martedì, 24 aprile 2018
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Opinioni e commenti
 

Morti bianche, in aumento le vittime sul lavoro
Pubblicato il 09-10-2017


morti-biancheCelebrando la sessantasettesima giornata nazionale per gli infortuni sul lavoro, l’ANMIL, l’associazione per le vittime degli infortuni sul lavoro, ha denunciato l’aumento delle vittime per incidenti sul lavoro avvenuto nel corso del 2017.

Secondo l’ANMIL, la situazione per quanto riguarda gli infortuni sul lavoro resta allarmante: 421.969 eventi denunciati (dati sino ad agosto), +1,2% rispetto al 2016. Ma soprattutto 682 infortuni mortali denunciati, +4,7%. La preoccupazione per l’aumento infortunistico è dettata soprattutto dal fatto che a determinarlo sono stati i comparti industria e servizi (2%) e Conto stato dipendenti (3,3%).

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha sottolineato come sia: “Inconcepibile registrare tutte queste morti sul lavoro, specialmente tra i giovanissimi”.

Il Presidente dell’ANMIL, Franco Bettoni, ha detto: “Parliamo proprio di carenza di sicurezza nei luoghi di lavoro più rischiosi”. La manifestazione nazionale quest’anno si è svolta a Cagliari, ma anche in tutte le 106 sedi dell’associazione si sono svolte analoghe iniziative per coprire tutto il territorio nazionale. Lo slogan scelto per l’edizione 2017 è il seguente: “Cambiamo la storia. A partire dal completamento dell’attuazione del Testo unico sicurezza”.

Franco Bettoni ha così concluso il suo intervento: “Sono più di venti i programmi ancora da attuare e alcuni riguardano materie anche di grande rilievo”.

I temi caldi affrontati a Cagliari sono stati: qualificazione delle imprese, sorveglianza sanitaria, lavoratori disabili al lavoro, malattie professionali. Sul fronte della tutela delle vittime, l’Anmil si batte per la rivalutazione delle prestazioni economiche Inail. Arretrano invece le malattie professionali denunciate: -2,8% rispetto al 2016.

La giornata, iniziata con la celebrazione della messa in memoria delle vittime del lavoro nella chiesa di San Paolo, è proseguita con la Cerimonia civile al Conservatorio musicale ‘Giovanni Pierluigi da Palestrina” di Cagliari alla presenza di istituzioni nazionali e locali. Toccanti le testimonianze di chi ha subito danni e dolori. Tra queste, la storia di Antonio, in coma dopo essere stato colpito da una trivella mentre scavava un pozzo a Sarroch. Ferito non solo fisicamente, Antonio ha raccontato: “Il processo, al di là della necessità di ricevere giustizia, significò per me nel contempo infierire ulteriormente sulla condizione di fragilità che mi stava accompagnando. Stavo male. Oggi sto bene grazie alla terapia farmacologica, allo sport e alla mia famiglia”. Un messaggio di sofferenza, ma anche di speranza.

L’iniziativa, Patrocinata dalla RAI, si è svolta ieri con il coinvolgimento di circa 50.000 persone tra soci e familiari con l’obiettivo di sensibilizzare le persone sul tema della prevenzione degli incidenti sul lavoro e accrescere la tutela delle vittime di infortuni. Alla manifestazione sono intervenuti il presidente dell’Inail, Massimo De Felice, il presidente del Consiglio di indirizzo e vigilanza Inail, Francesco Rampi, il presidente nazionale Anmil, Franco Bettoni, quello della Commissione Lavoro della Camera dei deputati, Cesare Damiano, il segretario Generale Uil, Carmelo Barbagallo; il segretario confederale Cgil, Franco Martini; il segretario confederale Cisl, Gigi Petteni. La cerimonia si è conclusa con la consegna dei distintivi e dei brevetti d’onore, da parte dell’Inail, ai grandi invalidi.

La prima giornata nazionale del mutilato sul lavoro si è tenuta a Roma il 19 marzo 1951 con l’obiettivo di ricordare alla collettività e alle Istituzioni la centralità del tema della sicurezza nei luoghi di lavoro. Dal 1998, con direttiva del Presidente del Consiglio dei ministri del 24 aprile 1998  e poi del 7 marzo 2003, la ricorrenza, su richiesta dell’Anmil, è stata istituzionalizzata. La giornata rappresenta un momento di incontro e di riflessione su tutte quelle donne e quegli uomini che svolgendo la propria professione, hanno perso il bene più caro: la vita.

Purtroppo, un’altra tragedia sul lavoro si è consumata anche oggi: due operai caduti nella cisterna di sovrappieno di una diga a Naro (Agrigento) sono stati ritrovati senza vita dal nucleo SAF dei Vigili del Fuoco che era riuscito ad individuarli dopo quasi due ore di ricerche. Tramite una scala è stato fatto scendere nella cisterna anche il medico che non ha potuto far altro che accertare il decesso dei due lavoratori di 50 e 55 anni precipitati per circa venti metri. Autorizzato il recupero della salme da parte del magistrato della Procura di Agrigento, è stata aperta un’inchiesta.

Salvatore Rondello

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