giovedì, 21 giugno 2018
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Opinioni e commenti
 

OCCUPATI MA PRECARI
Pubblicato il 02-10-2017


lavoro

Il tasso di disoccupazione scende all’11,2% ad agosto 2017, in calo di 0,2 punti percentuali da luglio e di 0,4 punti da agosto 2016. Lo comunica l’Istat che rileva che “la crescita congiunturale dell’occupazione interessa tutte le classi di età ad eccezione dei 35-49enni ed è interamente dovuta alla componente femminile (nuovo record storico per il livello del tasso di occupazione al 48,9%), mentre per gli uomini, dopo l’incremento dei due mesi precedenti, si registra un calo. Un buona notizia. Purtroppo però l’aumento riguarda i dipendenti a termine, mentre restano stabili i permanenti, ancora in lieve calo gli indipendenti.

Nel periodo giugno-agosto si registra una crescita degli occupati rispetto al trimestre precedente (+0,5%, +113mila) che interessa entrambe le componenti di genere e tutte le classi di età ad eccezione dei 35-49enni. L’aumento interessa i lavoratori dipendenti, quasi esclusivamente a termine, mentre calano gli indipendenti. Su base annua si conferma l’aumento degli occupati (+1,6%, +375mila). La crescita interessa uomini e donne e riguarda i lavoratori dipendenti (+417mila, di cui +350mila a termine e +66mila permanenti), mentre calano gli indipendenti (-42 mila). A crescere sono soprattutto gli occupati ultracinquantenni (+354mila), ma anche i 15-34enni (+167 mila), mentre calano i 35-49enni (-147mila, sui quali influisce in modo determinante il calo demografico). Il tasso di inattività è stabile al 34,2%.

Per l’occupazione femminile si tratta di record. Però resta comunque inferiore al 50% e minore di quella maschile (67,5%) di quasi 20 punti. Ad agosto in discesa anche il tasso di disoccupazione dei 15-24enni che arriva al 35,1%. L’Istat registra per la disoccupazione giovanile una diminuzione di 0,2 punti percentuali rispetto al mese precedente e di 2,2 punti rispetto al 2016.

Il segretario del Pd Matteo Renzi prende la palla al balzo per sottolineare quanto fatto per riformare il mercato del lavoro con il jobs act: “Giù la disoccupazione, su gli occupati. Non serve darci ragione sul passato: dateci ascolto sul futuro” scrive su twitter. E il vice segretario Pd Maurizio Martina invita a proseguire: “Bene i dati Istat. Più 978mila posti di lavoro sono realtà. Ora non fermarsi ma fare ancora di più”.  Dati che il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan definisce “molto incoraggianti in termini di occupazione creata negli ultimi tre anni e mezzo”.  “Si tratta di risultati – spiega Padoan, intervenendo al Foro di dialogo Italia-Spagna – che vanno scritti alla crescita ma anche a misure di rafforzamento del mercato del lavoro”.

Sostanzialmente positivi i commenti dei sindacati. La Cisl considera “positivo” il dato sul lavoro ma sottolinea la necessità che la prossima legge di stabilità sia “coerente” e irrobustisca la crescita. “Ancora una volta – dice la segretaria generale, Annamaria Furlan – abbiamo un dato positivo dall’Istat e questo è assolutamente importante: cresce il Pil e cresce finalmente anche un po’ l’occupazione. Per cui sarà importantissimo che la Legge di stabilità sia coerente con questi dati. Ci sono ancora milioni di disoccupati e per questo abbiamo un grande lavoro da fare per l’utilizzo dell’apprendistato, la diffusione dell’alternanza scuola-lavoro ma soprattutto per le politiche attive del lavoro per accompagnare i lavoratori che perdono il posto verso una nuova occupazione”.

Per Carmelo Barbagallo, segretario Uil bisoigna stare attenti a non abbassare la guardia “Troppo consistente – continua il leader della Uil – ancora è la componente dei contratti a termine e, anche se il numero dei disoccupati diminuisce, occorre affrontare la questione alla luce dell’evoluzione dell’impresa 4.0 e dei suoi possibili effetti sul mercato del lavoro”. Ecco perché, conclude il numero uno della Uil, “se, da un lato, bisogna mantenere in piedi un efficace sistema di ammortizzatori sociali, dall’altro è necessario mettere in atto politiche di investimento che puntino in modo strutturale alla crescita dell’occupazione e dell’economia”.

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