giovedì, 26 aprile 2018
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Opinioni e commenti
 

La dichiarazione di voto di Oreste Pastorelli
Pubblicato il 12-10-2017


E’ davvero arrivato il momento che le forze responsabili del Parlamento consegnino al Paese una nuova legge elettorale: a pochi mesi dalla fine della legislatura, infatti, non si può fallire un obiettivo così importante per la democrazia.
Il presidente della Repubblica ha più volte richiamato le Camere: dopo il tentativo di giugno, adesso è davvero giunta l’ultima occasione, quella che non può essere mancata.
Sarebbe la vittoria dell’irrazionalità a scapito della responsabilità, del populismo a svantaggio della politica.

Oggi compiamo un passo avanti per dare al Paese una legge che ha il merito di armonizzare la formula elettorale delle due Camere. E’ fondamentale dare a Camera e Senato lo stesso sistema elettorale.
Comprendiamo perfettamente i motivi del Governo nel mettere la fiducia, caricandosi di una responsabilità pesante, ma quanto accaduto a giugno scorso sta lì a dimostrare come fosse l’unico modo possibile per portare a casa la riforma della legge elettorale.
Il voto segreto è infatti sacrosanto in caso di votazioni che interpellano la coscienza personale: sulle regole democratiche, però, dovrebbe essere diverso.
Ebbene un altro flop del Parlamento andrebbe ad assestare un colpo decisivo per la credibilità delle Istituzioni, oltre che ad avvantaggiare i professionisti della demagogia.
Certo, andando nel merito riteniamo la legge uscita dalla commissione non perfetta, ma tuttavia in grado di consegnare ai cittadini una normativa elettorale accettabile e rappresentativa.

La nuova proposta, per un terzo maggioritaria e due terzi proporzionale, incoraggia le coalizioni, proprio quello che avevamo indicato noi socialisti già da qualche tempo.
Con questa legge i cittadini avranno chiare le proposte politiche che si troveranno di fronte e i progetti di Governo tra i quali scegliere.
Ci preme poi sottolineare il passo avanti compiuto sulla parità di genere rispetto alle leggi precedenti.

Il testo accoglie le richieste che da anni avanziamo di un maggior equilibrio della rappresentanza di genere nelle istituzioni prevedendo che nessuno dei due sessi possa essere rappresentato in misura superiore al 60% sia nei collegi uninominali sia in quelli plurinominali: questa regola vale anche per i capilista.
Chiaramente avremmo voluto una rappresentanza alla pari, quindi 50 e 50, soprattutto  avremmo  voluto che il conteggio della ripartizione delle candidature tra donne e uomini alla Camera fosse a livello circoscrizionale, così come è per il Senato, e non nazionale.

In questo modo, infatti, c’è il rischio, anzi la certezza, che alcuni partiti concentreranno le candidature femminili nelle regioni dove sono deboli e quelle maschili nei territori in cui sono più forti, con la conseguenza di non eleggere nessuna donna.
Dobbiamo però riconoscere dei miglioramenti rispetto al primo testo presentato a giugno e ci auguriamo che ulteriori progressi sul fronte della rappresentanza paritaria siano portati avanti nella prossima legislatura, intervenendo anche a monte sui meccanismi di selezione dei partiti, nel rispetto dell’art 49 della Costituzione che prevede che “tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale”.

Sin dall’inizio della legislatura, nel 2013, il Psi ha sposato la linea della responsabilità per favorire la stabilità del’Italia, messa a rischio da anni di crisi economica e di tensioni sociali.
Anche questa volta, quindi, non ci tireremo indietro, andremo avanti con coraggio, per il bene del Paese.
Esprimo, dunque, il voto favorevole della componente socialista alla nuova legge elettorale.

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