venerdì, 19 ottobre 2018
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Opinioni e commenti
 

Indipendentismo. Curdi e catalani su fronti opposti
Pubblicato il 25-10-2017


indipendenze-2Due moti di indipendenza, due fronti opposti. Mentre in Europa la Catalogna è ormai decisa a proseguire verso l’indipendenza, sul fronte orientale i curdi pensano a trattare. Due referendum nello stesso periodo (25 settembre il Kurdistan; 1 ottobre la Catalogna) che hanno visto la vittoria del fronte indipendentista per entrambi e in entrambi i casi i Governi centrali non hanno riconosciuto la legittimità del voto.
Carles Puigdemont, il presidente catalano, ha deciso di non intervenire al Senato spagnolo in merito all’applicazione dell’articolo 155 della Costituzione, ovvero quell’articolo che permette allo stato spagnolo di costringere una Comunità autonoma (come la Catalogna) a rispettare la legge. Mentre il governo del Kurdistan ha deciso questa notte di congelare i risultati del referendum del 25 settembre per l’indipendenza, per riaprire il dialogo con Baghdad. Una sconfitta politica che però potrebbe evitare una guerra aperta.
Ieri i combattimenti sono cominciati in tre punti lungo il confine tra la provincia irachena di Ninive e la regione autonoma del Kurdistan.
“Gli scontri continui non porteranno nessuna parte alla vittoria, ma spingeranno il Paese verso il disordine e il caos, colpendo tutti gli aspetti della vita”, afferma una nota del governo regionale di Erbil. L’esecutivo curdo auspica un “cessate il fuoco immediato” e chiede un “dialogo aperto” con il governo federale di Baghdad facendo un passo indietro sul voto del 25 settembre. “Congeliamo il risultato del referendum e apriamo un dialogo, basato sulla Costituzione, tra il governo del Kurdistan e quello di Baghdad”, afferma la nota. Baghdad ritiene illegittimo il referendum per l’indipendenza del Kurdistan iracheno ma “non cessa il dialogo con i curdi”, ha dichiarato il ministro degli Esteri iracheno, Abbas al Jaafari, durante un intervento pubblico in una università di Mosca.
A preoccupare i curdi è stato inoltre il nuovo incontro di ieri tra il presidente Al-Abadi e il suo omologo turco Recep Tayyip Erdogan. Nelle ultime 24 ore ci sono stati scontri in alcune aree nel nord-ovest dell’Iraq, verso il confine con la Siria. L’esercito di Baghdad, appoggiato dalle milizie sciite Hashid Shaabi, sta cercando di prendere il controllo del valico di confine di Fish Khabur, tra il Kurdistan, la Siria e la Turchia, attraverso il quale passa il principale oleodotto per le esportazioni del petrolio verso il territorio turco.

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