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Opinioni e commenti
 

Nord Corea: gli Usa mettono in pre-allerta i B-52
Pubblicato il 23-10-2017


b52

Donald Trump mette in preallarme i bombardieri B-52: dopo le ripetute provocazioni della Corea del nord, il presidente americano ha chiesto alle forze armate di prepararsi ad avere i “re dei cieli” pronti ad agire “in 24 ore”. Basterà ora un semplice ordine per riattivare un livello di allerta che non si raggiungeva dal 1991, alla fine della Guerra fredda. L’allerta significa che una quarantina di B-52 Stratofortress, bombardieri in grado di trasportare ordigni nucleari e con un’autonomia fino a 14.000 chilometri, verrebbero piazzati su piazzole di cemento alla fine della pista della base di Barksdale, nel nord-ovest della Louisiana, pronti al decollo.

L’ordine di alzare il livello di allerta deve essere dal comandante delle forze strategiche, generale John Hyten, responsabile delle forze nucleari, o dal comandante del comando nord degli Stati Uniti, Lori Robinson, responsabile della difesa del territorio americano. La notizia della pre-allerta, non ancora confermata dal Pentagono, è stata data dalla Fox News, emittente vicina a Trump, che ha spiegato di averla appresa in via ufficiosa dal generale David Goldfein, ex vice capo del personale dell’Air Force: “È la dimostrazione che abbiamo fatto un altro passo in avanti nel prepararci a ogni evenienza”, ha dichiarato Goldfein, “non c’è nulla di già pianificato, non c’è un allarme specifico, ma la situazione è quella che è: dobbiamo tenerci pronti”. Di certo si sa che recentemente Trump ha dovuto firmare un ordine per richiamare in servizio un migliaio di piloti militari per i B-52 e altri velivoli. Nella base di Barksdale, in Louisiana, si sta ristrutturando un vecchio edificio in cemento dove saranno alloggiati un centinaio di piloti e avieri che dovranno restare in ‘stand by’ per un eventuale ordine di attacco. Verrà anche realizzata una sala per il relax, con tv, biliardo e un tavolo da gioco.

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Commenti all'articolo
  1. Il premier giapponese Shinzo Abe ha vinto la sua scommessa: ottenere una maggioranza chiara nelle elezioni politiche. Un risultato dovuto in buona parte alla sua politica economica, che ha garantito al suo paese misure espansive e anticicliche rispetto alla crisi degli ultimi anni. Ma non è azzardato affermare che un’altra componente essenziale del suo successo risieda nella scelta esplicita di superare la Costituzione pacifista del Dopoguerra e riarmare il Sol Levante. Un’opzione che settanta anni dopo non spaventa più il mondo, e che ovviamente tranquillizza i suoi concittadini sempre più spesso sorvolati da missili nordcoreani.
    (Fonte Associazione Hans Jonas)

  2. Appare evidente il desiderio di menare le mani che da tempo si è impossessato del ridicolo inquilino della Casa Bianca. Secondo recenti sondaggi, meno della metà degli intervistati è soddisfatta del suo operato, e quindi gli serve una guerra. La strategia, del resto, è vecchia e risaputa, ne hannomfatto ricorso diversi presidenti americani: creare un nemico, in questo caso la Corea del Nord si sta calando alla perfezione nella parte, preparare l’opinione pubblica mondiale, convincere gli americani ( e lì ci vuole poco, l’ottanta per cento si dice favorevole a una guerra preventiva ma posto di fronte a un mappamondo non sa indicare dove si trovi la penisola coreana, chi dice in Africa, chi in Canada… ) e infine, a metà mandato o un anno prima delle elezioni scatenare una bella guerra.
    Faccio inoltre osservare che nel luglio scorso il segretario di stato Tillerson rilasciò un’intervista in cui sosteneva che bisogna riaprire le trattative con Pyeongyang, che urge un vero e proprio trattato di pace fra le due repubbliche, e che il ritiro delle truppe americane dal Sud potrebbe essere il primo passo, anche per negoziare la sospensione del programma nucleare del Nord. Neanche un giorno e il circense Trump affermò che quelle di Tillerson erano dichiarazioni avventate e che era da preferire la soluzione militare in quanto, tanto, a morire saranno dei coreani e non degli americani. Di fronte a queste dichiarazioni vergognose, del resto quasi ignorate dalla stampa del mondo “libero” ( libero?) l’Occidente, al solito prono, tace e approva.
    Cordiali saluti, Mario Mosca.
    P.s. a me il riarmo del Giappone, visto il passato guerrafondaio e il carattere fanaticamente nazionalista dei giapponesi, preoccupa molto di più dei missiletti di Kim Jeong Hn.

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