domenica, 22 luglio 2018
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Opinioni e commenti
 

AGENDA EUROPEA
Pubblicato il 19-10-2017


Al suo arrivo a Bruxelles per partecipare al Consiglio europeo, il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni ha esposto i “tre o quattro obiettivi” del governo nelle discussioni e negli incontri che si svolgeranno oggi e domani nella capitale belga. Innanzitutto, l’agenda di riforme per rafforzare l’Unione, e la necessità di continuare a costruire l’Unione bancaria prendendo misure a favore della crescita e non decisioni “inopportune e intempestive” (come quelle suggerite recentemente dalla Vigilanza Unica della Bce per i crediti detriorati). Poi, la promozione della candidatura di Milano per la nuova sede dell’Ema, l’Agenzia del Farmaco europea che dovrà traslocare da Londra dopo la Brexit (ma la decisione non sarà oggi), e, infine, la questione migratoria, con la rivendicazione dei risultati raggiunti dall’Italia nell’arginare i flussi dalla Libia e l’esigenza di “consolidare questi risultati” al più presto, con un aumento sostanziale dello sforzo finanziario, finora poco rilevante, degli Stati membri per il “Trust Fund” per l’Africa.

Gentiloni ha parlato con i giornalisti a margine della prima sua prima riunione in agenda nella capitale belga, il pre-vertice del Partito dei Socialisti europei. “In questa partecipazione italiana al vertice dei socialisti europei, nell’incontro bilaterale che avrò con il presidente della Commissione Jean-Claude Juncker, e poi nella riunione del Consiglio Europeo, noi – ha detto Gentiloni – ci presentiamo con tre o quattro obiettivi principali: il primo è lavorare, in questa fase fondativa di una nuova agenda europea, in modo che sia il più possibile un’agenda che promuove la crescita, il lavoro e gli investimenti”.

“In questo quadro – ha spiegato – discuteremo anche con il presidente Juncker sostenendo le sue proposte, e insistendo – ha puntualizzato – sulla necessità che l’Unione bancaria per la quale si lavora sia uno strumento per migliorare la capacità delle banche di offrire credito alle imprese e di sostenere la ripresa, e che non ci siano invece misure inappropriate o intempestive che rischiano di produrre difficoltà nei meccanismi del credito e nella tutela del risparmio”.

“Siamo inoltre qui – ha continuato Gentiloni – per promuovere, nell’ambito delle diverse conversazione e occasioni che avremo, la candidatura di Milano come sede dell’Agenzia europea del Farmaco (Ema). Siamo convinti che sia una bella competizione tra diverse città europee, tutte valide; ma siamo orgogliosi del fatto che Milano, e lo dicono molte valutazioni indipendenti, è certamente una delle città che ha più capacità per ospitare l’Agenzia del Farmaco quando si trasferirà da Londra, facendola funzionare al massimo sin dal primo giorno”.

“Infine – ha detto ancora il presidente del Consiglio – siamo qui per rivendicare i risultati molto incoraggianti che l’Italia ha raggiunto per quanto riguarda il contrasto al traffico di migranti clandestini sulla rotta del Mediterraneo centrale”. “Sapete – ha ricordato parlando ai giornalisti – che i numeri degli sbarchi su quella rotta sono diminuiti drammaticamente negli ultimi quattro-cinque mesi. Sappiamo tuttavia – ha aggiunto – che questo risultato va consolidato, e abbiamo preso atto con soddisfazione anche del voto di stamani nel Parlamento europeo sui meccanismi comuni di una politica migratoria”.

Il riferimento di Gentiloni è al voto della commissione europarlamentare competente, che ha approvato stamattina un’ambiziosa proposta di riforma del regolamento di Dublino. Il nuovo testo, se approvato dalla Plenaria di Strasburgo e poi dal Consiglio Ue, creerebbe un sistema di “ricollocamento” permanente, equo ed automatico dei richiedenti asilo in tutti gli Stati membri, mettendo fine al principio attuale secondo cui il paese di primo arrivo de migranti deve farsi carico da solo dell’esame delle domande e della concessione dell’asilo.

“Ci aspettiamo che, oltre a rallegrarsi tutti in Europa per questi buoni risultati sui flussi migratori, ci sia anche, come credo chiederà il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk ai diversi Stati membri, un concorso di risorse economiche. Perché – ha sottolineato il premier – il momento per consolidare questi risultati è ora, e non sarà facile consolidarli, se non ci sono risorse economiche adeguate per il Nordafrica, per la Libia e per i paesi africani di transito”.  “Su questi obiettivi – ha concluso Gentiloni – mi auguro che ci sia un impegno comune non solo della famiglia socialista, ma della grande maggioranza dei paesi europei”.

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