sabato, 17 novembre 2018
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Opinioni e commenti
 

M5S, Lombardi-Raggi il tandem delle rivali
Pubblicato il 18-10-2017


lombardi raggiLo slogan di Roberta Lombardi è già pronto: “Il Lazio è #LaNostraRegioneDiVita”. La deputata è stata eletta candidata del M5S alla presidenza della regione Lazio nelle elezioni del prossimo anno. Nelle elezioni online dei cinquestelle non ha ottenuto certo un risultato trionfale: ha vinto con 2.952 voti contro i 2.605 di Davide Barillari e i 954 di Valentina Corrado.
È stata un successo di misura, è il segnale di una spaccatura dei pentastellati romani sul suo nome. I cinquestelle di Roma si dividono tra i sostenitori di Roberta Lombardi, 44 anni, ex capogruppo alla Camera, e i seguaci di Virginia Raggi, 39 anni, sindaca della capitale. Sabato 14 ottobre al Parco della Pace c’era un clima di freddezza tra le due nella manifestazione del M5S a Marino, un paese vicino la capitale, per annunciare il risultato delle “regionarie” per il Lazio. È dovuto intervenire Beppe Grillo per riportare la pace nel Parco della Pace. Ha preso la sindaca di Roma e l’ha portata nelle braccia della Lombardi, quindi ha disteso le sue braccia sulle spalle di entrambe invitando i cineoperatori dei telegiornali e i fotografi a riprendere la scena e a scattare le foto. A quel punto sono apparsi i sorrisi, i baci e gli abbracci tra le due donne forti dei cinquestelle nella città eterna.
La Lombardi ha cantato un inno all’unità interna: «Siamo una squadra». E ancora: «Siamo tutti in campo, siamo una squadra». Ha indicato gli obiettivi, parlando degli avversari esterni e, forse, di quelli interni: «Noi non ci siamo mai arresi, io non mi sono mai arresa. Ora ci aspetta una battaglia importante, certamente alla nostra portata, ma comunque difficile, che è quella di riprenderci la nostra regione». Ha sottolineato «l’importanza di lavorare con umiltà, per distinguere ciò che è giusto e ciò che è sbagliato per riconoscere i propri errori».
La deputata cinquestelle dovrà affrontare una campagna elettorale difficile: dovrà battere Nicola Zingaretti, stimato governatore di centro-sinistra del Lazio, e, probabilmente Sergio Pirozzi, sindaco della città terremotata di Amatrice, il nome sul quale convergerebbe il centro-destra. Ma la Lombardi, oltre alla battaglia con il centro-sinistra e con il centro-destra, probabilmente pensava anche a una disfida interna quando ha indicato le necessità di «riconoscere i propri errori».
La destinataria del discorso sembra essere Virgina Raggi, da sempre la sua rivale interna nella metropoli. La sindaca di Roma guida una giunta grillina traballante che quasi ogni mese perde un assessore (l’ultimo è stato Massimo Colomban con il mandato alla Riorganizzazione delle Partecipate del comune), alle prese con i conti in profondo rosso e con i pessimi servizi forniti dalle aziende municipalizzate.
Lo scontro tra la Lombardi e la Raggi divampò quando a metà dicembre fu arrestato per corruzione Raffaele Marra, alla guida del personale del Campidoglio, ex vice capo di gabinetto della sindaca. Già prima la deputata aveva violentemente attaccato lo stretto collaboratore della Raggi definendolo su Facebook «il virus che ha infettato il Movimento 5 Stelle».
La Raggi chiese scusa al M5S per gli errori, ma poi è arrivata anche sulla sua testa una tegola giudiziaria: la magistratura ha chiesto il suo rinvio a giudizio per falso. I problemi giudiziari e i disservizi pubblici (in testa autobus e rifiuti) hanno prodotto una miscela esplosiva che ha fatto calare i consensi dei romani verso la sindaca e il M5S. Roberta Lombardi cercherà di “scalare” la presidenza della regione Lazio nonostante la riduzione dei consensi targata Raggi. Le opposizioni in Campidoglio hanno scatenato una guerra contro “l’incapacità” dei cinquestelle di governare.
Grillo l’ha buttata tra il serio e il faceto nella manifestazione a Marino: «Non so dove stiamo andando. C’è una seconda generazione che è un po’ meno entusiasta della prima. Forse non vinceremo, ma so che sta per arrivare un altro mondo. Lo sento nelle mie farneticazioni notturne». Il comico genovese certo non ha svolto un discorso ottimistico e d’attacco.

Leo Sansone
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