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Opinioni e commenti
 

Il Rosatellum verso l’Aula, tra voti segreti e fiducia
Pubblicato il 20-10-2017


senatoLegge elettorale al giro di boa dell’Aula del Senato. Con ogni probabilità il Rosatellum arriverà nell’emiciclo di Palazzo Madama senza mandato al relatore, visto che è stato calendarizzato dalla conferenza dei capigruppo per martedì prossimo, 24 ottobre, senza la formula ‘ove concluso l’esame in commissione’. È possibile quindi che il Governo ponga la questione di fiducia, anche se il dado non è stato ancora tratto in attesa di leggere gli emendamenti che verranno presentati in Aula. Il termine scade lunedì 23 alle ore 13.

Intanto, concluso il giro di audizioni dei costituzionalisti, la prima commissione di palazzo Madama porta avanti il lavoro sulla riforma. Sono 181 le proposte di modifica dei gruppi parlamentari depositate stamattina. Due arrivano anche dal Partito democratico, e sono a prima firma Claudio Micheloni, eletto nella circoscrizione Europa, e Francesco Giacobbe, eletto nella circoscrizione Oceania. Tutte e due riguardano il voto degli italiani all’estero, e chiedono la soppressione della norma, ribattezzata da alcuni ‘salva Verdini’, che consente di eleggere fuori patria anche chi risiede nel territorio italiano.

Facendo i conti sulle richieste dei partiti, M5S ha presentato 69 emendamenti, Sinistra italiana 41 e Mdp 28, il gruppo Misto 12, 13 dal Gal, 7 da ‘Idea’, 4 dalla Lega e 1 dalle Autonomie. Anche Alternativa popolare ha presentato 4 emendamenti. A questi si aggiungono i 2 del Pd. Da lunedì pomeriggio, in attesa dei lavori d’Aula che iniziano il giorno dopo, si comincerà a votare in commissione. Da parte sua il Governo sta a guardare. Alcune proposte di modifica avanzate dal Movimento 5 Stelle, nella commissione presieduta da Salvatore Torrisi, riguardano le minoranze linguistiche. Su questa parte della legge possono chiedere il voto segreto.

La parte sulle minoranze linguistiche, viene però osservato in ambienti della maggioranza di Governo, non è quella dirimente rispetto al complesso delle norme contenute nel Rosatellum. Ma se anche per l’Aula si dovessero presentare proposte di modifica che implicano il voto segreto, questo verrebbe considerato un atteggiamento ostruzionistico. L’indicazione è che si vuole procedere come accaduto nei mesi scorsi sul Tedeschellum, poi affossato, che porterebbe di conseguenza l’utilizzo dello strumento della fiducia.

In commissione ed in Aula, sulla carta, l’accordo trasversale sulla legge supera i numeri che appoggiano il Governo Gentiloni, visto che anche Lega, Forza Italia e Ala si schierano a favore del provvedimento. Per il Carroccio, per FI, e probabilmente anche per i 14 senatori verdiniani, resta però l’incognita della fiducia e dell’atteggiamento da assumere. Il punto è se partecipare al voto per garantire il numero legale, oppure, visto che l’astensione è comunque preclusa perché al Senato equivale a voto contrario, non partecipare. Mossa, quest’ultima, che pero’ aprirebbe alle altre forze di opposizione il varco per tentare il blitz e far mancare il numero legale.

Quanto alle votazioni in Assemblea, se il Governo porrà la questione di fiducia, a Palazzo Madama si sottolinea che con ogni probabilità bisognerà declinarla al plurale: ci sarà infatti più di un voto e c’è chi, dall’opposizione, già ieri sottolineava di almeno 5 fiducie per approvare il testo. In quel caso ci vorrà poi anche un voto finale sul ddl nel suo complesso, che non sarà, da regolamento, a scrutinio segreto. Atteso, in Aula, l’intervento del presidente emerito della Repubblica Giorgio Napolitano, che ha già avuto modo di criticare la decisione del governo di porre la questione di fiducia. L’obiettivo della forze che sostengono il Rosatellum resta quello di approvare la legge in settimana, possibilmente giovedì 26, e passare poi alla sessione di Bilancio. Fuori dal Palazzo ci sarà la protesta dei 5 Stelle, convocata per mercoledì 25 che potrebbe protrarsi fino al giorno dopo.

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