lunedì, 23 aprile 2018
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Opinioni e commenti
 

Ogni anno 3 mln di bambini muoiono per malnutrizione
Pubblicato il 12-10-2017


Fame-nel-mondoChi ha troppo e chi ha troppo poco: non è certamente una novità, ma, in ogni caso, è una grande ingiustizia. Save the Children, in un suo nuovo rapporto sulla malnutrizione, ha lanciato l’allarme comunicando l’entità attuale del problema.
Ogni anno, nel mondo, circa 3 milioni di bambini muoiono per malnutrizione. In questo momento, 52milioni di bambini di età inferiore a cinque anni stanno soffrendo la carenza improvvisa di cibo e nutrienti. Inoltre, 155 milioni di bambini sono malnutriti cronici. I fattori che hanno un ruolo decisivo nella diffusione della malnutrizione, per Save the Children sono principalmente la povertà, i cambiamenti climatici ed i conflitti. Nei Paesi a medio e basso reddito, 2 minori su 5 vivono in stato di povertà con forti privazioni per le difficoltà di accesso al cibo, per la carenza dei servizi igienico-sanitari e per l’educazione insufficiente o inesistente. Nel Corno d’Africa ed in Kenya, in seguito all’emergenza climatica causata da ‘El Niño’, 7 milioni di bambini stanno ancora facendo i conti con la carenza d’acqua e di sostanze nutritive. Per contrastare questo fenomeno Save the Children lancia la campagna globale ‘Fino all’ultimo bambino’ per salvare e dare un futuro ai bambini senza un domani, attraverso un sms solidale attivo dal 12 ottobre al 5 novembre.
Qualche giorno fa, l’UNICEF ha pubblicato un rapporto sui bambini del Mali dove la crisi nutrizionale è aggravata dal protrarsi delle violenze, dell’instabilità e degli sfollamenti di massa, minacciando la vita e il futuro di migliaia di bambini. Secondo l’Ente dell’Organizzazione delle Nazioni Unite, soltanto nel Mali, ci sarebbero circa 165mila bambini che potrebbero soffrire di malnutrizione acuta grave fino alla fine del 2018.

I bambini che soffrono di forme gravi di malnutrizione acuta sono colpiti da un’atrofia muscolare  grave, un peso molto basso rispetto alla loro altezza, e hanno una probabilità nove volte maggiore di morire in caso di malattie a causa di un sistema immunitario indebolito.

Lucia Elmi, Rappresentante dell’Unicef in Mali, ha commentato: «Dietro a questi dati ci sono le vite dei bambini e delle bambine più vulnerabili e dimenticati del Mali.  Dobbiamo fornire cure salva-vita e assicurare a ciascuno di questi bambini una piena ripresa. Allo stesso tempo, abbiamo bisogno di investire nei primi mille giorni di vita dei bambini, per ridurre il rischio di insorgenza della malnutrizione acuta.»

Il tasso di malnutrizione acuta fra i bambini sotto i cinque anni ha raggiunto livelli critici nelle zone colpite dal conflitto, come Timbuktu e Gao, ma è molto elevato anche a livello nazionale.

Secondo il rapporto, il tasso di malnutrizione acuta infantile a Timbuktu è salito al 15,7% e a Gao al 15,2%: una crescita preoccupante, da un livello classificato “grave” a “critico” nella scala dell’OMS.

Livelli preoccupanti di malnutrizione acuta si registrano anche nelle regioni di Kayes (14,2%) e di Taoudéni (14,3%), mentre il tasso nazionale si assesta al 10,7%.

Dal  2012  la crisi politica e le violenze hanno provocato, nel Mali, sfollamenti di massa e interruzioni dei servizi sociali nel nord del paese, con un impatto devastante sullo stato nutrizionale dei bambini e delle bambine più vulnerabili.

Altri fattori, come l’accesso limitato all’acqua e all’igiene e malattie infantili come diarrea, infezioni respiratorie acute e malaria, hanno contribuito ad aggravare la situazione.

Investire nei primi mille giorni di vita di un bambino, attraverso la promozione di pratiche come l’allattamento  esclusivo per i primi sei mesi e lavare le mani con acqua pulita e sapone, può prevenire la malnutrizione in modo efficace.

È sicuramente meritorio il ruolo svolto dall’UNICEF e da Save the Children per la lotta alla malnutrizione infantile nel mondo. Tuttavia le forme assistenziali restano insufficienti a risolvere i problemi da cui hanno origine le cause.
Urgerebbe un maggiore impegno politico, soprattutto dall’ONU, per risolvere gli annosi problemi che causano anche i problemi di malnutrizione infantile, ma che ledono il diritto alla vita ed alla dignità umana ad una cospicua parte dell’umanità. In tal senso, è doveroso segnalare l’impegno portato avanti tra mille difficoltà dalla Lega Italiana dei Diritti Umani.

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