martedì, 24 ottobre 2017
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Opinioni e commenti
 

FIDUCIA CONFERMATA
Pubblicato il 11-10-2017


proteste
La Camera conferma la fiducia al governo sul primo articolo della legge elettorale. I voti a favore sono stati 307, 90 i contrari, nove gli astenuti. Il tutto mentre fuori da Montecitorio continuano le proteste di M5s e Mdp. I 5 Stelle con Di Battista puntavano a 50mila persone. Tra passanti curiosi e giapponesi la polizia arriva a contarne 500 in una piazza in parte già occupata dai sostenitori dell’ex generale Pappalardo. La chiamata alle armi arriva direttamente da Grillo con un post sul suo blog. Contro i toni da stadio dei grillini la portavoce del Psi Maria Cristina Pisani: “Neppure – afferma – l’imbarazzante incidente di ieri suggerisce al deputato Di Battista (che ieri aveva sbagliato piazza e si era ritrovato di fronte a un movimento che lo aveva contestato) l’opportunità di abbassare i toni”- “Non solo – ha aggiunto Pisani – ma ha pure l’impudenza di rilanciare con toni e argomenti da curva, chiamando, come sua consuetudine, la piazza alla jacquerie. Le sue parole di questa mattina – ha proseguito la portavoce del Psi riferendosi alle affermazioni di oggi di Di Battista – manifestano la sua ignoranza circa le dinamiche parlamentari e la storia politica del nostro Paese. Come si dovrebbe definire allora chi si abbandona a intemerate ogniqualvolta il suo movimento va incontro a rovesci parlamentari e altro non sa fare che prendere il megafono appellandosi alla piazza alla stregua di un ultra’?”

Tre i voti di fiducia. La prima fiducia, sull’articolo uno riguarda il sistema di elezione della Camera (un mix di collegi uninominali maggioritari (il 36%) e di proporzionale in collegi plurinominali con liste bloccate (il 66%) , ossia senza preferenze, per la ripartizione dei seggi). Il secondo voto di fiducia, sull’articolo 2 della legge, si terrà a partire dalle 19.30. E riguarda l’analogo sistema di voto per il Senato. La terza votazione di fiducia è stata fissata per giovedì mattina a partire dalle 11 (alle 9 sono previste le relative dichiarazioni di voto). E riguarda la delega al Governo per la determinazione dei collegi uninominali e dei collegi plurinominali). Intorno alle 13 della stessa giornata di giovedì si procederà all’esame degli articoli 4 (con l’elenco dei documenti da depositare in nome della trasparenza: il contrassegno depositato, lo statuto, il programma elettorale con il nome e cognome della persona indicata come capo della forza politica) e 5 (con le disposizioni transitorie per l’entrata in vigore della legge). Successivamente, alla discussione degli ordini del giorno e alle dichiarazioni di voto finale, il via libera da parte della Camera dovrebbe arrivare in serata con voto segreto.

Sulla carta le forze favorevoli al Rosatellum bis possono contare su 423 voti: Pd, Ap, Lega, Civici ed innovatori, Forza Italia, Minoranze Linguistiche e Psi. Il “Fronte del No” conta invece su 181 voti: 43 sono di Mdp, 11 di Fdi, 88 di M5s, 17 di Si, 5 di Alternativa libera, 11 di Direzione Italia e 6 dell’Udc. Si dividerà al voto Centro Democratico-Democrazia solidale (in tutto sono 12 deputati), mentre non è ancora chiaro come si esprimeranno i tre deputati di Fare-Pri.

Forza Italia, annuncia Roberto Occhiuto, non parteciperà al voto di fiducia, ma domani voterà la legge, sulla quale “l’opposizione è stata coinvolta”. “Forza Italia – aggiunge il capogruppo Brunetta – non voterà le fiducie ma dirà un sì convinto quando ci sarà il voto finale, segreto o meno che sia”.

Il Rosatellum aggiunge Fabrizio Cicchitto di Ap “è una legge concordata con una larga parte dell’opposizione, il ricorso alla fiducia è uno strumento di tecnica parlamentare e non una prevaricazione della maggioranza di governo che risponde con il ricorso ad esso in risposta a chi gioca la carta del voto segreto”. E ancora “Il ricorso alla fiducia avviene in una situazione emergenziale quando a fine legislatura comunque una legge elettorale va approvata con un arco di forze diverso da quello della maggioranza di governo”.

Per il Dem Giuseppe Lauricella capogruppo in Giunta delle elezioni “l’obiettivo è dare al sistema una legge elettorale che risponda ad un equilibrio istituzionale”. Quindi “la questione di fiducia interviene a renderne più probabile l’approvazione. Diversamente, i 120 emendamenti a scrutinio segreto, presentati per provocare l’incidente in aula e far cadere la legge, ne avrebbero messo a rischio l’approvazione. E non ci possiamo più permettere un altro passaggio a vuoto”. Sulla stessa lunghezza d’onda il ministro delle Politiche Agricole, Maurizio Martina: “Piuttosto che rischiare di vedere fallire ancora una volta un tentativo di riforma della legge elettorale meglio affrontare questo passaggio e portare a casa una nuova legge utile per l’Italia”.

Molto critico verso il ricordo alla fiducia l’ex presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che preannuncia un suo intervento in Aula al Senato “per mettere in luce l’ambito pesantemente costretto in cui qualsiasi deputato oggi,o senatore domani, può far valere il suo punto di vista e le sue proposte, e contribuire così alla definizione di un provvedimento tra i più significativi e delicati”.

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