mercoledì, 25 aprile 2018
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Opinioni e commenti
 

Obbligatoria la comunicazione all’Inail degli infortuni che comportano un’assenza di almeno un giorno
Pubblicato il 30-10-2017


Pensioni vittime del dovere

CONGUAGLI 730/2017 A CARICO DELL’INPS

I conguagli del 730 2017 per i beneficiari delle pensioni per vittime del dovere saranno a carico dell’Inps. Con il messaggio n. 3820 del 4 ottobre 2017 l’Inps è intervenuta in materia di benefici fiscali a favore delle vittime del dovere e dei loro familiari superstiti (art.1, comma 211, legge 11 dicembre 2016, n. 232), annullando quanto già comunicato nel precedente n.3505, in cui evidenziava la cessazione del ruolo di sostituto d’imposta da parte dell’Inps sui trattamenti pensionistici a partire dal 1° gennaio 2017 e annunciava che non avrebbe operato i conguagli per i contribuenti interessati.

Nelle nuove istruzioni si legge invece che : “tenuto conto che numerosi contribuenti, rientranti nella suddetta fattispecie, hanno comunque presentato il modello 730/2017 indicando l’Inps quale sostituto d’imposta, su concorde avviso dell’Agenzia delle Entrate, al fine di evitare disagi ai pensionati in questione e considerata l’imminenza del termine previsto per la conclusione delle operazioni inerenti l’assistenza fiscale, l’Istituto effettuerà in via straordinaria i rimborsi o le trattenute derivanti da modello 730/2017”

Innovazione

UFFICIALI E VERIFICATE LE PAGINE INPS SU FACEBOOK

Dal 2 ottobre scorso le quattro pagine Facebook dell’Inps: – Inps per la Famiglia – Inps Credito e Welfare Dipendenti Pubblici – Inps Giovani – Inps per i Lavoratori Migranti – riportano un badge grigio che attesta che si tratta di una Pagina autentica, ufficialmente riconducibile all’Istituto, e che ciò che vi è comunicato proviene da Inps e ha valore istituzionale.

La richiesta, della conferma di autenticità, a Facebook si è resa necessaria dopo che, nel corso del 2017, l’Istituto ha effettuato un monitoraggio di tutte le pagine Facebook che nel titolo facevano riferimento alla parola Inps. Monitoraggio dal quale è emerso che circa cinquanta pagine utilizzavano la denominazione dell’Istituto o il logo in maniera impropria.

Queste pagine contengono informazioni non vere e diffondono notizie prive di fondamento, le cosiddette bufale, inoltre è spesso utilizzato un linguaggio violento nei confronti dell’Istituto e delle persone che vi lavorano. L’Inps, in maniera continua, monitora tali attività con segnalazioni sia ai gestori di Facebook sia alla Polizia Postale laddove si rinvengano gli estremi di utilizzo e comportamenti non corretti.

Oltre al “badge” che garantisce l’affidabilità e autorevolezza delle quattro pagine Facebook ufficiali, per essere sicuri di essere sulle pagine istituzionali è sempre possibile accedere dalla home page del sito www.inps.it, cliccando sul simbolo (+) presente in alto a destra.

Sicurezza sociale Ue

NUOVI SISTEMI DI RAFFORZAMENTO DELLA COOPERAZIONE TRA GLI STATI

Il 13 settembre 2017 il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker ha pronunciato il suo discorso annuale sullo stato dell’Unione, presentando le priorità politiche della Commissione fino al 2019 ed ulteriori iniziative per il futuro dell’Europa.

Accompagnando il suo intervento, ha presentato due documenti: una tabella di marcia per un’Unione più unita, più forte e più democratica e una lettera d’intenti al Presidente del Parlamento Antonio Tajani ed alla Presidenza del Consiglio. La tabella di marcia delinea le prossime tappe del dibattito sul futuro dell’Europa, in linea col Libro bianco della Commissione del 1° marzo 2017, che delinea cinque scenari per il futuro dell’Europa. La lettera d’intenti, a sua volta, offre una prospettiva più ampia delle iniziative legislative e non legislative che la Commissione europea intende proporre, comprese quelle da lanciare o realizzare entro il 2018 e quelle da avviare prima del 2025.
Nell’ambito di questa lettera d’intenti, diverse nuove proposte hanno un impatto sui sistemi di sicurezza sociale.
Il Presidente della Commissione ha proposto l’istituzione di un’autorità europea del lavoro, per rafforzare la cooperazione tra le omologhe autorità a tutti i livelli e migliorare la gestione delle situazioni transfrontaliere ed altre iniziative a sostegno di una mobilità equa, come il numero di sicurezza sociale europeo. A tale proposito, non può non ricordarsi come l’istituzione di un numero di sicurezza sociale europeo sia una proposta avanzata dall’Inps da più di un anno: fortemente sostenuta dal presidente Boeri, essa ha già formato oggetto di incontri con varie istituzioni previdenziali. La rilevanza strategica del progetto è testimoniata dall’attribuzione di un incarico di studio denominato “ESSIN – European Social Security identification number: analisi e coordinamento della gestione dei sistemi di protezione sociale a livello europeo”. Una proposta sull’argomento dovrebbe essere pubblicata dalla Commissione europea già nel 2018.

Il pilastro europeo dei diritti sociali dovrebbe essere proclamato dalle istituzioni dell’Unione Europea già in occasione del Vertice sociale di Göteborg di novembre.

Infine, tra le nuove iniziative, Jean-Claude Juncker ha annunciato un’iniziativa sull’accesso alla protezione sociale dei lavoratori atipici ed autonomi.

Infortuni sul lavoro

COMUNICAZIONE OBBLIGATORIA ANCHE PER 1 GIORNO DI ASSENZA

E’ diventata obbligatoria la comunicazione all’Inail degli infortuni che comportano un’assenza di almeno un giorno, escluso quello dell’evento. Due circolari dell’Inail appena pubblicate illustrano infatti le modalità di trasmissione telematica all’Istituto delle comunicazioni relative agli infortuni, e delle informazioni per l’istituzione e l’aggiornamento del registro di esposizione ad agenti cancerogeni e mutageni e del registro di esposizione ad agenti biologici.

D’ora in avanti, dunque, per tutti i datori di lavoro, compresi i datori di lavoro privati di lavoratori assicurati presso altri enti o con polizze private, e per i loro intermediari scatta l’obbligo di comunicare in via telematica all’Inail – e per il suo tramite al Sistema informativo nazionale per la prevenzione nei luoghi di lavoro (Sinp) – i dati relativi agli infortuni dei lavoratori – subordinati, autonomi o a essi equiparati – che comportano l’assenza dal lavoro di almeno un giorno, escluso quello dell’evento.

Come precisato nella circolare Inail n. 42 emessa recentemente, la segnalazione all’Istituto – a fini statistici e informativi – deve essere effettuata entro 48 ore dalla ricezione dei riferimenti del certificato medico. Il mancato rispetto dei termini previsti determina l’applicazione di una sanzione amministrativa. Se la prognosi riportata sul primo certificato medico è superiore a 3 giorni, per il datore di lavoro assicurato all’Inail resta invece l’obbligo di presentare la denuncia di infortunio. In questo caso l’obbligo della comunicazione dell’infortunio all’Istituto è assolto per mezzo della denuncia.

Un’altra circolare sempre emessa da poco (la n. 43/2017), illustra le modalità di invio telematico, che rappresenta una semplificazione importante in quanto consente di rispettare, con un’unica operazione online, l’obbligo previsto dalla normativa vigente nei confronti sia dell’Inail sia dell’organo di vigilanza.

Infatti, da adesso sul portale dell’Inail è disponibile anche il nuovo servizio online per la trasmissione delle informazioni per l’istituzione e l’aggiornamento del registro di esposizione ad agenti cancerogeni e mutageni e del registro di esposizione ad agenti biologici.

Nella prima fase il nuovo servizio sarà disponibile per i datori di lavoro, o loro delegati, titolari di posizione assicurativa territoriale (Pat). I datori di lavoro, pubblici e privati, non titolari di una Pat dovranno invece inviare i dati relativi ai lavoratori esposti ad agenti biologici, cancerogeni e mutageni utilizzando la posta elettronica certificata (Pec).

Economia

DETRAZIONI: 55 MILIARDI DI SCONTI FISCALI

Detrazioni, deduzioni, esclusioni, crediti d’imposte ed esenzioni. Tanti nomi per altrettanti interventi che hanno un unico fine: ridurre il carico fiscale dei contribuenti attraverso degli sconti. Nel 2017 il sistema tributario italiano ne conta 468 per un valore di 54,5 miliardi di euro ripartiti tra persone fisiche e imprese.

Il bonus più sostanzioso è senza dubbio il credito d’imposta, declinato in 36 diverse forme, che vale 89.116 euro procapite. I fortunati, però, sono pochi: solo 18.673 soggetti a cui vanno 1,7 miliardi di euro. I dati sono contenuti nel dossier ‘Semplificazioni possibili nel settore fiscale’, approvato dalla commissione parlamentare per la semplificazione ed elaborati dall’AdnKronos.

12 tipi di sconti – Nel documento vengono illustrati i risultati dell’indagine conoscitiva, che ha portato all’identificazione di 11 macro tipologie di sconti fiscali, dalle detrazioni ai regimi sostitutivi, più una dodicesima che raccoglie tutte le agevolazioni rimaste fuori dalle precedenti. Proprio a quest’ultima categoria è destinata la quota maggiore delle tax expenditures, ben 16,4 miliardi di euro, da dividere tra 11,6 milioni di beneficiari, che corrispondono a 1.415 euro procapite.

Le detrazioni sono le misure più diffuse: nel 2017 sono 41 e interessano 46,5 milioni di persone a cui vanno 254 euro procapite, per un totale di 11,8 miliardi. Anche le 37 deduzioni vengono distribuite tra un ampio numero di contribuenti: sono 28,4 milioni i beneficiari, che si dividono 4,7 miliardi di euro, ottenendo 166 euro procapite.

Esenzioni – Sono ben 132 le esenzioni di quest’anno, che interessano 13,7 milioni di contribuenti; la spesa dell’erario per l’erogazione del bonus ammonta a 4,5 miliardi di euro, per un importo procapite pari a 328 euro. Costa poco meno la riduzione delle aliquote, declinata in 29 diverse ‘nuance’; l’erario spende 4,3 miliardi che distribuisce tra 436.153 fortunati soggetti, che beneficiano di 9.893 euro procapite di sconto. Sotto la voce ‘esenzioni’ rientrano 60 tipi di interventi che vanno a 5,3 milioni di contribuenti, per una spesa statale di 3,8 miliardi di euro, che equivale a 714 euro procapite.

E’ di poco inferiore il costo dei 20 regimi sostitutivi, pari a 3,7 miliardi di euro, che interessano 1,8 milioni di soggetti, per un bonus procapite di 2.043 euro. Tra le categorie che impegnano maggiormente l’erario, per spesa, rientrano anche i 35 tipi di regimi speciali, che costano 2 miliardi di euro e vanno a 1,4 milioni di soggetti, per uno sconto procapite di 1.413 euro.

Il dossier – Nel dossier parlamentare si sottolinea la necessità di avviare una ”seria riforma” ricordando che mettere mano al fisco ”impone un orizzonte temporale lungo, per poter condurre un’analisi scrupolosa ed esaustiva dello stato dell’arte”. Fino a oggi, invece, è prevalsa invece ”la ricerca, per certi versi fisiologica, del gettito” attraverso misure ”il cui impatto non sempre viene accuratamente valutato ex ante”.

Da qui nasce ”il moltiplicarsi degli adempimenti e delle scadenze, la volatilità delle norme e la loro stratificazione nonché la sostanziale disapplicazione dello statuto del contribuente”. Le difficoltà burocratiche, l’incertezza delle regole e ”la non eccelsa qualità media dei servizi pubblici erogati” grazie ai tributi versati ”non invoglia i cittadini al versamento delle imposte e costituisce un alibi per quanti vi si sottraggono”.

Evasione – L’elusione e l’evasione fiscale provocano un effetto a catena, che induce lo Stato e gli enti locali a ”gravare ancora di più su coloro che si comportano correttamente” e a ”escogitare un sistema estremamente complesso, caratterizzato da una vasta quantità di contributi, di adempimenti e di scadenze”. L’obiettivo di riduzione del carico fiscale, conclude lo studio, è possibile solo se è ”equamente ripartito tra tutti i soggetti”.

Carlo Pareto

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