mercoledì, 18 luglio 2018
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Habemus legem: Rosatellum 2.0
Pubblicato il 30-10-2017


Da tempo insistevo, anche dalle colonne del nostro giornale, sulla necessità imprescindibile di approvare una nuova legge elettorale che, dopo il fallimento del referendum costituzionale, diventava necessaria per armonizzare i modelli elettivi delle due camere. Questo parlamento ha prodotto il Rosatellum 2.0, una legge che prevede una quota ridotta di sistema maggioritario e una più ampia di proporzionale e che sarà la legge con cui si voterà nel 2018. Come tutte le leggi, è stata il prodotto della contingenza e del compromesso: andava ricercata una maggioranza parlamentare che, dopo mille mediazioni, è giunta a questo prodotto. Si tratta, senza dubbio, della miglior legge possibile che questo parlamento fosse in grado di approvare. Bello o brutto che sia, perfetto o perfettibile, il Rosatellum 2.0 ce lo dobbiamo tenere, e dobbiamo cominciare a pensare a come affrontarlo. In primis, nei collegi uninominali, i partiti o le coalizioni saranno obbligate a trovare i candidati più forti e più spendibili. Stando ai sondaggi, e respirando un po’ l’aria che tira, i collegi uninominali paiono avvantaggiare le coalizioni al danno del M5S, tanto che i grillini gridano allo scandalo, all’autoritarismo, alla non democraticità del modello elettorale. In realtà, i collegi uninominali un vantaggio ce l’hanno, restituendo il rapporto diretto tra elettori ed eletti, e garantendo, di fatto un maggior collegamento e una maggiore responsabilizzazione dei parlamentari nei confronti del territorio. Semmai, a mio avviso, si poteva aumentare la quota degli eletti negli uninominali, visto che impossibile era la procedura inversa, ovvero la riduzione del numero dei parlamentari. Personalmente, apprezzo meno la quota proporzionale, eletti che entreranno in un listino bloccato, senza preferenze, restituendo maggiore spazio ai partiti e minore agli elettori, ma capisco che di più non si poteva fare. Ora, appare chiaro, è giunto il momento di definire le coalizioni che si sfideranno e, allo stato attuale dei fatti, vedo avanti un centrodestra che, fiutando il sangue, pare in grado di ricompattarsi, rispetto a un centrosinistra mantecato dalle solite fratture e dai soliti dolori. I cinque stelle, stando ai sondaggi, dovrebbero avere comunque una forte pattuglia parlamentare, ma non sufficiente da garantire un governo grillino al paese. Credo tuttavia che i pentastellati dovrebbero fare tanta autocritica, avendo contribuito a far abortire qualsiasi percorso di legge maggioritaria che, sola, di fronte al desiderio di non allearsi con nessuno, li avrebbe potuti portare alla guida del paese. Ma forse è meglio così.

Leonardo Raito

Angela Merkel bce Berlusconi bersani CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Inps ISTAT italia lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Matteo Salvini Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia senato Sergio Mattarella Silvio Berlusconi siria UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento