venerdì, 27 aprile 2018
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Opinioni e commenti
 

Perugia, Interrogazione Psi
sulla Cava di Cerreto
Pubblicato il 25-10-2017


Nella sessione di Question time della seduta dell’Assemblea legislativa, il capogruppo dei Socialisti e Riformisti, Silvano Rometti ha chiesto all’assessore all’ambiente Fernanda Cecchini quali sono le intenzioni della Giunta regionale in merito al futuro della Cava di Cerreto, nel comune di Panicale, considerando il contesto ambientale e paesaggistico di pregio in cui è inserita ed i vincoli di vario genere a cui è sottoposto quel territorio.
Rometti, nell’illustrazione dell’atto, ha ricordato che “nella Cava di Cerreto, nel corso del tempo, si è svolta un’attività di escavazione sulla base di permessi di estrazione che si sono via via succeduti, l’ultimo dei quali scaduto nel maggio 2012. Lavori che hanno lasciato una situazione di degrado, sia all’interno che all’esterno della cava, che richiede un ripristino ambientale del sito ed un migliore inserimento nel contesto paesaggistico. Da tempo, nella zona attinente al Monte Solare si è ricostruito un sistema sociale ed economico basato sull’agriturismo e sulla rivitalizzazione di strutture e casolari abbandonati che ha determinato un forte beneficio, sia diretto che indiretto, per la comunità locale. E tutto questo potrebbe assumere sempre maggiori dimensioni per l’economia del territorio. L’area del Monte Solare è stata interessata, nel corso degli anni, da numerose richieste di tutela. Dal 1994 il Monte Solare è interessato da un ampio quadro vincolistico”.

Nella risposta l’assessore Cecchini ha ricordato che “la cava è stata autorizzata dal Comune di Panicale per la ditta ‘Via Piccolpasso srl’ nel 2003 per 770mila metri cubi di materiale da scavo e Provincia e Regione hanno seguito l’iter autorizzativo, ma fino al 2008 l’impresa non ha iniziato l’attività estrattiva. La legge vigente non considera eterne le autorizzazioni ma invece regolate con criteri attinenti la dimensione e la durata delle attività. Nel 2006 è stata chiesta istanza di riconoscimento del giacimento e la cava è stata riconosciuta successivamente coltivabile in sede di copianificazione fra Comune di Panicale, provincia di Perugia e Regione, con durata di 10 anni e riambientamento come approvato dal Comune nel progetto originario. Il fallimento della società che ha iniziato i lavori, nel 2008, ha lasciato la situazione in una empasse che può essere risolta dai nuovi proprietari dei terreni, che possono presentare istanza di autorizzazione di cava. Ad oggi non ci sono indicazioni per la Conferenza dei servizi riguardante l’autorizzazione mineraria, la situazione è ferma al 2008. Sarà nostra cura capire, insieme al Comune di Panicale, come intervenire”.
Nella replica conclusiva, il consigliere Rometti ha detto “a me risulta che una richiesta è stata presentata e che sull’argomento ci sono state riunioni e assemblee. Prendo atto dell’impegno dell’assessore e raccomando un’attenzione particolare come si conviene per quei territori situati intorno al prezioso bacino del lago Trasimeno perché qui non saremmo proprio in linea con le tutele richieste, fermo restando quelli che sono diritti acquisiti”

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