domenica, 22 luglio 2018
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Opinioni e commenti
 

Pensioni: da Cgil Cisl e Uil una proposta unitaria al governo
Pubblicato il 09-10-2017


Al via la sperimentazione fra l’Istituto, Bambino Gesù, Gaslini e Meyer

L’INPS MIGLIORA LA TUTELA DELLA DISABILITÀ DEI MINORI

A partire dal 14 settembre 2017, ha preso il via ufficialmente il protocollo sperimentale, che coinvolge l’Inps, l’Ospedale Bambino Gesù di Roma, l’Istituto G. Gaslini di Genova e l’Azienda ospedaliero-universitaria Meyer di Firenze, volto a facilitare l’iter sanitario per il riconoscimento delle prestazioni assistenziali di invalidità alle quali hanno diritto i minori disabili.

Dalla predetta data i medici abilitati dall’Inps appartenenti ai tre ospedali pediatrici, possono compilare online il certificato specialistico pediatrico. Nelle settimane precedenti, infatti, l’Istituto di previdenza ha tenuto incontri con il personale delle strutture ospedaliere per presentare gli aspetti operativi del protocollo sperimentale e per illustrare le modalità di trasmissione online del certificato pediatrico telematico.

Il Protocollo sperimentale, di durata 18 mesi, era stato sottoscritto nella passata primavera dall’Ente assicuratore e dai tre ospedali pediatrici. Il protocollo permette in pratica ai medici di queste istituzioni sanitarie di utilizzare il certificato specialistico pediatrico, grazie al quale è possibile raccogliere fin da subito – durante il ricovero presso le stesse strutture – tutti gli elementi necessari alla valutazione medico legale.

Il referto specialistico pediatrico, predisposto dall’Inps e dalla Società Italiana di Pediatria, contiene difatti tutti gli elementi utili all’accertamento della specifica patologia. Questa attestazione sanitaria consente quindi di evitare ulteriori valutazioni specialistiche che, nei casi di particolare complessità delle patologie, sono spesso necessarie in aggiunta al certificato medico redatto da pediatri e medici di base del Servizio Sanitario Nazionale, ed evita così di dover sottoporre il minore a più visite.

Pensioni

DA CGIL CISL E UIL PROPOSTA UNITARIA A GOVERNO SU TEMI FASE 2

Blocco dell’adeguamento all’aspettativa di vita, previsto per il prossimo 2019, e un tavolo di studio per individuare un nuovo criterio che rispetti le diversità e le peculiarità di tutti i lavori. Sono alcune delle proposte unitarie che Cgil, Cisl e Uil hanno presentato alla presidenza del Consiglio dei ministri e al ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, sui temi al centro del confronto della fase due sulla previdenza. “Le proposte – si legge nella nota congiunta – intendono superare le attuali rigidità e favorire il turn over generazionale per rendere più equo l’attuale sistema previdenziale”.

Per sostenere le future pensioni dei giovani, i sindacati propongono l’utilizzo di uno strumento che, valorizzando la storia contributiva dei lavoratori, ne sostenga il futuro reddito previdenziale e, contemporaneamente, che si superino gli attuali criteri previsti nel sistema contributivo, una vera e propria penalizzazione per i lavoratori con redditi più bassi.

E’ necessario, propongono ancora i sindacati, “porre fine alle disparità di genere che ancora penalizzano le donne nel nostro Paese. Un intervento sul solo meccanismo dell’Ape sociale è riduttivo, occorre una misura più ampia con il riconoscimento di un anno di anticipo per ogni figlio, fino a un massimo di tre, e il riconoscimento di un bonus contributivo per i lavori di cura, al fine di migliorare le pensioni delle donne. E’ inoltre fondamentale il rilancio delle adesioni della previdenza complementare estendendo la fiscalità incentivante, prevista per i lavoratori privati, anche a quelli del settore pubblico”. Occorre operare, finalmente, una separazione contabile della spesa previdenziale da quella assistenziale al fine di dimostrare che la spesa per pensioni, in Italia, è sotto la media europea. Bisogna, poi, varare subito una riforma della governance dell’Inps e dell’Inail per realizzare un sistema efficiente, trasparente e partecipato. Cgil, Cisl e Uil chiedono, infine, “il ripristino della piena indicizzazione delle pensioni introducendo un nuovo paniere e recuperando quanto perso in questi anni”.

Inps

SIA ANCHE SENZA PROGETTO

In caso di mancata sottoscrizione del progetto personalizzato di attivazione sociale e lavorativa i beneficiari del Sostegno per l’inclusione attiva (Sia) non perdono il diritto al beneficio.

Sì al sostegno di inclusione attiva anche senza sottoscrizione del progetto

Lo stabilisce l’Inps con messaggio 3613/2017 (sotto allegato), che recepisce le modifiche apportate dal decreto 26 luglio 2017 e fornisce indicazioni operative sulla disciplina della sottoscrizione del progetto personalizzato di presa in carico ai fini della concessione del beneficio del Sia ordinario, nonché della condizionalità, così come previste dall’articolo 6 del richiamato decreto.

Questo vale per i residenti dei comuni interessati dagli eventi sismici del 2016 e 2017, a partire dallo scorso 17 agosto. Il decreto introduce, infatti, una deroga al principio della condizionalità, dunque dal 17 agosto 2017, la mancata sottoscrizione del progetto comunicata in un secondo momento rispetto alla stessa data da parte dei componenti del nucleo familiare beneficiario del SIA in via ordinaria, ed anche la violazione degli obblighi derivanti dallo stesso progetto, non comportano l’esclusione dal beneficio.

Cambia la disciplina del SIA ordinario in materia di condizionalità

Non solo. Secondo il decreto, i comuni dell’intero territorio nazionale possono derogare ai tempi per la predisposizione dei progetti personalizzati di presa in carico. Ciò comporta che il beneficio economico del Sia non si perderà anche in tal caso.

In pratica, tutte le domande già sospese a causa del mancato invio della notizia della sottoscrizione del progetto personalizzato sono state rimesse in pagamento dall’Istituto di previdenza sociale.

Inps

FONDO DI INTEGRAZIONE SALARIALE

Con la circolare Inps n. 176 del 2016 è stata illustrata la disciplina del Fondo di integrazione salariale (FIS) che, a decorrere dal 1° gennaio dello stesso anno, assicura una tutela ai lavoratori di datori di lavoro che occupano mediamente più di cinque dipendenti, appartenenti a settori non rientranti nell’ambito di applicazione della cassa integrazione guadagni ordinaria e straordinaria e che non hanno costituito Fondi di solidarietà bilaterali o Fondi di solidarietà bilaterali alternativi. Il FIS assicura la tutela in costanza di rapporto di lavoro attraverso l’erogazione di due prestazioni: l’assegno di solidarietà e l’assegno ordinario.

L’assegno ordinario è una prestazione ulteriore che il FIS garantisce, in aggiunta all’assegno di solidarietà, in favore dei lavoratori dipendenti di datori di lavoro che occupano mediamente più di 15 dipendenti, compresi gli apprendisti, nel semestre precedente la data di inizio delle sospensioni o riduzioni dell’orario di lavoro. L’assegno è garantito in relazione alle causali previste dalla normativa in materia di integrazione salariale ordinaria (ad esclusione delle intemperie stagionali) e straordinaria, limitatamente alle causali della riorganizzazione aziendale e della crisi aziendale, con esclusione della cessazione di attività. La circolare dell’Istituto n. 130 illustra i criteri da rispettare per l’approvazione dei programmi di riorganizzazione aziendale e i casi di crisi aziendale con continuazione dell’attività lavorativa e per evento improvviso e imprevisto.

L’assegno di solidarietà invece, a differenza di quanto previsto per l’assegno ordinario, non è concesso al ricorrere di determinate causali, ma sulla base di un accordo collettivo, la cui finalità è evitare, in tutto o in parte, la riduzione o la dichiarazione di esubero del personale. La stessa circolare n. 130 descrive quali sono le caratteristiche che devono avere i contratti collettivi aziendali ai fini dell’erogazione dell’assegno stesso.

Inps

AD AGOSTO ORE CIG AUTORIZZATE IN CALO

Ad agosto il numero di ore di cassa integrazione complessivamente autorizzate è stato pari a 19,6 milioni, in calo del 36,6% rispetto allo stesso mese del 2016 (30,9 milioni). Lo rende noto l’Inps che oggi ha diffuso l’aggiornamento al mese di agosto 2017 dell’Osservatorio sulle ore di cig. Le ore di cassa integrazione ordinaria autorizzate ad agosto 2017 sono state 6,2 milioni, in calo del 19,4% rispetto ad agosto 2016 (7,7 mln). In particolare, la variazione tendenziale è stata pari a -12,4% nel settore Industriale; -35,3% nel settore edilizia. La variazione congiunturale registra nel mese di agosto 2017 rispetto al mese precedente un decremento pari al 6,6%.

Per quanto riguarda la cigs, le ore autorizzate ad agosto sono state pari a 11,7 milioni, di cui 5,4 mln per solidarietà, registrando una diminuzione pari al 37,2% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, che registrava 18,6 milioni di ore autorizzate. Ad agosto 2017 rispetto al mese precedente si registra una variazione congiunturale pari al -54,5%.

Gli interventi in deroga sono stati pari a 1,7 mln di ore autorizzate ad agosto 2017 registrando un decremento del 63% se raffrontati con agosto 2016, mese nel quale erano state autorizzate 4,6 milioni di ore. La variazione congiunturale registra nel mese di agosto 2017 rispetto al mese precedente un decremento pari al 35,5%.

Carlo Pareto

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