giovedì, 18 ottobre 2018
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Ingiusto licenziamento. Risarcimento o reintegra? Come funziona
negli altri Paesi
Pubblicato il 25-10-2017


Welfare

LE INVALIDITA’ CIVILI SONO COMPETENZA INPS

L’accertamento delle pensioni di invalidità civile può tranquillamente passare dalle Asl all’Inps. Così aveva fatto il commissario ad acta della Regione Calabria, il quale, anche in un’ottica di risparmi per le finanze pubbliche, aveva sottoscritto un protocollo di intesa sperimentale con l’Istituto di previdenza, assegnando a quest’ultimo tutte le mansioni di controllo degli invalidi civili. In linea anche con quanto previsto dalla legge 102 del 2009.

Una manovra che non è piaciuta alla Regione, che ha imboccato la strada del contenzioso davanti ai giudici amministrativi. Non avendo, però, avuto soddisfazione in primo grado, l’ente ha deciso di proseguire la battaglia davanti al Consiglio di Stato. Lo scorso agosto i giudici di appello hanno sospeso, in sede cautelare, la decisione del Tar, ma con la sentenza breve pubblicata di recente (terza sezione, numero 4628, presidente Frattini, relatore Realfonzo) hanno definitivamente affossato le pretese della Regione.

Quest’ultima ha perso su tutta la linea. A partire dal fatto che il suo ricorso è stato ritenuto inammissibile, perché quelle in discussione non sono competenze che la Costituzione attribuisce alla Regione e, dunque, non c’era alcun interesse meritevole di tutela che l’ente potesse far valere davanti ai giudici.

Nonostante questi presupposti, il Consiglio di Stato è voluto andare fino in fondo e anche nel merito ha giudicato il ricorso infondato.

Il commissario aveva, infatti, le competenze per chiamare in causa l’Inps e questa operazione gli ha dato ragione, perché sono stati realizzati risparmi di spesa. Per esempio, i medici delle Asl che prima dovevano accertare i requisiti dei pensionati invalidi civili, ora possono fare altro. E non è vero – come sosteneva la Regione – che per gli utenti cresceranno i disagi, perché dovranno viaggiare per recarsi presso le sedi Inps di Catanzaro, Reggio Calabria e Rossano Calabro. L’articolazione delle sedi dell’Istituto sul territorio – ha precisato la terza sezione – è più capillare e i pensionati potranno effettuare le visite anche presso tutti i centri medici legali presenti nelle direzioni provinciali (dunque, anche a Cosenza, Crotone e Vibo Valentia) e nelle agenzie Inps di Lamezia Terme e Rossano.

Nuove competenze per i dipendenti pubblici

UNIVERSITA’ ED INPS INSIEME A LAVORO

Il 25 settembre scorso, presso la sede di Monte S. Angelo della Federico II, si è svolto l’evento di chiusura dei corsi di formazione che il Demi, diretto dalla dottoressa Adele Caldarelli, ed in particolare il gruppo di “Organizzazione Aziendale” coordinato dai professori Gianluigi Mangia e Riccardo Mercurio, ha organizzato in collaborazione con l’Inps di Napoli, rappresentato dal dirigente locale Dr. Bafundi Roberto, nell’ambito del progetto Valore PA.

I corsi tenuti presso il Dipartimento di Economia, Management e Istituzioni della Federico II hanno avuto ad oggetto temi di notevole attualità e importanza che impattano in maniera significativa sulle sfide impegnative che le pubbliche amministrazioni stanno affrontando, come quelli relativi alla spending review, alla comunicazione pubblica e all’utilizzo dei nuovi mezzi digitali, insieme a quello della trasformazione organizzativa nella PA.

L’intento condiviso dell’Inps con il Demi ed il gruppo di “Organizzazione Aziendale” è stato quello di potenziare la rete tra i partecipanti provenienti da diverse pubbliche amministrazioni che hanno aderito al progetto formativo.

L’obiettivo primario dell’iniziativa è stato quello di mirare sulla formazione come elemento che crea un “valore” per il sistema, da cui il titolo scelto per il progetto, amplificando il bagaglio di conoscenze di coloro che ne hanno preso parte e perfezionando ed implementando l’impiego di molteplici strumenti metodologici.

Gli incontri, oltre ad un approccio teorico, hanno dato luogo anche ad una importante fase di progettazione sul campo, mediante prove pratiche in aula di verifica di situazioni reali, con esempi specifici e discussione di casi concreti.

Risarcimento o reintegra?

LE SCELTE DEGLI ALTRI PAESI IN CASO DI LICENZIAMENTO

Il risarcimento è il rimedio predominante in caso di licenziamento individuale ingiustificato. Questo è il dato che emerge da una recente indagine condotta da Toffoletto De Luca Tamajo, uno dei maggiori studi legali italiani specializzato in diritto del lavoro e sindacale per le aziende e contratti di agenzia.

Il monitoraggio, che ha coinvolto 41 Paesi in tutto il mondo, ha preso in considerazione esclusivamente il regime sanzionatorio applicabile alle aziende di medie e grandi dimensioni in caso di licenziamento individuale ingiustificato. Escluse, invece, dall’oggetto dell’analisi le sanzioni in caso di licenziamento di dirigenti o rappresentanti sindacali, di lavoratori dipendenti di aziende di piccole dimensioni e le conseguenze sanzionatorie prefigurate per il licenziamento discriminatorio, per violazioni procedurali o per cessazione di contratti a termine.

I risultati sono stati ben rappresentati nella nuova Law Map dello Studio appena pubblicata, che evidenzia come a livello globale siano in minoranza i Paesi nei quali la reintegrazione è prevista come rimedio esclusivo. È questo il caso di Austria, Germania, Norvegia, Repubblica Ceca, Ucraina, Slovacchia e Romania; o di altri Paesi come Russia, Panama o Portogallo, dove tuttavia il lavoratore può optare per il pagamento di un’indennità sostitutiva (come in Italia fino alla riforma del 2012).

È bene sottolineare, poi, che in gran parte dei Paesi oggetto di indagine, pur essendo previsti legislativamente sia il risarcimento che la reintegrazione, di fatto quest’ultima non viene quasi mai disposta. Si tratta, in particolare, di Francia, Spagna, Uk, Australia, Lussemburgo, Cipro, Danimarca, Irlanda, Svezia e Ungheria; e ancora di Messico, Turchia, Israele ed Emirati Arabi.

La reintegrazione è del tutto esclusa, invece, in Svizzera, Finlandia, Belgio, Argentina e Cile, dove l’unico rimedio possibile è il pagamento a favore del lavoratore di un’indennità risarcitoria, il cui ammontare varia da Paese a Paese: in Finlandia, ad esempio, può arrivare fino a 24 mensilità; in Svizzera, invece, fino a un massimo di 6.

Menzione a parte meritano gli Stati Uniti che ad oggi rappresentano l’unico Paese (tra quelli presi in esame) in cui non trova applicazione alcuna sanzione, considerato che il licenziamento, salvo alcune specifiche eccezioni, può essere intimato in qualunque momento, anche senza preavviso e motivazione.

Anmil

AUMENTANO GLI INFORTUNI SUL LAVORO

La situazione per quanto riguarda gli infortuni sul lavoro resta allarmante: 421.969 eventi denunciati (dati sino ad agosto), +1,2% rispetto al 2016. Ma soprattutto 682 infortuni mortali denunciati, +4,7%. Lo denuncia l’Anmil, l’associazione per le vittime degli infortuni sul lavoro celebrando la 67ma giornata nazionale. La preoccupazione per l’aumento infortunistico – viene spiegato – è dettata soprattutto dal fatto che a determinarlo sono stati i comparti industria e servizi (2%) e Conto stato dipendenti (3,3%). il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella è recentemente intervenuto per sottolineare come sia “inconcepibile” registrare tutte queste morti sul lavoro, specialmente tra i giovanissimi”.

“Parliamo – ha detto il presidente Franco Bettoni – proprio di carenza di sicurezza nei luoghi di lavoro più rischiosi”. Come sede della manifestazione nazionale quest’anno è stata scelta Cagliari, ma i festeggiamenti si sono svolti in tutte le 106 sedi dell’associazione. Lo slogan scelto per l’edizione 2017 è “Cambiamo la storia”. A partire – ha rimarcato – dal completamento dell’attuazione del Testo unico sicurezza. “Sono più di venti i programmi ancora da attuare – ha concluso Bettoni – e alcuni riguardano materie anche di grande rilievo”.

I temi caldi affrontati a Cagliari sono stati: qualificazione delle imprese, sorveglianza sanitaria, lavoratori disabili al lavoro, malattie professionali. Sul fronte della tutela delle vittime, l’Anmil si batte per la rivalutazione delle prestazioni economiche Inail. Arretrano invece le malattie professionali denunciate: -2,8% rispetto al 2016. La giornata è iniziata con la messa nella chiesa di San Paolo. Poi c’è stata la partecipata manifestazione al Conservatorio musicale di Cagliari. Toccanti sono state le testimonianze di chi ha subito danni e dolori. Come la storia di Antonio, in coma dopo essere stato colpito da una trivella mentre scavava un pozzo a Sarroch. Ferito non solo fisicamente: “Il processo al di là della necessità di ricevere giustizia – ha raccontato – significò per me nel contempo infierire ulteriormente sulla condizione di fragilità che mi stava accompagnando. Stavo male”. Un messaggio di sofferenza, ma anche di speranza. “Oggi sto bene grazie alla terapia farmacologica, allo sport e alla mia famiglia”.

Carlo Pareto

Angela Merkel bce Berlusconi bersani CGIL crisi Donald Trump elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Inps ISTAT italia lavoro Lega legge elettorale Luigi di Maio M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Matteo Salvini Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia senato Sergio Mattarella Silvio Berlusconi UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento