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Opinioni e commenti
 

CHIESTA LA FIDUCIA
Pubblicato il 10-10-2017


Il timore dei voti segreti spinge la maggioranza trasversale che sostiene il Rosatellum 2.0 a chiedere al Governo di porre la fiducia alla Camera. E in Aula scoppia il caos. La ministra per i Rapporti con il Parlamento ha fatto fatica a parlare tra grida, urla e proteste, soprattutto da parte dei 5 Stelle. Alcuni deputati si sono anche avvicinati ai banchi della presidenza e del governo. Finocchiaro, nell’annunciare la fiducia, ha specificato in Aula che viene essa posta sugli articoli 1, 2 e 3 del testo base della legge elettorale. Si svolgeranno quindi tre diversi voti di fiducia. Le prime due si svolgeranno mercoledì a partire dalle ore 15.45. La terza ed ultima fiducia si voterà invece giovedì, mattina, poi i voti senza fiducia con l’esame degli emendamenti e di seguito i voti sugli ordini del giorno nel pomeriggio di giovedì e infine, entro la serata di giovedì il voto finale sulla legge elettorale.

Fonti di maggioranza confermano che l’iter della legge elettorale sarà rapido e si punta ad avere l’ok finale da parte del Senato prima della sessione di Bilancio. Quindi, l’intenzione, sembra, è quella di porre la questione di fiducia anche nel passaggio a palazzo Madama, per incassare il via libera definitivo entro il mese di ottobre.

Una scelta a cui Paolo Gentiloni si sarebbe sottratto volentieri memore anche delle polemiche che si trascinarono a lungo dopo l’approvazione dell’Italicum con voto di fiducia. Con il voto di fiducia cadano automaticamente tutti gli emendamenti ed avita alla maggioranza di incappare in qualche scivolone, sempre dietro l’angolo, nel corso delle votazioni segreti. Infatti ieri sera vagliando i circa 200 emendamenti, i capigruppo di Pd, Fi, Lega e Ap hanno constatato che si andava incontro a circa 100 possibili voti segreti; molti dei quali sarebbero stati evitati con due emendamenti “canguro” presentati da Pd e Ap. Ma per evitare ogni rischio, su input anche del segretario Dem Matteo Renzi, i capigruppo della maggioranza di governo si sono decisi a puntare alla fiducia. Un incontro con gli esponenti di Mdp per chiedere di rinunciare ai voti segreti sugli emendamenti era infatti finito in malo modo.

“Abbiamo costruito questo provvedimento con un consenso larghissimo e chi oggi contesta” il testo della nuova legge elettorale “chiedendo il proporzionale, sono gli stessi che hanno affossato il modello tedesco, un modello proporzionale” ha detto Ettore Rosato, capogruppo Pd e ‘padre’ del Rosatellum bis. Da Rosato poi arriva un ringraziamento a Gentiloni “per aver accolto la richiesta delle forze di maggioranza e aver acconsentito attraverso lo strumento regolamentare della fiducia di superare l’impasse di oltre 100 voti segreti”.

Ma scoppia il putiferio con i partiti contrari alla fiducia che promettono subito battagli con tutti i mezzi. “Al Pd non è bastato imporre con la fiducia una legge elettorale, l’Italicum, affondata subito dopo dagli elettori col referendum sulla riforma costituzionale. Adesso ci riprovano” affermano i capigruppo di Sinistra Italiana Giulio Marcon e Loredana De Petris. Dai banchi dei 5 Stelle, che domani scenderanno in piazza forse anche con Grillo, sono state lanciate rose rosse nel momento in cui il governo ha posto la fiducia. E il pentastellato Fico mette in guardia il governo sui possibili franchi tiratori nella maggioranza.

Una decisione che allarga ancora di più la spaccatura tra il Pd e Mdp. “Le nostre strade si separano definitivamente”, dice Alfredo D’Attorre annunciao la decisione del gruppo di votare contro la fiducia e contro il provvedimento. “Gentiloni non ha più la nostra fiducia, oggi si è creato un vulnus inaccettabile”, afferma Guglielmo Epifani. La decisione di porre la questione di fiducia sulla legge elettorale allontana ancor di piu’ Mdp dalla maggioranza. “Da domani cominciamo a votare contro il Senato”, annuncia Epifani. Malessere sul ricorso alla fiducia anche tra i pisapiani. “Hanno sbagliato, così si complica qualsiasi tentativo di confronto futuro con il Pd”.

Opposto il parere di Fabrizio Cicchitto di Ap: “Il ricorso al voto di fiducia rientra nella tecnica parlamentare e così la richiesta di voto segreto, mossa e contromossa come nel gioco degli scacchi. Comunque nel voto finale, a nostro avviso, ci può essere la richiesta di voto segreto. In tutto questo c’è solo una battaglia parlamentare, nessun colpo stato o operazione autoritaria per cui le manifestazioni in piazza sono un inizio di campagna elettorale non una mobilitazione contro un golpe inesistente”.

“La legge elettorale in discussione alla Camera – dichiara l’esponente del Psi Maria Cristina Pisani e portavoce del Forum Nazionale dei Giovani – è l’ultima occasione che abbiamo per innovare le procedure di voto, per offrire ai ragazzi e alle ragazze fuori sede l’opportunità di votare nelle città in cui studiano o lavorano senza costringerli ad affrontare lunghi viaggi, anche dispendiosi, per esercitare un proprio diritto”. “E’ quello che abbiamo ribadito anche oggi alla Camera – aggiunge Pisani – insieme a tante associazioni. Chiediamo al Governo di superare le resistenze, al Parlamento di delegare il Governo ad affrontare la questione già per le prossime elezioni politiche. I dati Istat sull’astensionismo sono allarmanti”. “L’early vote puo’ essere uno strumento per rinsaldare il rapporto tra giovani e istituzioni. C’è un emendamento alla Camera che se approvato consentirebbe di superare le difficoltà. È un’enorme opportunità per l’intero Paese. Esistono esempi lampanti dell’efficacia del sistema, in Danimarca, il 5% della popolazione residente vota grazie all’early vote, in Germania il 25% della popolazione per posta. Non possiamo negare ai nostri ragazzi – conclude la Portavoce del Forum – di scrivere con le loro mani il proprio futuro”.

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Commenti all'articolo
  1. Ci sono materie, come la legge elettorale, che a mio avviso non andrebbero affrontate con un “voto di fiducia”, ma al di là di questo aspetto “tecnico” o formale, mi pongo una domanda, visto che da più parti viene invocato in argomento un largo consenso di forze politiche.

    4Quando si arriverà al voto di fiducia, immagino che le forze di opposizione non si esprimeranno per la fiducia al Governo, e dal momento che anche all’interno della maggioranza stessa sembra vi sia chi si dissocerà, non condividendo nella fattispecie il metodo, mi chiedo come possa essere perseguito l’auspicato largo consenso.

    Paolo B. 11.10.2017

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