martedì, 20 novembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Legge elettorale, voti segreti verso quota 50
Pubblicato il 23-10-2017


urna-elettorale

Mentre i 5 Stelle chiedono l’intervento di Mattarella sulla legge elettorale, continuano i voti in commissione e alcune fonti affermano che potrebbero essere fino a 48 i voti segreti richiesti sulla legge elettorale. Sono 179 gli emendamenti che al Rosatellum. È prevista una seduta ad oltranza per esaminare tutte le proposte di modifica, dato che il testo deve andare in aula domani alle 11. Le valutazioni sono ancora in corso ma i quasi cinquanta voti segreti possibili sugli emendamenti in materia di minoranze linguistiche potrebbero rendere necessari più voti di fiducia di quelli posti alla Camera, per garantire di approvare in via definitiva la legge senza modifiche questa settimana. “È impensabile che affrontiamo l’Aula senza ricorrere alla fiducia quando ci sono decine di voto segreti” ha detto il sottosegretario ai Rapporti con il Parlamento Luciano Pizzetti.

Ma alla vigila dell’arrivo in aula del Rosaltellum, si fanno già i conti. Tutto si giocherà sul numero legale in Aula. Al Senato, infatti, ormai le forze che si oppongono al Rosatellum bis danno per scontato che il governo porrà 5 fiducie, una su ogni articolo della legge elettorale.

La maggioranza di governo, da parte sua, sta lavorando affinché in tutte le votazioni sulla fiducia risulti autosufficiente, senza dover ricorrere al ‘soccorso’ di Forza Italia e Ala. E Pd, Ap, Autonomie e i tre sentori di Idv, che finora hanno votato le fiducie al governo, contano di farcela da soli. Ma si deve tener presente il rischio assenze, quelle ‘senza giustificazione’, a cui potrebbero ricorrere alcuni senatori ‘dissidenti’ dei partiti che sostengono la riforma. È soprattutto sulle assenze dall’Aula al momento del voto, infatti, che si gioca gran parte della partita al Senato. Questo perché Forza Italia e Lega, come hanno già fatto alla Camera, non intendono votare la fiducia, seppure ‘tecnica’.

Ma a palazzo Madama il voto di astensione equivale a voto contrario, per cui l’unica strada sarebbe quella di non partecipare al voto. Ed è proprio delle ‘assenze’ dei due partiti di centrodestra che gli oppositori del Rosatellum bis potrebbero approfittare per tentare il blitz facendo mancare il numero legale. Discorso a parte va fatto per Ala: il gruppo alla Camera non ha votato la fiducia ma ha detto sì in occasione del voto finale. L’intenzione è quella di bissare al Senato. Ma i voti dei verdiniani potrebbero ‘servire’ alla maggioranza qualora i numeri fossero a rischio. Pd e Forza Italia, quindi, stanno facendo di conto per verificare tutte le strade: “Si farà tutto quello che deve essere fatto per far passare la legge”, osserva un esponente di centrodestra. Fonti azzurre, del resto, ricordano che “esistono tantissimi escamotage tecnici per garantire il numero legale”, anche a fronte della possibile scelta delle opposizioni di lasciare l’emiciclo così da mettere a rischio la votazione.

Al Senato il numero legale richiesto è pari alla metà più uno degli aventi diritto al voto. Non entrano nel computo, recita il Regolamento, i senatori assenti per incarico avuto dal Senato o in ragione della loro carica di ministri, così come i sentori in congedo che non possono però essere più di 1/10 del totale dei componenti dell’Assemblea, quindi non più di 32 senatori su 320 (315 eletti più i 5 senatori a vita). Da qui, viene spiegato, la scelta di utilizzare le ‘assenze giustificate’ per abbassare il quorum richiesto per avere il numero legale di presenze in Aula. Inoltre, sempre nel Pd e in Forza Italia si sta anche ragionando su un possibile ‘piano B’, da utilizzare come extrema ratio: qualora la situazione numeri dovesse diventare critica, viene spiegato, alcuni senatori azzurri – insieme ai verdiniani – potrebbero rimanere in Aula e votare contro la fiducia, garantendo così il numero legale ma senza mettere a rischio l’esito favorevole del voto.

Sulla carta, ed escluse le assenze, la legge elettorale con voto di fiducia può contare su 143 voti sicuri della sola maggioranza. Anche se potrebbe venire a mancare il sì di alcuni singoli senatori. È ad esempio da vedere come si comporteranno i 4 ‘critici’ del Pd (Tocci, Chiti, Mucchetti, Micheloni) che hanno presentato emendamenti al Rosatellum bis. Alcuni malumori ci sono anche dentro Ap, così come tra le fila azzurre. Nessun problema di numeri sul voto finale, dove si procederà senza fiducia e a scrutinio palese. Sulla carta il via libera definitivo potrebbe superare i 230: 24 voti di Ap, 98 del Pd, 18 delle Autonomie, 3 dell’Idv, 14 di Ala, 42 di Forza Italia, una 15na di Gal, 12 della Lega, a cui si potrebbero aggiungere alcuni voti dal gruppo Misto e da altre forze come Federazione della Libertà e Udc.

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