martedì, 25 settembre 2018
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

L’intervento di Pia Locatelli sul Def
Pubblicato il 04-10-2017


Ci sono due punti nella relazione dell’audizione del ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan davanti alle commissioni Bilancio di Camera e Senato sulla nota di aggiornamento al Def, che abbiamo apprezzato.

Il primo è l’attenzione nei confronti dell’occupazione che, anche se lentamente e, purtroppo, soprattutto per i contratti a tempo determinato, continua a crescere. Quello dell’occupazione deve essere, a parere dei socialisti, un obiettivo strategico irrinunciabile in qualunque programma di governo. In particolare chiediamo che venga sostenuta l’occupazione femminile, tutt’ora un punto dolente per lo sviluppo del nostro Paese.

Sono proprio le donne ad agosto a trainare la crescita dell’occupazione con un+0,5% su mese. Il tasso di occupazione maschile è rimasto stabile al 67,5%, ma quello femminile, che è cresciuto di 2 decimi di punto si attesta al 48,9%, il più alto dall’avvio delle serie storiche, cioè dal 1977. Ma cosa significa questo dato? Che una donna su due in età da lavoro non è nel mercato del lavoro. Dietro di noi solo la Grecia, e ben lontani dal 61.6 della media dei 28, per non parlare di Svezia, Germania, Norvegia, oltre il 70%.
Sappiamo bene che alla base di queste percentuali sta il difficile rapporto famiglia-lavoro: 30.000 donne hanno dato le dimissioni in occasione della maternità. L’obiettivo strategico della UE per 33 posti negli asili nido per ogni 100 bambini tra 0 e 3 anni resta lontano.

Il secondo aspetto che ci sta a cuore è quello relativo al fardello del debito pubblico nel momento in cui si chiede al parlamento di autorizzare uno sforamento del deficit di bilancio così come era stato previsto in primavera. Considerando che al netto della spesa per la sterilizzazione delle clausole di aumento dell’Iva, la quantità di risorse è molto limitata, la richiesta di sforamento del deficit di bilancio è giustificata dalla presenza di misure per la crescita, gli investimenti pubblici e privati e per i e le giovani.
Le misure avranno un impatto sulla crescita valutato in 3 decimali in più di Pil e questo migliorerà certamente il rapporto tra debito e Pil.

Dopo sette anni, il debito ha cominciato a diminuire e questo trend, iniziato nel 2015, dovrebbe continuare nei prossimi anni, ma non basta. L’Italia deve dimostrare di voler perseguire con forza l’abbassamento del debito, così come lei ha ribadito, senza pregiudicare la ripresa, soprattutto nel momento in cui cesserà il vantaggio sui tassi che ci deriva dalla politica espansiva della BCE.

Il voto favorevole dei socialisti è legato a questi impegni che ci auguriamo vengano mantenuti anche dal prossimo governo.

Angela Merkel bce Berlusconi bersani CGIL crisi Donald Trump elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Inps ISTAT italia lavoro Lega legge elettorale Luigi di Maio M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Matteo Salvini Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia senato Silvio Berlusconi UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento