mercoledì, 14 novembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Def, tagli alla spesa pubblica e sostegno al PIL
Pubblicato il 03-10-2017


La Nota di aggiornamento al Def è al vaglio delle commissioni Bilancio di Camera e Senato, con una serie di audizioni di vari organismi economici che si sono concluse a fine mattina con le dichiarazioni del ministro dell’economia Pier Carlo Padoan.
Dal documento con le note aggiuntive trasmesso dal ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan alle Commissioni congiunte Bilancio di Camera e Senato, la manovra del Governo partirebbe da una quota minima di circa 19,6 miliardi di euro.
Secondo il documento, la manovra avrà un impatto positivo sui tassi di crescita del PIL, in termini di differenziale tra lo scenario programmatico e quello tendenziale, attorno allo 0,3 punti percentuali in ciascuno degli anni 2018 e 2019.
Nel dettaglio, ammontano a 3,5 miliardi i tagli della spesa pubblica per il 2018 che andranno a copertura delle misure della Legge di Bilancio, compreso il miliardo l’anno a carico dei ministeri come previsto nella nuova ‘spending rewiew’. Altre coperture da entrate aggiuntive, allo studio nell’ambito della lotta all’evasione di alcune imposte, vengono quantificate in 5,1 miliardi di euro.
Le risorse per la competitività e l’innovazione, che includono anche le decontribuzioni per i giovani, nel 2018 ammontano a 338 milioni; 2,1 miliardi nel 2019 e quasi 4 miliardi nel 2020. Gli stanziamenti per lo sviluppo, che comprendono le spese per gli investimenti pubblici, saranno pari a 300 milioni nel 2018, ma passeranno a 1,3 miliardi nel 2019 e a 1,9 miliardi nel 2020. I fondi per la lotta alla povertà, comprensivi reddito di inclusione sociale saranno 600 milioni nel 2018, 900 milioni nel 2019, 1,2 milioni nel 2020.
Il mancato aumento delle aliquote Iva per il 2018 è quantificato in oltre 15,7 miliardi e 11,4 nel 2019. In sintesi, questi sono i dati salienti del documento presentato dal ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan.
Sulle pensioni è arrivato l’alt da Corte dei Conti e Bankitalia. Il Presidente della Corte dei Conti, Arturo Martucci di Scarfizzi, nell’audizione alle Commissioni Bilancio di Camera e Senato, impegnate nell’esame della nota di aggiornamento del Def, ha affermato: “Ogni arretramento rispetto ai parametri sottostanti al disegno di riforma completato con la legge Fornero, esporrebbe la finanza pubblica a rischi di sostenibilità”.
La Corte, quindi, ha invitato a confermare i caratteri strutturali della riforma Fornero, a partire dai meccanismi di adeguamento automatico di alcuni parametri (come i requisiti anagrafici di accesso alla evoluzione della speranza di vita e la revisione dei coefficienti di trasformazione).
Il vice direttore generale di Bankitalia, Luigi Federico Signorini, durante la sua audizione, ha sostenuto: “Le ultime proiezioni sulla spesa pensionistica mettono in evidenza l’importanza di garantire la piena attuazione delle riforme approvate in passato, senza tornare indietro. Come ha ricordato il Governatore della Banca d’Italia nel suo recente intervento, l’insieme delle riforme previdenziali realizzate in più di vent’anni ha migliorato in modo sostanziale sia la sostenibilità sia l’equità intergenerazionale del sistema. Tuttavia le prospettive demografiche e di crescita potenziale sono state aggiornate e risultano meno favorevoli. Le più recenti proiezioni dell’incidenza della spesa sul prodotto, da poco rese note dalla Ragioneria Generale dello Stato, sono, conseguentemente, più alte di quanto precedentemente prospettato, comporterebbero un peggioramento degli indicatori di sostenibilità delle finanze pubbliche calcolati dalla Commissione europea. Secondo il Rapporto sulle tendenze di medio-lungo periodo del sistema pensionistico e sociosanitario, pubblicato lo scorso agosto dalla Ragioneria Generale dello Stato, l’incidenza sul PIL della spesa per pensioni, oggi pari a circa il 15,5 per cento, raggiungerebbe valori di poco superiori al 18 per cento tra il 2040 e il 2045, imboccando successivamente un sentiero di costante e significativa discesa. Rispetto alle precedenti proiezioni della Ragioneria, dunque, la spesa risulta sensibilmente maggiore in ciascun anno del periodo considerato. Il peggioramento riflette la revisione al ribasso effettuata da Eurostat delle prospettive di crescita italiane, a sua volta riconducibile a una più deludente dinamica della produttività totale dei fattori e a minori flussi migratori netti. E’ per questo che le ultime proiezioni sulla spesa pensionistica mettono in evidenza l’importanza di garantire la piena attuazione delle riforme approvate in passato, senza tornare indietro”.
Con riferimento al debito pubblico, Luigi Federico Signorini, ha affermato per la Banca d’Italia: “La significativa riduzione del debito pubblico è un imperativo per l’Italia, oggi alla nostra portata. La politica di bilancio si deve muovere lungo un ‘sentiero stretto’ tra l’esigenza di non soffocare la ripresa congiunturale e l’imperativo di ridurre il debito, come più volte sottolineato da Pier Carlo Padoan. Tuttavia, in questo momento il sentiero pur sempre arduo, è un po’ meno angusto che in passato, grazie alle favorevoli condizioni della congiuntura e dei mercati”. Questo, in sintesi, è il giudizio espresso dal vicedirettore generale della Banca d’Italia, Luigi Federico Signorini, in audizione sulla Nota di aggiornamento al Def.

Il Presidente dell’ISTAT, Giorgio Alleva, nella sua audizione sulla nota di aggiornamento al Def, ha sottolineato: “L’economia sommersa rappresenta un freno strutturale allo sviluppo del Paese. In questo contesto, le politiche di contrasto all’evasione assumono una valenza strategica anche per aumentare il potenziale di crescita e la competitività del sistema produttivo”. Ha così ricordato i dati del Mef sul triennio 2012-2014, che segnalano una evasione di 107,7 miliardi, di cui 97 miliardi per mancate entrate tributarie e 10,7 miliardi per mancate entrate contributive.
Alleva ha proseguito precisando: “Inoltre per il complesso dell’economia, la perdita di efficienza dovuta al sommerso economico è pari a 5,3 punti percentuali; dal punto di vista dinamico, nel periodo 2011-2014, il tasso di crescita della produttività totale dei fattori, calcolato includendo l’economia sommersa, è inferiore di 1,9 punti percentuali rispetto a quello dell’economia regolare; l’effetto frenante si riscontra in tutti i settori produttivi, ma particolarmente nella manifattura (-3,0 punti percentuali) e nelle costruzioni (-2,3 punti percentuali)”.
Per l’Istat, le prospettive di crescita per i prossimi mesi appaiono in Italia favorevoli. Il presidente Giorgio Alleva ha parlato di segnali di miglioramento dell’economia, trainata anche dalla domanda di investimenti in macchine e attrezzature.
Il Presidente ISTAT, commentando i dati diffusi oggi dall’Istituto di statistica, ha aggiunto: “Nel primo semestre la crescita dell’economia italiana si è rafforzata. In Italia le aspettative di crescita per i prossimi mesi appaiono favorevoli”.
L’Istat ha rivisto le stime del Pil per il secondo trimestre dell’anno rispetto ai tre mesi precedenti. Secondo quanto si legge nella nota diffusa oggi, il dato è aumentato dello 0,3% rispetto al trimestre precedente. La stima dei Conti economici trimestrali diffusa lo scorso primo settembre, invece, aveva rilevato una variazione congiunturale pari a +0,4%. Confermato, invece, il dato tendenziale di +1,5%. La variazione acquisita per il 2017 è pari a +1,2%.
Giorgio Alleva, nell’audizione per l’Istat ha ricordato: “A settembre l’indice del clima di fiducia dei consumatori ha registrato un incremento significativo, trainato dalla componente macro-economica dell’indice (giudizi e aspettative sulla situazione economica italiana e aspettative sulla disoccupazione), mentre più contenuti sono stati i miglioramenti registrati nei giudizi sulla situazione corrente e futura. Anche l’indice composito del clima di fiducia delle imprese ha evidenziato un aumento, confermando il trend positivo dei mesi precedenti: il miglioramento ha interessato tutti i settori ad eccezione dei servizi. I segnali di miglioramento dell’economia italiana sono confermati anche dall’indicatore anticipatore che mantiene a settembre un’intonazione positiva, più accentuata di quella dei mesi precedenti, confermando il rafforzamento delle prospettive di crescita a breve. In particolare, la domanda di investimenti in macchine e attrezzature è attesa crescere a un ritmo superiore a quello osservato nel secondo trimestre dell’anno”.
Il Ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, durante la sua audizione, ha affermato: “Persiste la fase di significativo miglioramento del mercato del lavoro ed è prevedibile un ulteriore progressivo aumento dell’occupazione nei prossimi mesi e anni”. Padoan ha parlato di 1 milione di posti di lavoro in più rispetto al punto minimo di settembre del 2013.  In un altro passaggio della sua dichiarazione, il Ministro dell’Economia ha aggiunto: “In Italia ritorna il consolidamento della crescita e la ripresa dell’economia italiana sta guadagnando robustezza, in un quadro di prospettive di crescita positiva europeo. Ci sono le condizioni per un ulteriore rafforzamento della crescita nel terzo trimestre. Lo sforzo di consolidamento degli ultimi 10 anni risulta tra più significativi nell’area euro. Dopo 7 anni di aumenti, il debito ha registrato una prima flessione nel 2015, che verrà seguita da una riduzione anche nel 2017, che accelererà poi nel 2018 e negli anni successivi. Gli sforzi portati avanti sui conti pubblici consentiranno di assorbire la fase di aumento dei tassi di interesse . Nella Nota aggiuntiva al Def è già inclusa l’evoluzione dei tassi nei prossimi anni.  La prossima manovra conterrà misure selettive di impulso alla crescita, agli investimenti pubblici e privati, di promozione sociale e per i giovani, ma l’impatto sulla crescita delle misure espansive è significativo, uno 0,3% che è una valutazione prudenziale.  Una eccessiva restrizione sul fronte dell’aggiustamento dei conti pubblici metterebbe a rischio la ripresa e la coesione sociale del Paese, questi i motivi per cui il governo ha chiesto di ridurre l’aggiustamento strutturale allo 0,3% del Pil (dallo 0,8% di aprile). Quello che si propone, in accordo con la Ue, è un percorso di graduale aggiustamento, a patto di continuare ad attuare il programma di riforme strutturali. Abbiamo avviato un percorso con le forze di governo, Pd, Mdp, Ap e gli altri gruppi, volto a definire le ipotesi di intervento per investimenti, lavoro, lotta alla povertà e salute, mantenendo il giusto equilibrio tra politiche di bilancio e per il futuro”.

Il premier Paolo Gentiloni, in mattinata, ha incontrato Giuliano Pisapia per fare il punto sui provvedimenti e successivamente ha incontrato il presidente dell’Anci ed i sindaci delle città metropoliane.
Giuliano Pisapia, accompagnato dai capigruppo dell’MPD, Maria Cecilia Guerra e Francesco Laforgia, al termine dell’incontro di circa un’ora a Palazzo Chigi, ha detto: “Abbiamo posto qualche priorità indispensabile: mai più mance elettorali, intervenire con investimenti importanti sulla salute, milioni e milioni di persone non possono curarsi a causa del super ticket, nuove assunzioni e più tutele, ad esempio chi licenzia dopo 3 anni deve avere penalità”. Con riferimento al voto, ha risposto:   “I gruppi parlamentari decideranno dopo aver sentito domani il ministro Padoan”.

Pier Luigi Bersani, a Radio Radicale, dopo l’incontro di Giuliano Pisapia con il premier Paolo Gentiloni sulla legge di bilancio, ha detto: “Oltre alle richieste sulla legge di bilancio, immagino che poi in premessa avremo detto qualcosa del tipo: pensate di aver una maggioranza sulla legge di stabilità e un’altra sulla legge elettorale?”.

Parlando ai Comuni, Gentiloni ha detto: “Se vogliamo procedere nella dinamica di sviluppo che si sta consolidando nel nostro Paese, dobbiamo farlo puntando molto sulla collaborazione con le grandi città, che sono un asse centrale della competitività in tutto il mondo. Anche per quanto riguarda la crescita dell’economia, di cui oggi abbiamo avuto nuovi dati di conferma da parte dell’Istat, ci sono tendenze che hanno particolare bisogno della collaborazione del Governo centrale con le grandi città. Ci sono tante questioni da discutere, dalla ‘governance’ alle risorse, all’ottimizzazione dei programmi di sviluppo”.
Il sindaco di Milano, Beppe Sala, ha riferito: “Quello di oggi è stato un confronto proficuo perché si è trattato nel merito degli investimenti per le città metropolitane, ma anche le città del sud e le periferie. Abbiamo chiesto a Gentiloni di poter stare tranquilli in merito ai bilanci del 2018 e a quelli futuri. Il tavolo con l’esecutivo è positivo perché si attiva una relazione diretta con le città metropolitane”.
Vedremo i prossimi sviluppi.

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