mercoledì, 19 settembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Nencini, la Ue freni l’invasione del made in China
Pubblicato il 19-10-2017


economia-cina“L’Italia deve migliorare la logistica e riprendere gli investimenti diminuiti del 32% nei sette anni della crisi economica, ma per frenare l’invasione cinese anche l’Unione europea deve fare il suo mestiere. Non c’è salvezza per i singoli Paesi, se non cresce la competitività con piattaforme adeguate”. Lo ha detto segretario del Psi e vice ministro alle Infrastrutture e Trasporti Riccardo Nencini, al convegno promosso da Number1 Logistics Group con la partecipazione, tra gli altri, degli europarlamentari Paolo de Castro e David Sassoli.

Su “La Via della Seta”, ha osservato Nencini, “una sola città cinese, con un milione e mezzo di abitanti, ha fatto investimenti pari alla misura degli investimenti annui dell’Italia per i trasporti e infrastrutture. Nel Mediterraneo il 65% del porto del Pireo è in mano ai cinesi, così come due porti del Marocco. In Africa i cinesi hanno preso in gestione circa 80 milioni di ettari, mentre ci sono 55 Paesi africani dove i cinesi, dopo aver costruito strade e infrastrutture, sono passati alla fase due: stanno costruendo le città. Verremmo dunque inondati da prodotti made in China. Per rispondere a una sfida globale – ha concluso -serve un impegno a livello europeo, mentre in Italia vanno potenziate le autostrade del mare, le ciclovie, l’Anas, mentre sulle ferrovie c’è un lavoro che ci sta già facendo scalare posizioni, fino al secondo-terzo posto tra i Paesi Ue”.

Parlando di infrastrutture Nencini ha annuncialo lo stanziamento di fondi per il recupero dei “binari dimenticati”. Una sorta di cura del ferro e uno impegno per la green economy. “Nella legge di stabilità – ha detto Nencini – sono previsti fondi per 10 miliardi di euro per incentivare i trasporti urbani su ferro, e il recupero dei binari dimenticati”. ”Nelle città – ha osservato Nencini – ci sono molti binari dimenticati che vanno recuperati per assicurare una mobilità sostenibile. Solo a Roma stimiamo 250 km di binari dimenticati, ma ce ne sono in tutte le grandi città. Vanno recuperati per contribuire a portare la quota di trasporti su ferro dall’attuale 25% al 50% nel 2050″.

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