domenica, 22 luglio 2018
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Opinioni e commenti
 

PARTITA APERTA
Pubblicato il 06-10-2017


DELRIO-LUPI-facebookIl Parlamento si rimette in moto per lo Ius soli nonostante le difficoltà iniziali. Sembrava ormai una legge da mettere nel cassetto, ma ora a mobilitarsi non è più solo Mdp e la sinistra in Parlamento, ma anche le alte cariche del Governo. Il primo a rompere gli indugi è il ministro dell’Infrastrutture Graziano Delrio che ha aderito allo sciopero per l’attuazione dello Ius soli. “Il parlamentare risponde alla nazione, non alla disciplina di partito. Sui diritti civili non ci si astiene”, afferma il ministro Delrio che aggiunge: “Non dobbiamo avere paura dei bambini. Bisogna aiutare l’integrazione. Questo voto è di coscienza individuale dei parlamentari. Non so se ci sarà la maggioranza o meno. Se non ce la facciamo, amen. Ma mi interessa fare un dibattito ragionato, tranquillo, ragionevole. Dimostriamo di essere un grande Paese”. In realtà però era già stato il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, dopo l’ennesimo rinvio nella calendarizzazione in Aula, a prendere “l’impegno” a verificare “in autunno” la possibilità di approvare lo Ius soli. Un’impresa ardua perché il provvedimento sulla cittadinanza agli stranieri è possibile solo con il voto di fiducia vista la mole di quasi 5mila emendamenti che impedirebbero l’approvazione nell’ultimo scorcio di legislatura. Portata a casa, nonostante lo strappo di Mdp, la maggioranza assoluta sulla variazione di bilancio, ora il governo può tornare a sondare gli alleati di governo su un provvedimento che vedrebbe favorevole anche Sinistra Italiana. “Il dossier è sul tavolo”, assicurano fonti di governo non garantendo però sull’esito delle verifiche. L’incognita è ancora una volta quella dell’alleato numero uno al Governo: Alternativa Popolare. Anche se ufficialmente Ap dice di non aver cambiato idea, una minoranza dei centristi non è così contraria al provvedimento. E vorrebbe lavorare ad una mediazione. “Sulle nostre proposte – spiega la senatrice Simona Vicari – abbiamo ricevuto informalmente dei riscontri. Ieri ho parlato con il ministro Anna Finocchiaro e abbiamo capito che se ci daranno la possibilità di andare un minimo avanti e non fare tristi battaglie elettorali ce la possiamo fare”. Il punto per superare le “barricate” sarebbe accentuare l’aspetto che lega la cittadinanza dei bambini al percorso scolastico più che alla nascita.
“Riconosciamo ad Alternativa popolare senso di responsabilità e lealtà verso la coalizione, anche sulle questioni più delicate”, così ha dichiarato il Senatore Enrico Buemi, Capogruppo Psi in commissione giustizia. “È giunto il momento di fare uno sforzo ulteriore, pur nella diversità di valutazioni sul provvedimento, affinché sia data all’Italia una moderna e aggiornata legge sul diritto di cittadinanza”, ha continuato Buemi. “Come gli amici di Ap sanno il riconoscimento della cittadinanza non è automatico ma prevede un percorso non breve di apprendimento delle nostre leggi e della nostra lingua”, ha sottolineato il senatore socialista. “La condivisione che essi stessi hanno avuto sul provvedimento alla Camera non può mancare al Senato e questo senso di responsabilità che viene chiesto loro da parte di noi socialisti non è una rinuncia alle proprie valutazioni ma voglia di guardare avanti, poiché anche noi in varie occasioni abbiamo condiviso le loro posizioni”, ha concluso Buemi.
Tuttavia dagli scranni del Senato, Maurizio Lupi continua a chiudere ogni possibilità in proposito.
“Leggo di nuove e fantasiose ipotesi di manovre parlamentari per giungere all’approvazione dello Ius
soli. Ribadisco quanto Ap ha sempre sostenuto: la cittadinanza non è l’inizio ma il termine di un percorso, per la quale ai figli di cittadini stranieri non basta la nascita, ma è il compimento di un percorso che prevede l’apprendimento della lingua e della nostra cultura con i valori costituzionali ad essa connessi. In questo sono totalmente d’accordo con il presidente della CEI cardinale Bassetti”, dice Lupi e precisa: “La legge in discussione al Senato non dice questo, o lo dice solo in una parte, quella sullo Ius culturae. Noi vogliamo inoltre che in questo percorso sia coinvolta la famiglia, che deve sottoscrivere l’adesione ai valori della Costituzione e richiedere espressamente la cittadinanza per il figlio nato in Italia”. “Di questo vogliamo che si parli, che in Senato si discuta in modo approfondito, non voteremo mai la fiducia posta su un tema così delicato e che non è nel programma di governo, nè usciremo dall’Aula”, prosegue il senatore di Ap. “Altri hanno fatto di questo tema una bandiera ideologica da sventolare in campagna elettorale, noi l’integrazione la vogliamo sul serio, e ad essa serve una buona legge, non questa”, conclude Maurizio Lupi, coordinatore nazionale di Alternativa popolare.
Intanto la partita sull’approvazione sembra riaprirsi, sarebbero infatti 157 i senatori favorevoli alla legge sulla cittadinanza, un numero molto vicino ai 161 della maggioranza assoluta e sufficiente a far passare i provvedimenti nell’Aula di Palazzo Madama. I voti arriverebbero anche da Ala, Alleanza Liberalpopolare-Autonomie. “Tutti dicono che puzziamo ma alla fine il gruppo di Ala è il campione dei diritti civili”, ha affermato ironicamente Riccardo Mazzoni, senatore verdiniano. Avrebbe trovato nove-dieci voti in grado di compensare le perdite che arriveranno da Alternativa popolare, la forza del ministro Angelino Alfano. “I numeri ci sono”, ha aggiunto Mazzoni.
Nel frattempo prosegue la ricerca di adesioni, oltre che dal capogruppo Pd Luigi Zanda, anche da Luigi Manconi, presidente della commissione diritti umani. Nello stesso tempo continuano le adesioni allo sciopero della fame, già 70 parlamentari hanno aderito allo sciopero della fame a “staffetta” per lo Ius soli, promosso da Luigi Manconi. Le adesioni crescono di ora in ora, tra queste anche la portavoce del Psi, Maria Cristina Pisani: “Lo ius soli va approvato. Chi è nato in Italia è italiano. È un principio semplice”. Dichiara Maria Pisani che spiega: “Per questo ho appena aderito anche io allo sciopero della fame insieme a un centinaio di parlamentari e molti altri cittadini. Io parteciperò lunedì 9 e mercoledì 11”. “Le polemiche non servono, al di là della strategia, il gesto insegna a non mollare, a combattere, fino alla fine per ciò che è giusto. Con passione”, conclude Pisani.
“Il disegno di legge sullo ius soli non è di iniziativa governativa ma parlamentare. Il digiuno a staffetta, promosso dal senatore Manconi e a cui io aderisco oggi, non è dunque contro il governo, di cui faccio parte, ma per sollecitare il parlamento affinché si arrivi al voto”. Lo ha detto a Radio Radicale il senatore e sottosegretario agli Esteri, Benedetto Della Vedova, promotore di Forza Europa.
Ad aderire non sono solo i parlamentari, anche artisti come Ascanio Celestini, Alessandro Bergonzoni e Andrea Segre, senza dimenticare la mobilitazione della società civile.
Insegnanti, genitori e alunni torneranno a manifestare venerdì 13 ottobre, insieme al movimento #Italianisenzacittadinanza e ai promotori della campagna ‘L’Italia sono anch’io’, per ribadire la necessità del voto immediato della riforma che introduce lo Ius soli temperato e lo Ius culturae. Piazza Montecitorio a Roma verrà trasformata nella Piazza della Cittadinanza, con laboratori creativi, flash mob, cori e palloncini tricolore.

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Commenti all'articolo
  1. Ma con le condizioni in cui versa il paese (4.75milioni di persone vivono in povertà assoluta, lavoro precario e sottopagato, Stato sociale inefficiente, disoccupazione stabile sopra l’11% ecc ecc) davvero la legge più importante da approvare è quella sullo Ius soli ?

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