mercoledì, 25 aprile 2018
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Opinioni e commenti
 

L’Italia è una
Pubblicato il 23-10-2017


Il risultato del referendum è lì, sotto gli occhi di tutti. Il Veneto è stato di una chiarezza cristallina, la Lombardia no, molto meno. Ha vinto Zaia, non ha vinto Maroni, comunque ha vinto la Lega. Al di là del rispetto delle procedure, essenziali – consultare gli enti locali, poi aprire un tavolo di trattativa col Governo – da domani il tema è il merito, il contenuto dell’autonomia. Se non si è chiari su questo, nessuno può escludere il rischio di una Catalogna italiana.

Il merito, dunque. La Costituzione vieta ogni intervento di natura fiscale. I due governatori continuano a parlare di una diversa ripartizione fiscale, naturalmente a vantaggio delle due regioni. La loro campagna referendaria si è fondata su questa illusione. Era un’illusione e un’illusione rimane. Se non si è chiari, ora, su questo punto, si da’ la stura a interpretazioni, a speranze che possono generare effetti pericolosi.

Siccome l’Italia è una, siccome la Carta prevede livelli differenziati di autonomia, le istituzioni chiariscano subito i confini dell’autonomia. Perché una cosa è l’autonomia consentita, che i socialisti sostengono e apprezzano, altro il sostegno a una pratica che non si sa dove porti.

Riccardo Nencini

Riccardo Nencini

Riccardo Nencini

Segretario Psi - viceministro dei Trasporti

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Commenti all'articolo
  1. Non entro nel merito della opportunità o meno di aver promosso i due referendum regionali, nel senso di essere favorevoli o contrari a detta iniziativa, ma non chiamerei comunque in causa la Costituzione, a mio giudizio almeno, dal momento che nel 2001, se non ricordo male, ne venne modificato il Titolo V, all’interno del quale viene giustappunto disciplinata la potestà legislativa di Stato e Regioni, così almeno mi pare (semplicemente per dire che molto, se non tutto, è dipeso e dipende tuttora dalla volontà politica).

    Paolo B. 23.10.2017

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