala più estrema e fa i conti con il nodo irrisolto del loro rapporto con il Partiro democratico. E questo nonostante le aperture di merito sulla legge di bilancio e su temi sociali che interessano anche noi”.
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