lunedì, 23 luglio 2018
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Opinioni e commenti
 

Fca. Per Marchionne l’auto elettrica non conviene
Pubblicato il 02-10-2017


marchionne“Stiamo lavorando su tutte le forme di auto elettrica, ma non possiamo ignorare alcuni elementi importanti”, ha detto Sergio Marchionne, il manager di FCA, dopo aver ricevuto la laurea ad honorem in Ingegneria dalle mani del Rettore Paolo Collini questa mattina al Polo di Meccatronica di Rovereto. Marchionne, facendo l’esempio della Fiat 500 elettrica: “l’abbiamo lanciata 5 anni fa in California, per ogni 500 elettrica venduta negli Usa perdiamo 20mila dollari”, ha spiegato e quindi lanciarla “su larga scala sarebbe un atto di masochismo”.
La questione chiave, ha continuato, è come viene prodotta l’energia, infatti, “prima di pensare che i veicoli elettrici siano la soluzione, dobbiamo considerare tutto il ciclo di vita” di queste vetture. Le emissioni di un’auto elettrica, quando l’energia è prodotta da combustibili fossili, “sono equivalenti” a quelli di un altro tipo di auto. Quindi, ha sottolineato Marchionne, le auto elettriche sono “un’arma a doppio taglio”. “Quella dell’elettrico è un’operazione che va fatta senza imposizioni di legge e continuando nel frattempo a sfruttare i benefici delle altre tecnologie disponibili, in modo combinato”, ha proseguito l’Ad di Fca. “È certamente più utile – ha sottolineato Marchionne – concentrarsi sui miglioramenti dei motori tradizionali e lavorare alla diffusione di carburanti alternativi, soprattutto il metano, che per la sua origine e le sue qualità è oggi il più virtuoso e più pulito in termini di emissioni”
Il numero Uno di Fca lo fa dall’alto degli ultimi successi incassati con il nuovo marchio che continua a trainare la borsa italiana. Da marchio in crisi con debiti e perdite in un decennio la Fiat si è trasformata in un gruppo globale e con una redditività operativa che oggi vale il 6% dei ricavi. Lo sa bene l’Ad che punta anche al prossimo scorporo di Magneti Marelli.
Magneti Marelli vale 7,9 miliardi di euro di fatturato, conta 43mila dipendenti, 86 poli produttivi e 14 centri di ricerca e sviluppo in tutto il mondo, ma l’eventuale cessione dell’azienda lombarda in seguito allo scorporo potrebbe dare una grossa sforbiciata al debito di Fca, che a fine giugno ammontava a oltre 6 miliardi di euro. Secondo gli analisti, infatti, la Marelli potrebbe valere fino a 3 miliardi. Tuttavia Sergio Marchionne a margine della lectio magistralis a Rovereto ha fatto sapere che lo spinoff di Marelli da Fca non partirà quest’anno, ma verrà discusso dal cda il prossimo anno, sottolineando anche che lo scorporo di Alfa e Maserati potrebbe non rientrare nemmeno nel piano 2018-2022.
La Cerimonia non è stata esente da contestazioni: fuori dal Polo di Meccatronica una cinquantina di manifestanti hanno protestato contro la decisione dell’Università di Trento di attribuire il riconoscimento al manager FCA, accusato di “devastazione e sfruttamento”.

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