giovedì, 20 settembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Lavoratori online. Una legge europea per i diritti
Pubblicato il 30-10-2017


lavoro online

La CES, Confederazione Europea Sindacati, ha chiesto alla Commissione UE di rivedere la Written Statement Directive sulle piattaforme online. La segretaria confederale, Esther Lynch, ha affermato: “La direttiva va rivista per tutelare i diritti basici del lavoro”. La legge europea servirebbe per tutelare meglio i lavoratori delle piattaforme online come Uber, Deliveroo, Foodora e Amazon Mechanical Turk. Con riferimento a questi lavoratori, la CES ha affermato: “I lavoratori di queste società sono spesso considerati come lavoratori autonomi, ma in realtà sono lavoratori ipercontrollati, sottopagati, senza possibilità di negoziare i salari, precari e senza protezione sanitaria”.

Con quest’ultima proposta la CES prosegue il suo ruolo di rappresentatività dei diritti dei lavoratori nella Ue.

La Confederazione europea dei sindacati (CES), in inglese  European Trade Union Confederation (ETUC), nacque nel 1973  per rappresentare unitariamente, a livello europeo, le organizzazioni sindacali aderenti ed i lavoratori europei. Il suo ruolo nel processo decisionale europeo ha assunto un’importanza crescente con lo sviluppo del processo d’integrazione europea che allarga l’influenza dell’Unione europea (UE) in materia di occupazione, politica economica e sociale nei 28 Stati membri.

Attualmente fanno parte della CES 89 Confederazioni sindacali nazionali provenienti da 39 Paesi europei, e 10 Federazioni industriali europee, per un totale di circa 45 milioni di tesserati.

L’attuale segretario generale a capo dell’organizzazione è il sindacalista italiano Luca Visentini, che è stato eletto al congresso di Parigi dell’ottobre 2015. Nello stesso congresso è stato eletto l’attuale presidente, Rudy De Leeuw, Presidente del sindacato FGTB/ABVV (Belgio).

La missione della CES è quella di creare un’Europa unita fondata sulla pace e sulla stabilità, nella quale i lavoratori e le loro famiglie possano godere pienamente dei diritti umani, civili, sociali e dell’occupazione, nonché di un elevato tenore di vita. Per realizzare questo obiettivo, la CES promuove il Modello sociale europeo, che combina la crescita economica sostenibile con condizioni di vita e di lavoro sempre migliori, la piena occupazione, la protezione sociale, le pari opportunità, dei lavori di qualità, l’inclusione sociale ed un processo decisionale aperto e democratico che prevede la totale partecipazione dei cittadini alle decisioni che li riguardano.

La CES considera la consultazione con i lavoratori, la contrattazione collettiva, il dialogo sociale e le buone condizioni di lavoro come elementi chiave per realizzare gli obiettivi prefissati e promuovere innovazione, produttività e crescita in Europa.

La CES, quindi, rappresenta il movimento sindacale europeo a livello dell’UE. La CES si propone, con le altre parti sociali europee (che rappresentano i datori di lavoro) e le istituzioni europee, di sviluppare l’occupazione e le politiche sociali e macroeconomiche che riflettano gli interessi dei lavoratori di tutta Europa.

La Confederazione europea dei sindacati riveste inoltre un ruolo di primo piano nella determinazione di leggi importanti per i lavoratori europei. Il trattato UE attribuisce alle parti sociali il diritto di formulare proposte legislative proprie, attraverso accordi intersettoriali sulle principali questioni di politica sociale. Finora, le parti sociali hanno negoziato tre accordi a livello europeo, cui è stata data applicazione, in seguito, tramite importanti direttive europee che fissano diritti essenziali per i lavoratori.

Si tratta del congedo parentale (1996 – rinnovato nel 2009), del lavoro a tempo parziale (1997); del contratto a tempo determinato (1999).

Dal 2002, la CES ha ulteriormente ampliato il suo ruolo a livello dell’UE in materia di relazioni industriali, promuovendo lo sviluppo di un dialogo sociale autonomo fra rappresentanti dei lavoratori e dei datori di lavoro. Le parti sociali hanno concluso accordi autonomi su: telelavoro (2002); stress legato al lavoro (2004); molestie e violenze sul posto di lavoro (2007); mercato del lavoro inclusivo (2010); un quadro d’azione per sviluppo delle competenze e delle qualifiche lungo tutto l’arco della vita (2002) e un quadro d’azione sulla parità fra uomo e donna (2005). A tali accordi viene data applicazione dalle stesse parti sociali a livello aziendale, regionale e nazionale. La CES è il principale interlocutore delle istituzioni UE in materia di rappresentanza dei lavoratori a livello UE.

Insieme con le altre parti sociali europee, la CES interloquisce con tutte le istituzioni comunitarie: presidenza, consiglio, commissione e Parlamento. Il suo diritto di rappresentare gli interessi dei lavoratori europei nella formulazione delle politiche sociali, macroeconomiche e dell’occupazione nell’UE è esplicitato nel trattato UE. Per tale motivo, la CES partecipa ogni anno ai vertici sociali tripartiti; elabora la risposta dei sindacati alle proposte della Commissione europea; dialoga con un gruppo interpartitico di membri del Parlamento europeo; coordina la partecipazione dei sindacati a numerosi organi consultivi, fra cui il Comitato economico e sociale e le agenzie UE per la formazione professionale (CEDEFOP), per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro (Fondazione di Dublino), e per la salute e la sicurezza sui posti di lavoro (Bilbao).

In occasione delle riunioni biennali del Dialogo macroeconomico (MED), istituite nel 1998, le parti sociali discutono di politica economica con il Consiglio “Affari economici e finanziari” dell’UE (Consiglio ECOFIN), la Banca centrale europea (BCE) e la Commissione UE. La CES prosegue la propria campagna per un’Europa sociale attraverso azioni dirette come le Euro manifestazioni (ad esempio contro la Direttiva Bolkestein sui servizi) e altre campagne. In questo modo, la CES assume un importante ruolo guida sulle questioni sociali e dell’occupazione di grande rilevanza per tutti i cittadini europei.

Le organizzazioni sindacali affiliate alla CES (tra cui CGIL, CISL e UIL) mantengono le proprie procedure decisionali. I delegati delle associazioni affiliate decidono politiche e attività della CES a livello europeo in modo democratico. La CES, da parte sua, non ha facoltà di imporre una linea specifica alle confederazioni nazionali. La CES dispone di una propria struttura democratica. La CES coordina le attività dei CSIR (Consigli sindacali interregionali), che organizzano la cooperazione sindacale attraverso i confini nazionali dell’UE. La CES è riconosciuta dall’Unione europea, dal Consiglio d’Europa e dall’Associazione europea di libero scambio come l’unica organizzazione sindacale rappresentativa sul piano intersettoriale a livello europeo.

Pertanto sarebbe l’unico organismo rappresentativo dei lavoratori legittimato a dialogare per l’unificazione del mercato del lavoro nella UE. Nel frattempo, lavora alla realizzazione dei diritti dei lavoratori della UE, cercando di colmare le lacune normative esistenti.

Salvatore Rondello

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