martedì, 21 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Il dibattito va proseguito, ma la strategia aggiornata
Pubblicato il 12-10-2017


Il dibattito che abbiamo promosso, per la verità, sembra appena iniziato ,ma decidiamo di chiuderlo o meglio di rinviarlo a dopo le elezioni politiche perché adesso (come ci è stato suggerito in più di un intervento ) appare “prematuro” . Non è chiaro che cosa significhi tutto questo. Io penso che ,per confrontarsi,discutere, approfondire le diverse ipotesi di schieramento e di strategia politica,di collocazione del vecchio ma ormai piccolo Psi ,non ci siano tempi giusti ,”maturi”. I tempi sono sempre giusti per approfondire,anche per polemizzare,se necessario,con chiarezza e senza ipocrisie . Del resto,qualcuno ha scritto,”se non ci sono riusciti ben due congressi perché dovremmo indicare ora la strada da imboccare ? “ E’ vero ,da tempo non siamo più protagonisti,troppo spesso andiamo al traino di forze politiche più grandi ; ancora oggi abbiamo idee e proposte di cambiamento coraggiose ,ma che rimangono quasi sempre “prigioniere dei numeri bassi”. La politica ,lo sappiamo bene ,si fa con i grandi numeri del consenso. Non viviamo più nella stagione gloriosa di leader,come Bettino Craxi ,che con appena il 10-12 per cento di voti riusciva a mettere in crisi pachidermi come la Dc e il Pci,che calamitavano due terzi dei voti del nostro elettorato,mandando in letargo progetti come il “compromesso storico” . Sappiamo bene come tutto sia cambiato, a cominciare dalla fedeltà ideologica e politica di un tempo. Oggi dobbiamo fare i conti con un piccolo partito,povero,debole di risorse ma ricco di storia gloriosa. La domanda è sempre la stessa: che cosa fare ? Dobbiamo continuare a languire, a fare sacrifici enormi per presentare qua e là ,nelle elezioni amministrative,qualche lista socialista o civica,dove trovano posto esponenti del Psi ? E alle politiche siamo certi di farcela a conquistare il 3% o ci conviene allearci con gruppi che nulla hanno a che fare col socialismo,come suggerisce Gigi Covatta ,cioè con ex radicali,radicali doc,come Emma Bonino ( che sicuramente preferirà candidarsi al Senato col Pd,visto i suoi ottimi rapporti con Matteo Renzi ) e col ministro Calenda . Quest’ultimo gode di una grande reputazione : è conteso sia da Berlusconi che dal Pd .Infatti ,il figlio della scrittrice e regista Cristina Comencini,passa per un economista “neutrale”,fuori dai due blocchi (centro sinistra e centro destra). Qualcuno ha pronosticato che potrebbe diventare il Macron italiano. Non ne siamo convinti .Alla fine, a meno di un colpo di scena (passaggio a sorpresa nei Cinque stesse ),penso che si ritirerà dalla politica attiva,come peraltro ha più volte dichiarato. Covatta,nel suo disegno prospettico,ha anche immaginato che le forze e le personalità indicate potrebbero collegarsi con Pisapia e con quel “Campo progressista”,che ha divorziato,prima del matrimonio, con Mdp e il resto della sinistra. Mi sembrano ipotesi da laboratorio,irrealizzabili e,francamente,un po’ cervellotiche.

Personalmente sono convinto,interpretando anche le opinioni ( una trentina) di coloro che mi hanno inviato contributi, sull’Avanti! o nella mia mail personale , che le alternative possibili si riducono a una soltanto : l’alleanza,se si vuole evitare la confluenza, col Pd . Non vedo un futuro fuori da questo grande partito della sinistra che,comunque aderisce all’Internazionale socialista e al gruppo dei socialisti europei . E’ in quell’ambito che i dirigenti,i militanti del Psi dovranno far valere i loro valori: quel socialismo italiano,che risale agli albori del secolo scorso,con idee nuove ,in grado di rivitalizzare le proposte riformatrici, per attrarre le nuove generazioni,per sconfiggere i populismi di tutti i colori e la demagogia imperante . Il socialismo non è morto,nonostante le cattive notizie che negli ultimi tempi ci sono venuti dall’estero . Forse è di questo che dobbiamo continuare a parlare,per approfondire le strategie politiche (diverse da paese a paese) perché sono convinto che vi sia un grande spazio di azione politica,in Italia e in Europa,per forze autenticamente laiche,riformiste e socialiste .

Aldo Forbice

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Commenti all'articolo
  1. Condivisibile o meno, mi sembra molto realistica la tesi che “le alternative possibili si riducono a una soltanto: l’alleanza, se si vuole evitare la confluenza, col Pd”, ma se il futuro dei socialisti, o meglio di una loro parte, deve ruotare obbligatoriamente intorno al PD, questo mi pare significare che, altrettanto realisticamente, va abbandonata l’idea della autonomia, posto che la stessa mal si sposa, a mio avviso almeno, con il principio di alleanze obbligate, cioè a prescindere – a prescindere dunque anche dai programmi, il che lascia quantomeno un po’ perplessi – al punto da ritenere che tanto valga optare per la confluenza..

    Restando in tema di alleanze, e visto che sembra venir fermamente scartata ogni ipotesi di intesa con l’altro versante politico, mi riesce difficile comprendere perché ad esempio FI va bene quando permette di far passare una legge elettorale che pare essere gradita anche al PSI – ancorché il metodo, ossia il ricorso alla fiducia, abbia sollevato nel comune sentire non poche riserve – e diventa invece “incompatibile” se si tratta di mettere in conto eventuali ulteriori accordi, per così dire più organici, con detta forza politica (l’escluderlo in maniera pregiudiziale, ancor prima di valutare se potrebbero esservi convergenze programmatiche, non si confà molto e verosimilmente ad un partito di estrazione laica e riformista).

    Paolo B. 16.10.2017

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