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Opinioni e commenti
 

Inps, entro il 10 ottobre versamenti per colf e badanti. Lavoro, aziende italiane al top per aiuto famiglie
Pubblicato il 04-10-2017


Lavoro

COLF E BADANTI: ENTRO IL 10 OTTOBRE IL VERSAMENTO ALL’INPS

È scattato il conto alla rovescia per il versamento dei contributi Inps relativi a colf e badanti. Entro il 10 ottobre prossimo tutte le famiglie che si avvalgono della collaborazione di personale domestico dovranno saldare la rata relativa al terzo trimestre (luglio – settembre) del 2017. Lo faranno nella consapevolezza che la riforma Fornero ha a suo tempo introdotto un contributo addizionale dell’1,40% in caso di contratto a tempo indeterminato.

Le novità contributive.

Con la circolare 25 dell’8 febbraio 2013 l’Inps ha infatti fornito per la prima volta due tabelle: una da utilizzare per i lavoratori assunti a tempo indeterminato e l’altra per i rapporti a termine. Nel caso l’orario non superi le 24 ore settimanali, per entrambe le tipologie di contratto i contributi orari sono commisurati a tre diverse fasce di retribuzione effettiva. Quando, invece, si sforano le 24 ore il contributo orario diventa fisso.

Il contributo addizionale

Ma la vera novità anche di quest’anno resta tuttavia sempre il versamento del contributo addizionale dell’1,40% all’Inps. Nel caso, comunque, il contratto di lavoro a tempo determinato venga trasformato in tempo indeterminato, il contributo addizionale a carico del datore di lavoro viene restituito per gli ultimi sei mesi di rapporto. Al riguardo l’Istituto ricorda che a partire dal primo gennaio 2013, per effetto dell’articolo 2 della legge 92/2012 – la cosiddetta riforma Fornero – l’assicurazione contro la disoccupazione involontaria è stata prima sostituita dall’Assicurazione sociale per l’impiego (Aspi) poi dall’attuale Naspi.

Retribuzione

Sul fronte della retribuzione restano ancora in vigore i minimi per il 2016, diversificati a seconda dell’inquadramento e della tipologia di mansione. Come ogni anno, precisa l’Ente di previdenza, i minimi presi a riferimento l’anno scorso per l’obbligazione contributiva di cui si tratta vengono se del caso aggiornati sulla base delle rilevazioni Istat da una apposita commissione istituita ad hoc.

Il versamento

La corresponsione degli oneri assicurativi dovuti può essere effettuata, a scelta, con uno dei seguenti mezzi: 1) rivolgendosi ai soggetti aderenti al circuito “Reti Amiche”; Il pagamento è disponibile, senza necessità di supporto cartaceo, presso: – le tabaccherie che espongono il logo “Servizi Inps” ; – gli sportelli bancari di Unicredit Spa; – tramite il sito Internet del gruppo Unicredit Spa per i clienti titolari del servizio di Banca online; – a partire dalla fine del 2011, inoltre, il versamento senza bollettino può essere praticato anche presso tutti gli sportelli di Poste Italiane, con le modalità prefigurate per il circuito Reti Amiche. 2) online sul sito Internet www.inps.it nella sezione “Servizi Online/Per tipologia di utente/Cittadino/Pagamento contributi lavoratori domestici”, utilizzando la carta di credito; 3) utilizzando il bollettino Mav – Pagamento mediante avviso – inviato dall’Inps o generato attraverso il sito Internet www.inps.it, nella sezione “Servizi Online/Per tipologia di utente/Cittadino/Pagamento contributi lavoratori domestici”, pagabile senza commissione presso le banche oppure presso gli uffici postali, con addebito della commissione; 4) telefonando al Contact Center numero verde gratuito 803164, impiegando la carta di credito. Soltanto nel caso di rapporti di lavoro a carattere temporaneo, occasionale e di breve durata, è possibile ricorrere alla modalità di versamento tramite i buoni lavoro (voucher). Di seguito si riporta la tabella dei contributi relativi all’anno di riferimento 2017:

Rapporti di lavoro di durata fino a 24 ore settimanali – retribuzione oraria effettiva – contributo orario (tra parentesi la quota a carico del lavoratore) con Cuaf (*) senza Cuaf

Retribuzione oraria Contributo orario con Cuaf Contributo orario senza Cuaf*

fino a 7,88 euro 1,49 (0,35) 1,50 (0,35)

da 7,88 euro fino a 9,59 euro 1,68 (0,39) 1,69 (0,40)

oltre 9,59 euro 2,05 (0,48) 2,06 (0,48)

più di 24 ore settimanali 1,08 (0,25) 1,09 (0,25)

(*) Il contributo Cassa Unica Assegni Familiari (Cuaf) è sempre dovuto, esclusi i casi di rapporto di lavoro tra coniugi e tra parenti o affini entro il terzo grado conviventi. (parenti: figli, fratelli o sorelle e nipoti; affini: genero, nuora e cognati). Fra parentesi è invece indicata la quota parte a carico del lavoratore. Se la colf però lavora più di 24 ore settimanali presso la stessa famiglia l’onere previdenziale complessivamente dovuto è di 1,08 euro (0,25) (o di 1,09 (0,25) senza Cuaf) a prescindere dalla retribuzione oraria effettivamente percepita. Da ricordare, infine, che la prossima scadenza, quella relativa al pagamento del 4° trimestre 2017 (ottobre – dicembre 2017), sarà per il 10 gennaio dell’anno prossimo.

Lavoro

COLF E AGEVOLAZIONI FISCALI

Il datore di lavoro deve versare i contributi del lavoratore domestico sulla base della retribuzione oraria concordata tra le parti, potendo così usufruire di agevolazioni fiscali.

Il datore di lavoro che corrisponde regolarmente i contributi all’Inps per colf o assistenti familiari può usufruire di agevolazioni fiscali.

I contributi obbligatori versati per le colf e per gli addetti all’assistenza possono essere dedotti dal proprio reddito per un importo massimo di 1.549,36 euro l’anno e il datore di lavoro deve conservare le ricevute dei bollettini Inps. L’importo massimo deducibile è fisso e non varia in base ai redditi dichiarati.

Per gli addetti all’assistenza di persone non autosufficienti, il datore di lavoro può detrarre dall’imposta lorda il 19% delle spese sostenute, per un importo massimo di 2.100 euro l’anno. La detrazione spetta al soggetto non autosufficiente o ai familiari che affrontano la spesa.

Per beneficiare dell’agevolazione, sono necessari il certificato medico che attesti la condizione di non autosufficienza, da esibire a richiesta dell’amministrazione finanziaria, e le ricevute delle retribuzioni erogate, firmate dall’assistente familiare.

Si può usufruire della detrazione se il reddito complessivo è inferiore a 40.000 euro e la deduzione fiscale per la colf si può sommare alla detrazione prevista per l’assistente familiare, e viceversa.

Libri a rate e figli in ufficio

AZIENDE ITALIANE PIÙ FAMILY FRIENDLY

Riaperte le scuole, per le famiglie ricomincia la gara contro il tempo per riuscire a far quadrare tutto: lavoro, casa, cura dei figli, compiti, colloqui con gli insegnanti. Un impegno gravoso che le aziende più evolute alleggeriscono con vari strumenti: dai contributi e bonus-permessi per l’assistenza ai figli (41%) a sconti e rateizzazioni per l’acquisto di libri di testo fino, a permessi per portare i figli sul posto di lavoro (49%). E l’Italia, una volta tanto, presenta una realtà migliore, sensibilmente in crescita e nettamente più avanzata del resto d’Europa e del mondo.

È quanto emerge dalla ricerca Top Employers Institute (ente certificatore di aziende eccellenti per ambiente di lavoro e politiche di risorse umane), effettuata su 1.230 aziende certificate in 116 Paesi del mondo, di cui quasi 100 in Italia, che analizza approfonditamente gli interventi aziendali in favore delle famiglie, con particolare attenzione alle necessità legate al rientro scolastico.

Il 41% delle aziende italiane prevede contributi per la cura dei figli e, in alcuni casi, bonus-permessi per assentarsi in orario di lavoro, per esempio, per colloqui scolastici o per seguire i ragazzi nei compiti. Un dato in crescita rispetto all’anno scorso (37%), sensibilmente più alto di quello europeo (32%) e mondiale (28%).

E, sempre nell’ottica di favorire il rapporto genitori-figli anche in ambito lavorativo, il 49% delle aziende italiane è ‘family friendly’ e permette che i figli vadano a trovare il papà o la mamma sul posto di lavoro per un’intera giornata, mentre in Europa la percentuale è minore (42%) e nel resto del mondo ancora più bassa (38%). Non solo, ma, in casi di necessità, il 41% delle aziende italiane permette che il figlio possa rimanere in ufficio tutto il giorno e le aziende più evolute stanno pensando di provvedere con sale attrezzate e personale dedicato.

“Sono dati significativi, che riflettono la sempre maggiore attenzione verso le esigenze di vita familiare dei dipendenti. Dati in continua crescita, che dimostrano una realtà all’avanguardia in Europa. Una realtà che si accompagna a una crescente personalizzazione e attenzione alle esigenze dei dipendenti”, ha affermato Massimo Begelle, Deputy Country manager Italia di Top Employers Institute.

“Così, tra le aziende Top Employers Italia 2017, troviamo aziende che propongono la trasformazione dei bonus in ‘monte ore’ da utilizzare per stare in famiglia, oppure l’acquisto centralizzato dei libri di testo scolastici, riuscendo ad ottenere una scontistica importante e la possibilità di rateizzare la spesa in più mesi, con trattenute in busta paga”, ha concluso.

Per la conciliazione vita lavoro

BENE DECRETO SU SOSTEGNO ALLA CONTRATTAZIONE

“La firma del decreto ministeriale, annunciata dalla sottosegretaria Boschi, con cui vengono definiti i criteri per il sostegno alla contrattazione aziendale in tema di conciliazione vita-lavoro è una buona notizia che aspettavamo da tempo e che permette di rilanciare una contrattazione decentrata al servizio dei bisogni delle persone”. Lo ha dichiarato Gigi Petteni, segretario confederale Cisl.

“E’ importante avere previsto che per il 2017 e 2018 vengono messi a disposizione 110 milioni di euro – ha spiegato – per sostenere una contrattazione tra le parti sempre più tesa a meglio conciliare le flessibilità aziendali con i cicli di vita delle donne e degli uomini che lavorano. Per quanto non previsto espressamente dal testo della legge, il sindacato tutto ha da tempo interloquito positivamente con il ministero e sollecitato una attuazione propositiva e attiva dell’articolo 25 del decreto legislativo 80/2015, una delle norme del Jobs act più nobili e fino ad oggi in attesa di attuazione”.

“Assieme alle norme già rodate su premi di risultato, welfare aziendale e partecipazione organizzativa abbiamo ora un ulteriore stimolo per diffondere nelle imprese di ogni dimensione una contrattazione innovativa capace di estendere diritti e tutele che concentrandosi sui bisogni di cura, sui congedi parentali, sulle ferie solidali, sul sostegno ai lavoratori diversamente abili. Come sindacato approfondiremo i contenuti del decreto e avvieremo una campagna informativa e di orientamento per far crescere la contrattazione delle diverse forme di conciliazione tra vita e lavoro”, ha concluso.

Carlo Pareto

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