lunedì, 18 giugno 2018
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Opinioni e commenti
 

Def, tutto pronto per il confronto Mdp e per le audizioni
Pubblicato il 02-10-2017


Italian Prime Minister Paolo Gentiloni (R) with Economy Minister, Pier Carlo Padoan, during a press conference after the Council of Ministers meeting for the DEF (the Economic and Financial Document) at Chigi Palace in Rome, Italy, 11 April 2017. ANSA/GIUSEPPE LAMI

Inizia una settimana impegnativa per il governo sul fronte dei conti pubblici.  Dovrà superare gli ostacoli delle opposizioni e convincere la maggioranza. Al Senato le difficoltà saranno maggiori. Il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, dovrà integrare martedì i dati della nota di aggiornamento del Def con maggiori dettagli sulla manovra, come richiesto dal presidente della commissione bilancio.
Poi, il giorno successivo si passerà al voto in aula: servirà la maggioranza assoluta per autorizzare il governo a sforare la regola del pareggio di bilancio e sui 161 voti da raggiungere al Senato pesa l’incognita dei 16 voti dei senatori del Mdp. Su questo punto, uno snodo sarà l’incontro che domani il leader di Campo Progressista, Giuliano Pisapia, e Roberto Speranza di Mpd avranno con il premier Paolo Gentiloni.
Il confronto sulla manovra è già entrato nel vivo. Al momento si parla di interventi per circa 20 miliardi che, per la metà, saranno appunto finanziati lasciando correre il deficit. Ci sono poi altri 10 miliardi per un terzo dei quali coperti con taglio di spesa e due terzi con aumenti di entrate: niente nuove tasse, ma solo misure per la lotta all’evasione e un allargamento della rottamazione delle cartelle, con riapertura dei termini che, secondo il quotidiano il Messaggero di oggi, potrebbero arrivare al primo semestre 2017.
Non ci sarà invece una nuova voluntary disclosure per regolarizzare capitali all’estero e contanti. La nota di aggiornamento indica genericamente i capitoli di intervento: le misure per favorire l’assunzione dei giovani, il finanziamento delle politiche per i poveri, lo stop all’aumento dell’Iva e il rifinanziamento di alcuni incentivi per le imprese. Il presidente della commissione Bilancio del Senato, Giorgio Tonini (Pd) ha così chiesto una integrazione dei dati visto che la legge prevede espressamente che siano indicati gli interventi e gli importi di massima dei vari capitoli. Sarà proprio il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, a fornire i dettagli. Lo farà martedì quando le commissioni Bilancio di Camera e Senato lo ascolteranno al termine di una serie di audizioni di rilievo, dal governatore di Bankitalia alla Corte dei Conti.
La vera incognita è però per il giorno successivo. In gioco ci sono proprio gli interventi della manovra. Mdp chiede discontinuità. Vuole più risorse per sanità e ambiente ma soprattutto attenzione sul fronte dei giovani e del lavoro.  Per questo ha già votato contro in commissione Lavoro. L’effetto di un voto contrario in aula sarebbe però negativo. Il governo non potrebbe sforare il deficit dei 0,5 punti concordati con Bruxelles. In pratica la manovra diventerebbe più severa. Al ministero dell’Economia fanno notare: “Di certo è difficile non votare un documento che migliora le stime di crescita e con uno deficit più flessibile: la scelta è tra austerità e sviluppo. Sarà un bivio ineludibile prima del varo della Legge di Bilancio vera e propria, forse nel weekend 14-15 ottobre. La manovra poi inizierà il proprio iter proprio dal Senato dove i numeri della maggioranza sono ballerini e dove, è certo, si giocheranno anche le strategie pre-elettorali di tutti i gruppi”.
Tuttavia, va ricordato che gli interessi dei cittadini, dei lavoratori e dell’Italia intera sono superiori a qualsiasi interesse di parte anche in prossimità delle elezioni.

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