mercoledì, 25 aprile 2018
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Opinioni e commenti
 

Molestata da italiani e salvata dall’omino delle rose, il racconto sul web
Pubblicato il 18-10-2017


hossein-venditore-roseGaia, una ragazza di venticinque annidi Livorno, pochi giorni fa, in centro a Firenze è stata molestata e aggredita da una ventina di ragazzi italiani, a ‘salvarla’ l’omino delle rose, Hossein, un uomo bengalese che ha allontanato i giovani. «Camminavo da sola per strada, mi si avvicina un gruppo di 25 ragazzi ubriachi (italiani), scherzano, mi chiedono un selfie, ridono…». Il post su Facebook inizia così. «Ad un certo punto, non saprei nemmeno spiegare come, mi accerchiano e iniziano a dire frasi come “daaai vieni con noi, ti facciamo divertire, 25 contro 1 si fa una bella serata, facciamo una gang bang, ti facciamo godere, tanti tutti insieme non ne hai mai visti, tanto si vede che sei una che ci sta”». Il racconto della ragazza prosegue: «Decidono di accerchiarmi ancora di più, tenermi per un braccio e iniziare a insultarmi “dai stupida troia ti diverti, tanto si vede che sei una puttana, io cerco di divincolarmi e andare via ma chiaramente non ci riesco quindi decidono di tirarmi addosso bicchieri e cannucce e uno di loro, o forse un paio, mi sputano, o tentano di farlo, tutto questo mentre altri riprendevano con il telefonino». E poi l’intervento del venditore di rose che passava da lì in quel momento: «L’unica persona che interviene è Hossein, un venditore di rose che riesce a mandare via i ragazzi, mi dà un fazzoletto per asciugarmi le lacrime, mi porta in un posto dove mi offre da mangiare e da bere, mi fa portare degli asciugamani per pulirmi e mi regala una rosa». La ragazza ringrazia Hossein e pubblica la sua foto sul web: «Se non ci fosse stato Hossein io stasera non potrei raccontare questa storia, non sapendo come ringraziarlo gli ho donato una mia fototessera in modo che si ricordasse sempre il volto della ragazza che ha salvato quella sera».
La ragazza ha poi spiegato: «Ho deciso di scrivere cosa mi è accaduto perché molti pensano che non ci sia bisogno del femminismo, dell’antisessismo, dell’integrazione, che in fondo quei ragazzi stessero solo scherzando, che sono ragazzate, che “gli stranieri a casa loro”, perché i media dicono che “lo straniero è cattivo” che la misoginia non esiste, che l’uomo e la donna sono uguali, che hanno gli stessi diritti e le stesse LIBERTÀ ecco noi sappiamo che non è così. Noi tutte dovremmo trovare la forza di dire ciò che ci accade, anche se proviamo vergogna, dobbiamo trovare il coraggio parlare, per essere solidali e per non abituarci a questa mentalità macista e per liberarcene».

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Commenti all'articolo
  1. “Siamo stati trattati abbastanza bene ma ho avuto paura di morire”. Parole di padre Maurizio Pallù, il missionario fiorentino liberato a neanche una settimana dal suo rapimento in Nigeria. Riguardo ai motivi del suo sequestro, il Corriere scrive: “Il timore che il missionario, ostaggio italiano, potesse essere ceduto alle milizie di Boko Haram, l’organizzazione jihadista diffusa nel Nord del Paese, era molto forte. Ma, al momento, manca il riscontro all’ipotesi che potessero esserci basisti all’interno del gruppo rapinato e sequestrato. Dunque è difficile pensare a un’azione strutturata. Più facile immaginare il blitz di criminali comuni”.
    (Fonte Pagine Ebraiche)

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