sabato, 26 maggio 2018
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Opinioni e commenti
 

Legge elettorale. Il Rosatellum bis arriva in Aula
Pubblicato il 09-10-2017


Camera deputati

La legge elettorale arriva in Aula. Il passaggio in commissione si è concluso con le ultime votazioni. L’accordo sul Rosatellum 2.0 regge e il testo arriverà a Montecitorio con il sostegno dei deputati di Pd, Psi, Ap, Lega, FI, Ala, Ci e Direzione Italia. Contro invece Fdi, Al, M5s, Mdp e Si. Gli emendamenti presentati sono circa 200. Tra questi anche quelli dei socialisti che mirano ad aumentare il numero di collegi uninominali (attualmente ne sono previsti 231 per la Camera e 109 per il Senato) e a raggiungere l’assoluta parità di genere (50% donne e 50% uomini) in entrambi i rami del Parlamento.

Al momento 55 proposte di modifica sono state depositate dal Movimento 5 stelle, 28 da Articolo 1 – Mdp, 7 da Forza Italia, 13 da Fratelli d’Italia e 18 da Sinistra italiana – Possibile. Un numero tutto sommato contenuto che dà l’idea di un clima di confronto tra le forze politiche. “Il Rosatellum è la legge che si avvicina di più al Mattarellum. Dunque, votiamo il Rosatellum convintamente. Ma questa legge duri 50 anni”, afferma il leader dei Moderati Giacomo Portas, eletto alla Camera nel Pd. Qualche timore arriva dagli eventuali voti segreti. Ma, taglia corto Ettore Rosato capogruppo del Pd alla Camera “sarebbe uno scandalo” se sulla legge elettorale “si procedesse a trucchetti con voti segreti”. Sulla legge elettorale, conclude, i voti segreti sono “irragionevoli”. Ottimista anche il deputato Francesco Paolo Sisto, capogruppo di Forza Italia in Commissione Affari Costituzionali alla Camera per il quale “alla vigilia dell’arrivo in Aula alla Camera della legge elettorale, l’orientamento comune non può che essere sintonizzato al senso di responsabilità di ciascuno, dando un senso al proficuo lavoro svolto in Commissione”. “Ognuno – conclude Sisto – potrà dire che manca un quid, ma certo non sono giustificati gli anatemi che qualcuno, ad arte, lancia in queste ore. Polemiche, queste, che non possono nè devono distogliere dal traguardo finale: dare agli italiani una legge elettorale scritta dal Parlamento nell’interesse delle istituzioni e del Paese”.

Riferimento evidente agli anatemi lasciarti dal Movimento 5 Stelle che parla di “voto eversivo” e di “legge indegna”. “I grillini – afferma Maurizio Lupi, coordinatore nazionale di Alternativa popolare – gridano addirittura al golpe bianco e accusano il Parlamento di voler approvare una legge elettorale contro il Movimento 5 Stelle, proprio loro che presentano emendamenti contra personam per rendere ineleggibile chi non gli è gradito. Certe uscite mi ricordano la meschina scusa della volpe che non riesce a prendere l’uva. Sulle leggi elettorali hanno cambiato più volte parere, non si atteggino a vittime, cerchino piuttosto anche nelle urne quel consenso che sbandierano in televisione, dove avevano giurato che non sarebbero mai andati”. Positivo il commento di Salvini che si è sempre detto di essere disponibile a votare una legge elettorale qualsiasi essa sia. La legge elettorale, afferma, “prima passa in Parlamento e meglio è perché prima si va a votare e meglio è”. Del tutto negativa invece la posizione di Sinistra Italiana che si augura che non venga posta la fiducia sulla legge elettorale (una cosa tra l’altro già vista con l’Italicum) perché “si tratterebbe di una forzatura di inaudita gravità, un vero e proprio attentato ai diritti e alla libertà del Parlamento”. Sulla stessa posizione Mdp che chiede che la “presidente Boldrini impedisca forzature sulla legge elettorale, come la fiducia o il canguro, di cui ho sentito parlare in queste ore”.

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